Uff. Caccia della Provincia di Arezzo

 Area vocata per la gestione faunistico-venatoria del Cervo

     
 
 

Area vocata per la gestione faunistico-venatoria del cervo

 
AV_Cervo Sup_ha
 
ANV 182.929,25
AV 139.678,72
 

 

Considerazioni generali e analisi storica sull’origine della popolazione di cervo della Provincia di Arezzo

 

Il cervo è specie autoctona dell’Appennino. L’attuale popolazione gravitante nel territorio della Provincia fa parte della più ampia popolazione originatasi dall’area delle Foreste Casentinesi ed attualmente estesa sul territorio delle Province di Arezzo, Forlì e Firenze. La popolazione ha avuto origine da operazioni di reintroduzione effettuate a partire dal 1835 dall’amministrazione granducale. Dopo l’estinzione avvenuta nuovamente tra le due guerre, sono state fatte nuove reintroduzioni tra gli anni 1950 e 1964 dall’ A.S.F.D., con 11 soggetti.

Dopo un lungo periodo di crescita modesta, la popolazione ha mostrato negli ultimi 10 anni un deciso trend di espansione sia in termini di areale occupato che di consistenza complessiva.

Nel periodo compreso tra il 2000 e dil 2005 l’espansione di areale è proseguita sia nella direzione del complesso del Pratomagno (raggiungendo il passo della Consuma), che in direzione dell’alta valle del Tevere e del Marecchia (Complessi alpe della Luna e Monte Zucca).

 

 

Determinazione del territorio vocato per la gestione del cervo

 

Si confermano sostanzialmente i criteri del precedente piano faunistico utilizzati per la definizione dell’area vocata per la gestione della specie cervo.

Si è proceduto ad accorpare le due classi di vocazione AV1 e AV2 precedentemente individuate in un'unica classe di vocazione (AV).

Sulla base delle esigenze ecologiche della specie e della sostenibilità dei danni causati dalla specie, sono sta epertanto individuate le seguenti classi di vocazione:

 

         1) Area non vocata per il cervo (ANV); in questa classe sono ricomprese sia le zone non adatte alle esigenze ecologiche della specie (in cui il cervo è assente e lo sarà probabilmente anche nel futuro), sia quelle zone dove la specie può essere presente ma è certamente indesiderabile, in relazione ai danni potenzialmente causabili e alla diffusione di colture a rischio. E’ ricompreso in questa categoria tutto il territorio provinciale posto al di fuori dei complessi forestali-montani principali, quali il Pratomagno, l’Alpe di Catenaia, l’Alpe della Luna, e la dorsale appenninica principale.

 

         2) Area vocata per il cervo (AV); in questa classe sono ricomprese le aree dove la presenza del cervo è sostenibile purché la sua densità sia mantenuta entro valori non troppo elevati, tali da non creare problemi rilevanti alle attività agro-forestali e da non esercitare una sensibile competizione nei confronti del capriolo.

La categoria è costituita dalle principali aree montuose della dorsale appenninica principale (foreste Casentinesi, Alpe della Luna, Vallesanta) e delle dorsali secondarie (Pratomagno e Alpe di Catenaia), dalle zone immediatamente circostanti ad esse con le quali formano un continuum ecologico, nonché dal territorio dei Comuni di Badia Tedalda e Sestino.

 


 

   
   
     
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