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Ichthyos
può sembrare l’ennesima associazione di protezione ambientale che
esistono nel nostro paese; noi siamo tutti pescatori e quasi tutti siamo
impegnati in altre associazioni di tipo ambientalistico e allora perché
crearne una nuova? Perché
avevamo bisogno di un luogo specifico nel quale da un lato “dare sfogo
alla nostra passione” dall’altro un luogo che funzionasse da
riferimento per una serie di soggetti che possono e devono avere a cuore
la tutela delle acque e la tutela della fauna ittica.
L’Associazione
Ichthyos nasce per colmare un vuoto nel panorama delle associazioni
protezionistiche. Essa si propone di svolgere attività di promozione
culturale diretta alla consapevole e sostenibile gestione della risorsa
Acque Interne. Essa si costituisce il 22 marzo 2001 (giornata mondiale
dell’acqua) in Arezzo, da un gruppo di appassionati il cui nucleo da
tempo si conosceva e confrontava nell’ambito della Consulta
Provinciale della Pesca di Arezzo.
Finalità
di Ichthyos è lo sviluppo di una coscienza comune rivolta alla
protezione, alla conservazione ed al ripristino della biodiversità
rappresentata dalle specie viventi negli habitat dei bacini idrografici
del continente europeo.
L'Associazione
non ha fine di lucro e si occupa anche di studio, ricerca, vigilanza e
protezione ambientale.
Le
acque europee stanno subendo un costante degrado per varie cause che in
questo convegno sono ben emerse.
Il
quadro che emerge non è omogeneo, ma la tendenza generale, dopo gli
anni di miglioramento conseguenza delle politiche di depurazione, tende
verso un peggioramento progressivo della qualità ecologica dei corpi
idrici. In particolare per la fauna ittica si sta assistendo, per alcune
specie ad un processo di estinzione che si sta attuando nel giro di una
ventina di anni (a fronte di processi evolutivi di milioni di anni). La
perdita di biodiversità e di complessità ecologica rappresenta un
attentato ai nostri ambienti e si manifesta come processo irreversibile,
nel quale rischiamo la scomparsa di un patrimonio unico. D’altra parte
il cambiamento delle abitudini di vita ha determinato un progressivo
allontanamento delle popolazioni umane dai corsi d’acqua, da cui i
nostri nonni ricavavano direttamente risorse essenziali per la propria
sopravvivenza. L’urbanizzazione, il miglioramento delle condizioni
economiche hanno accelerato un processo di distacco “culturale” fra
la gente e i fiumi.
L’obiettivo
più ambizioso che ci proponiamo è proprio sul campo culturale, per
affermare principi e modi di operare tesi al recupero di questo
“tesoro”, a volte dimenticato, rappresentato dalle acque
continentali. Una operazione che non ha però scopi esclusivamente
conservativi; tutti i soci fondatori dell’associazione sono anche
pescatori, oltre che esperti e frequentatori dei fiumi.
Noi
crediamo che una fruizione consapevole e attenta delle risorse naturali
non solo sia compatibile con la conservazione e la riproduzione delle
risorse naturali, ma possa rappresentare una risorsa economica. Vogliamo
volare alto, crediamo che la forza di queste idee sia condivisa da una
moltitudine di persone, che però spesso si trova ad operare isolata.
Noi vogliamo offrire, con la nostra associazione, un luogo di
discussione, confronto, progetto. Per questo la nostra associazione
nasce, e questa esperienza è strettamente collegata con un processo in
atto nella Pubblica Amministrazione, con un elevarsi del livello di
sensibilità. Ad Arezzo, da questo punto di vista, devo dire che
l’esperienza della Consulta della pesca, di cui poi Carini e Voliani
vi parleranno, è stata davvero significativa. Essa ha rappresentato il
vero e proprio “incubatore” di Ichthyos e un luogo e un momento di
scambio e di confronto, che ha permesso alle persone di crescere e di
maturare la capacità di creare insieme delle idee, dei progetti.
Noi
abbiamo alcune idee, anche ambiziose, crediamo che i tempi siano maturi,
questo convegno aveva il significato di entrare in contatto con una
serie di soggetti che su questo campo potessero esprimere dei pareri
compiuti in senso scientifico e che potranno dare anche un supporto per
progetti futuri.
Uno
strumento fondamentale vuol essere il nostro sito internet, che
rappresenta una notevole fatica, ma anche una grande soddisfazione per
la qualità del prodotto e l’apprezzamento che molti ci stanno
manifestando. È uno strumento a disposizione di tutti, che ci auguriamo
possa crescere e migliorare con l’apporto di ognuno di voi. Il
nostro sito è stato un impegno notevole per il quale Stefano Porcelloni
e Riccardo Nespoli sono stati dei motori inesauribili, e che ha anche un
grosso successo dal punto di vista della frequentazione, considerate che
ad oggi siamo ad circa 60 mila contatti di media mensile, vuole dire che
da marzo da quando il sito è attivo, circa 14 mila persone hanno
visitato il sito, se consideriamo che il sito non è stato ancora
tradotto i dati sono davvero notevoli e sono notevoli le potenzialità
che si intravedono.
E
allora noi vogliamo da un lato dotarci degli strumenti che permettano di
aprirci al mondo esterno, che ci permettano di dialogare in particolare
con i paesi della comunità europea, e dall’altro abbiamo la necessità
di radicarci e di lavorare a livello locale. Se riusciremo a fare questo
credo che porteremo un contributo positivo nella nostra realtà.
Per
concludere chiunque fosse interessato ad associarsi o a fondare un
circolo locale di Ichthyos può mettersi in contatto con noi, basta
condividere la finalità contenute nello statuto, che troverete in rete
e che sono succintamente contenute in questa nota, ma soprattutto amare
i pesci e i corsi d’acqua.
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