Evoluzione del numero di
appostamenti fissi dal 1999 al 2004
La
Provincia di Arezzo a partire dal 1997 ha proceduto alla mappatura,
su foglio di insieme catastale in scala 1:10.000 della Regione
Toscana, di tutti gli appostamenti fissi autorizzati ubicati nel
territorio provinciale, ed al successivo controllo del rispetto
delle distanze previste dagli art. 6, 7 e 8 del Regolamento
regionale n. 1/95.
Nel 1999 la mappatura su supporto cartaceo è stata sostituita da
una mappatura digitale usando una base raster in scala 1:10.000 e
come programma un GIS MAPINFO 4.5 professional.
Gli appostamenti che non risultavano in regola, con esclusione delle
deroghe previste all’art. 6 comma 2 e 8 comma 3, sono stati
verificati tramite sopralluogo. Nei casi in cui l’ubicazione
dell’appostamento è stata confermata come non conforme alle distanze
previste dalle normative regionali ne è stato autorizzato lo
spostamento, quando possibile. Per i casi non sanabili
l’appostamento è stato revocato.
Il
T.U. n. 13/R , all’art. 68 comma 2 prevede un tetto massimo di n° di
appostamenti fissi autorizzabili pari al n° di quelli autorizzati
nella stagione venatoria 1989/90.
In
tale anno in Provincia di Arezzo sono stati autorizzati i seguenti
appostamenti:
tipo A: n° 1058
tipo B: n° 87
tipo C: n° 121
Totale : 1266
Nella stagione venatoria 1999-2000 sono stati autorizzati in tutto
n° 593 appostamenti fissi così ripartiti tra le varie tipologie:
tipo A (minuta selvaggina): n° 427
tipo B (palmipedi e trampolieri): n° 16
tipo C (colombaccio): n° 130
tipo D (senza richiami vivi): n° 20
Totale: 593
Al
termine della stagione venatoria 2004-2005 il numero delle
autorizzazioni rilasciate si era così evoluto:
tipo A (minuta selvaggina): n° 427
tipo B (palmipedi e trampolieri): n° 25
tipo C (colombaccio): n° 149
tipo D (senza richiami vivi): n° 12
Totale: 613
Durante il periodo del precedente piano faunistico il numero di
appostamenti autorizzati in Provincia di Arezzo è leggermente
cresciuto di 20 unità, pari ad un incremento del + 3,4 %. L’aumento
ha riguardato soprattutto gli appostamenti di tipo C a colombacci e
quelli a palmipedi e trampolieri. Gli appostamenti di tipo A a
minuta selvaggina sono rimasti invariati e quelli senza richiami
viviv sono diminuiti.
La
distribuzione degli appostamenti fissi per comune è illustrata nella
cartografia allegata. Come si vede, esiste una distribuzione per
gruppi di appostamenti, concentrati ovviamente nelle aree più
favorevoli per il passaggio delle specie oggetto di caccia. Tale
fenomeno di raggruppamento è evidente per la tipologia A (minuta
selvaggina, ovvero turdidi).
Le
aggregazioni principali sono 2:
·
crinale che separa l’ATC 1 dalla ATC 2,dal Poggio tre
vescovi all’Eremo della Casella, nei comuni di Chiusi della Verna,
Pieve S.Stefano e Caprese Michelangelo;
·
Zona Ponticelli e Passo della Consuma, nei comuni di
Montemignaio, Castel S.Niccolò e Pratovecchio.
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