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Questa
è stata una giornata molto importante, che ha avuto il contributo, nel
dibattito, di persone altamente qualificate e ha visto il nostro
Presidente, cosa che mi ha fatto altamente piacere, partecipare fino
alla fine.
I
problemi tecnici affrontati qui ormai fanno parte del nostro dibattito
nella Consulta. A proposito delle specie alloctone è un compito
primario dell’Amministrazione salvaguardare quelle che sono le specie
indigene, ma ci sono anche altri elementi di allarme che abbiamo sentito
questa sera che ci devono far prendere delle decisioni. Scelte magari
difficili, che devono essere ponderate, ma che non possono essere
rinviate.
Sulla
qualità delle acque credo che noi siamo in una condizione non troppo
buona, non solo per il livello dell’inquinamento che c’è ed è alto
(anche se si può intravedere qualche segnale positivo). Io credo che la
situazione a livello della depurazione delle acque è una situazione che
va migliorando. A Sansepolcro, in Valdichiana, che è una delle zone più
a rischio, ci sono alcuni elementi positivi, l’acqua dell’Arno
depurata, che esce dai rubinetti degli aretini, è migliore.
Per
preservare la qualità dei nostri fiumi nel periodo critico, quello
estivo abbiamo istituito una commissione speciale, che non valuta
soltanto il momento in cui emettere l’ordinanza di sospensione degli
attingimenti, ma valuta, insieme alle associazioni di categoria, non
solo i limiti temporali dell’ordinanza, ma entra nel merito della
programmazione delle specifiche colture; questa estate, ad esempio,
erano esentate alcuni tipi di colture che come gli ortaggi. Ma ciò non
è sufficiente, occorre trovare il sistema per far capire ai coltivatori
che non si può seminare il mais a fine maggio, con la maturazione che
cade proprio nel momento in cui c’è l’ordinanza. Il compito della
commissione, quindi è quello di predisporre i momenti di semina, le
specie da coltivare, ma anche definire i meccanismi per informare,
coinvolgere e sensibilizzare le categorie sulla questione di una
gestione razionale della risorsa. Questo è un processo difficile, ma
inevitabile da percorrere, perché i fiumi arrivano ad agosto ad un
livello di degrado incredibile, ricordando che se difendiamo i fiumi si
difende l’ambiente in cui si vive.
Esiste
anche un meccanismo perverso per cui una miriade di agenzie, di
competenze, soggetti diversi (provveditorati, genio civile, ecc.) hanno
competenze sulle acque. Io credo che noi bisogna anche tutta una serie
di competenze, riportarle ad una gestione unitaria, perché è
nell’interesse di tutti, a cominciare dagli amministratori locali
avere dei fiumi che rispondono alle diverse esigenze, sui quali ci si può
andare d’estate, non solo a pescare, ma anche a camminare, fare il
bagno come si faceva una volta.
Tornando
al convegno ringrazio tutti voi e particolarmente le associazioni dei
pescatori, con le quali abbiamo instaurato un ottimo rapporto di
collaborazione. Inoltre permettetemi un ringraziamento a Legambiente,
con la quale abbiamo, anche in altri settori, una collaborazione fattiva
e seria, esempio di un ambientalismo non sterile e arroccato a una
negatività completa.
Per
quanto riguarda il campo di gara di Laterina io sono convinto che
essendo l’unico campo di gara che abbiamo in prov. di Arezzo noi in
questo settore dobbiamo valutare meglio gli interventi da fare, regolare
gli accessi, prendere contatto con le amministrazioni locali, ecc.
Abbiamo
risorse importanti che vanno gestite al meglio, io parlo della risorsa
Montedoglio, non solo del lago, l’obbiettivo di questa Amministrazione
è riuscire in tempi brevi a portare l’acqua di Montedoglio in
Valdichiana.
Per
concludere credo che questi interventi che sono stati fatti in questo
convegno, per la loro alta qualità, vadano tutti raccolti e prendo
l’impegno, anche se ancora non ho parlato con il Presidente, di
arrivare ad una pubblicazione.
Quest’esperienza,
le tante cose che nella giornata di oggi sono state dette, non deve andare
dispersa. L’idea è quella di darsi un appuntamento periodico per
ritrovarsi, fare il punto della situazione, nel frattempo continuare in
quella ricerca che è stata fatta in modo egregio in Valtiberina ed
anche in altre zone; come giustamente diceva Carini noi dobbiamo
studiare, capire a livello dell’ittiofauna cosa abbiamo in Valdarno,
in Casentino ed in Valdichiana, per arrivare ad avere poi la carta
ittica che è elemento per operare e portare avanti nel miglior modo
possibile il nostro lavoro.
Vi
ringrazio tutti per la pazienza ed in particolare Gigi Sacchini e
Stefano Porcellotti che sono un po’
l’anima del convegno insieme a tutti i membri della consulta che sono
qui presenti insieme a noi.
Grazie.
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