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Innanzi
tutto anch’ io mi unisco ai ringraziamenti come ha già fatto il
nostro Presidente, salutando i relatori, l’associazione Ichthyos con
cui abbiamo instaurato una profonda collaborazione, tutti voi che
partecipate a questo convegno, ma permettetemi di ricordare anche la
Consulta Provinciale della pesca, con la quale fin dall’inizio ho
avuto un rapporto veramente fecondo. Essa ha svolto un lavoro importante
e il sottoscritto le deve particolare gratitudine per il supporto
fornitomi, perché di pesca me ne intendevo molto poco per non dire
quasi nulla, ringrazio la Consulta con la speranza che questo contributo
che abbiamo avuto a livello gestionale della pesca nel nostro territorio
continui.
Il
mio compito è quello di illustrarvi il punto di vista
dell’Amministrazione e i suoi programmi.
La
situazione che stanno vivendo i nostri ecosistemi acquatici, e
l’ambiente in generale, richiede un cambio di mentalità nel modo di
gestir le risorse naturali. La pressione antropica sul territorio ha
determinato un profondo cambiamento degli equilibri che governano questi
ecosistemi e in modo sempre più pressante avvertiamo la necessità di
proteggere un patrimonio unico che deve essere tramandato alle nuove
generazioni.
L’esperienza
maturata nell’ambito dell’azione amministrativa della Provincia, che
come istituzione ha competenze fondamentali sia dal punto di vista
ambientale che della gestione delle attività di pesca, ci fa ha
permesso di definire una serie di obiettivi.
Primo
fra tutti acquisire una conoscenza effettiva e scientificamente valida
del nostro patrimonio ittiofaunistico.
In
quest’ottica si possono ascrivere due importanti e dettagliate
ricerche, promosse dalla Provincia e riferite alla Valtiberina aretina
sui bacini del Tevere, del Marecchia e del Foglia, che saranno
illustrate in interventi di questa giornata. La nostra linea, per il
prossimo futuro, punta ad individuare le risorse per procedere a studi
che ci consentano di conoscere la composizione e lo stato
dell’ittiofauna nel bacino dell’Arno. L’intento è quello di
costruire, progressivamente, la carta ittica della Provincia, strumento
necessario per la gestione delle attività di pesca sportiva, attraverso
un approccio interdisciplinare che supporti una gestione razionale delle
risorse.
Dobbiamo
poi riuscire a divulgare tale quadro di conoscenze. Troppo spesso ad un
livello alto di competenze corrisponde una poco adeguata capacità
d’informazione e di coinvolgimento dell’opinione pubblica, anche di
quella parte direttamente interessata alla fruizione di beni naturali.
Viceversa la gran mole d’informazioni che la massa di pescatori
possiede, in virtù dell’esperienza e della costante frequentazione
dei corsi d’acqua, e che rappresenta un patrimonio prezioso anche se
non organico, ha difficoltà ad interferire in senso positivo con
l’azione amministrativa. Occorre raggiungere una maggiore
comunicazione tra esperti di varie discipline, amministratori e
cittadini per aumentare la fruibilità del patrimonio naturale.
L’esperienza, in questi anni, della Consulta Provinciale della Pesca
ci fornisce un utile orientamento.
La
consulta ha funzionato da “incubatore” per Ichthyos e quindi anche
per questo convegno, ha messo in rete tecnici, associazioni e
amministrazioni e oggi rappresenta un buon esempio di concertazione
(esempio sulle specie alloctone e sulle misure per contenerle). Il
prossimo passaggio, e questa giornata va in tale direzione, sarà quello
di allargare il più possibile il momento di discussione anche ai
singoli pescatori, una categoria spesso schiva al confronto. Essi
dovranno imparare sempre più a partecipare direttamente alla difesa e
alla gestione delle acque e il nostro sforzo si concentrerà su tale
aspetto; senza una effettiva condivisione delle scelte da parte dei
pescatori, singoli o associati, l’azione di amministratori ed esperti
sarebbe inevitabilmente limitata.
