Uff. Caccia della Provincia di Arezzo

Area vocata per la gestione faunistico-venatoria del capriolo

     
   
 

Area vocata per la gestione faunistico-venatoria del capriolo

 

Superficie Totale Area Vocata = ha 139.679,72 

Superficie Totale Area Non Vocata = ha 182.929,25

 

Considerazioni generali

 

La popolazione di capriolo della provincia di Arezzo si è originata per progressiva espansione di un nucleo relitto, sopravvissuto all’interno dell’area delle Foreste Casentinesi, come documentato da dati forniti dagli archivi dell’azienda A.S.F.D. (Crudele g., 1988).

Su tale nucleo furono operate due limitate operazioni di immissione, con pochi soggetti (6 capi) provenienti dalla foresta di Tarvisio negli anni 1933 e 1951.

Le ultime indagini di tipo genetico condotte su scala nazionale non hanno permesso di individuare la presenza di genotipi di tipo “italico” nella provincia di Arezzo. Si ritiene opportuno estendere le analisi ad un campione più ampio per accertare tale aspetto.

 

 

Situazione attuale della distribuzione e consistenza del capriolo in Provincia di Arezzo

 

Il capriolo è la specie di ungulato certamente più diffuso nel territorio provinciale. E’ attualmente presente in tutto il territorio vocato per la specie, ovvero i territori con una minima copertura forestale (almeno il 5 % della SAF).

Nel periodo 2000- 2005 si è verificato un ulteriore processo di espansione che ha interessato porzioni precedentemente ricadenti all’interno dell’area non vocata (Pianura tra Soci e Poppi, Zona Ceciliano-Patrignone, aree marginali della Val di Chiana sotto gli abitati di Lucignano e Ciggiano, e  aree limitrofe all’abitato di Anghiari), con interessamento di zone poste all’interno di istituti a divieto di caccia, per lo più ZRC.

Tale processo era stato previsto come possibile nel precedente piano, considerando le notevoli capacità di adattamento e di dispersione note per la specie.

Il capriolo resta ancora  assente soltanto nelle aree di pianura a coltura intensiva della Valdichiana, e in buona parte della pianura di Anghiari-Sansepolcro.

 

 

Determinazione del territorio vocato per la gestione del capriolo.

 

Nel precedente PFVP 2000-2005 per la specie capriolo era stato  adottato un modello semplificato di vocazione del territorio basato su due sole classi:

 

Area vocata (AV): comprende tutte le superfici in cui la specie è già attualmente presente o lo sarà in futuro. Vi rientra tutto il territorio collinare e montano della Provincia, nonché i terrazzamenti alluvionali dell’alto Valdarno.

 

Area non vocata (ANV): comprende le aree in cui la specie non può essere presente per mancanza o quasi di vegetazione arborea-arbustiva e per una tipologia di agricoltura intensiva, ma anche quelle aree in cui, a causa dell’elevato grado di antropizzazione, il capriolo anche se presente non può essere gestito venatoriamente. Rientrano in questa categoria le aree di pianura della Provincia: Valdichiana, pianura di Sansepolcro-Anghiari, fondovalle del Casentino e del Valdarno.

 

Il modello sopra descritto  è stato scelto sulla base delle seguenti considerazioni:

 

·         il capriolo è specie estremamente adattabile e può colonizzare, anche se temporaneamente, l’ intera SAF provinciale;

·         il capriolo causa difficilmente seri danni alle attività agricole, ed in genere la sua presenza è tollerabile anche a livelli di densità medio-alti.

 

La proposta di PFVP 2006-2010 conferma l’impostazione generale già adottata in precedenza, ampliando l’area vocata a quelle porzioni caratterizzate dal recente processo di espansione e nelle quali la gestione della specie sia realizzabile.

La decisione si basa sul principio che il contenimento della densità in queste aree di nuova colonizzazione sia più attuabile con il sistema della gestione selettiva che con il ricorso ad interventi straordinari di controllo ai sensi dell’ art. 37, e sul principio della maggiore compatibilità tra questa specie e le attività agro-forestali.

L’ampliamento dell’area vocata proposo nel presente piano è pari a 4.400 ha circa, suddiviso in 7 zone:

 

Soci - Memmenano

Ceciliano - Patrignone

S. Polo - Staggiano

Laterina

Bucine - Ambra

Lucignano

Civitella - Ciggiano

 


 

   
   
     
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