Dobbiamo,
quindi, riuscire a definire una serie di azioni di controllo e di
miglioramento qualitativo dell’ittiofauna. Da molti anni cerchiamo di
garantire la qualità del materiale di ripopolamento attraverso un
controllo diretto sul materiale d’immissione e sui fornitori; cosa per
altro non sempre agevole, soprattutto per il pesce bianco.
Positivamente
giudichiamo la reintroduzione del persico reale in acque da dove era
scomparso da moltissimo tempo. Inoltre ci rendiamo conto che oltre
all’inquinamento tradizionale le nostre acque sono sottoposte, in
questi ultimi anni in modo sempre più preoccupante, al pericolo
rappresentato dalla comparsa di pesci “forestieri” che poco hanno a
che vedere con la fauna locale. Nel tentativo di contenere l’invasività
di certe specie e i danni ai già precari equilibri degli ecosistemi
acquatici, stiamo valutando l’opportunità di emettere apposita
ordinanza che vieta la re-immissione in acqua del carassio dopo la
cattura; su questo si è già espressa positivamente la Consulta e
sarebbe interessante avere informazioni sugli effetti di misure simili
in altre acque italiane e ascoltare il parere dei singoli pescatori.
Migliorando
la qualità del patrimonio ittico dovremo valorizzarlo anche come
risorsa economica. L’esempio di buona gestione delle acque
rappresentato dall’esperienza del torrente Presale, a Badia Tedalda,
ci conforta. Qui, da quando la società di pescatori locale ha in
gestione un’area a regolamento specifico, abbiamo elevato le
possibilità di controllo e la qualità e consistenza della fauna ittica
di uno dei migliori torrenti del nostro territorio. Ma di questo parlerà
il Dr. Amantini il pomeriggio.
L’indicazione
che traiamo da questo tipo di esperienze è che possiamo rendere i
nostri corsi d’acqua elemento essenziale per sviluppare le aree
marginali e al contempo conservare l’integrità degli ecosistemi.
Altro
obiettivo di questa amministrazione è quello di utilizzare le nuove
tecnologie per favorire lo scambio di informazioni, mettendo a stretto
confronto esperienze educative, protezionistiche e gestionali. A tale
proposito, in collaborazione con le associazioni dei pescatori (FIPSAS,
ARCI PESCA, ENAL PESCA) e attraverso l’apporto tecnico di ICHTHYOS,
stiamo ultimando il sito informatico dell’Ufficio Pesca, dove saranno
disponibili tutti i dati riguardanti i corsi d’acqua provinciali, le
informazioni sulle attività di pesca, le ricerche in nostro
possesso.
Tutto
ciò va nella direzione di un maggiora coinvolgimento di associazioni,
istituzioni e cittadini nella gestione del patrimonio ittico, con la
finalità di creare occupazione e prodotti di qualità (pesce
geneticamente controllato per i ripopolamenti e l’alimentazione,
materiale scientifico divulgativo, progetti di recupero ambientale,
ecc.). Per questo pensiamo di valorizzare le strutture in nostro
possesso e di attivare progetti finanziabili dalla Comunità Europea
nelle direzioni che definiremo prioritarie. Tanto per fare un esempio
stiamo valutando la possibilità di realizzare un incubatoio di fondo
valle per ripopolare le nostre acque con materiale controllato; ciò ci
permetterebbe di superare definitivamente i problemi di qualità e di
approvvigionamento del pesce bianco.
Convinti
che nuove prospettive nascono dall’interazione tra punti di vista
diversi, abbiamo investito in questo convegno come occasione di
contaminazione culturale, primo passo verso la costituzione di una rete
di soggetti diversi, ma tutti animati dal desiderio di tutelare il
nostro patrimonio naturale.
Da
qui Arezzo si propone come luogo di sperimentazione per nuove forme di
gestione ittiofaunistica, riferimento per organizzare momenti di
confronto, territorio fertile per la ricerca e la divulgazione nel
settore della tutela dell’ittiofauna.
Questo
anche attraverso l’esperienza di “Ichthyos” e utilizzando come
strumento importante il sito internet dell’associazione. Esso
rappresenta per noi un tavolo aperto di scambio tra mondo accademico,
amministrazione, associazioni di tutela ambientale, pescatori e
cittadinanza.
Auguro
a tutti voi un buon lavoro.
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