Uff. Caccia della Provincia di Arezzo

Area vocata per la gestione faunistico-venatoria del cinghiale

     
 
 

Area vocata per la gestione faunistico-venatoria del cinghiale

 

     

Cinghiale Sup. ha
 
ANV 135.953,89
AV 186.570,40
 

   

 

Area Vocata: situazione all’anno 2000

 

Dopo una prima importante revisione del territorio vocato al cinghiale attuata nel 1996, ed ulteriori aggiornamenti realizzati grazie ad un progressivo aumento delle conoscenze nonché ad un maggiore coinvolgimento delle squadre stesse nell’acquisizione di informazioni, l’ammontare dell’area vocata al momento dell’approvazione del PFVP 2001-2005 era pari a 201.854 ha.

Tale dato era stato ottenuto grazie alla digitalizzazione delle aree su supporto vettoriale della regione Toscana in scala di 1:10.000 che aveva permesso, inoltre, di calcolare l’effettiva superficie vocata utilizzata dalle squadre di caccia al cinghiale. Detta area risultava nel 2001  essere pari a 147.754 ha, ottenuta sottraendo dalla superficie vocata circa 50.000 ha che ricadevano all’interno di istituti faunistico-venatori o zone a divieto ai sensi della L.394/91 e di 4.290 ha di urbanizzato (soli edifici).

 

 

Area Vocata: parametro di riferimento del PFVR

 

La Regione Toscana  nel PFVR 2001-2005 approvato con Del. C.R. 31 luglio 2001, n. 144, ha definito per ciascuna provincia la superficie massima  che l’area “vocata” alla specie cinghiale può raggiungere ai sensi dell’ art. 74 della Del. C.R. 292.

Tale superficie per la Provincia di Arezzo è stata fissata in 186.912 ha.

La Provincia di Arezzo nel PFVP 2001-2005 aveva proposto alla Regione Toscana di considerare come area boscata, al posto dei valori del Inventario Forestale Regionale,  i dati della carta forestale contenuti nel proprio PTCP e di scorporare dall’area vocata le superfici relative alle aree urbanizzate (edifici e strade). Sulla base di tale proposta l’area vocata per  la specie cinghiale sarebbe stata pari a 201696 ha.

La Regione Toscana ha respinto tale proposta, chiedendo alla provincia di Arezzo di adeguare il dato del proprio PFVP al parametro di 186.912 ha.

La Regione Toscana inoltre ha confermato tale parametro anche per la redazione del PFVP 2006-2010.

 

 

Area Vocata: ridefinizione ed adeguamento al parametro regionale

 

La Provincia di Arezzo, sentiti gli ATC, ha provveduto a ridefinire l’estensione dell’area vocata per la gestione del cinghiale riportandola entro il valore massimo indicato dalla Regione Toscana.

I criteri adottati per la riduzione dell’area sono stati i seguenti:

 

·         Esclusione dall’area vocata di quegli istituti faunistici (AFV, ATV, ZRV, ZPRM) adiacenti al precedente perimetro dell’area non vocata e che hanno finalità contrastanti con elevati valori di densità della specie cinghiale. Così sono ad esempio le AFV con indirizzo faunistico verso la lepre, le ATV , le zone di protezione lungo le rotte di migrazione e le zone di rispetto venatorio, il cui target di protezione è chiaramente indirizzate verso le specie ornitiche o la piccola fauna stanziale (lepre e galliformi). L’inclusione di tali istituti faunistici entro l’area non vocata consentirà inoltre una migliore definizione dei piani di controllo del cinghiale da attuare al loro interno al fine di una migliore attuazione del disposto di cui all’ art. 3, comma 9 bis della L.R. 3/94 introdotto dalla  L.R. 23 febbraio 2005 n. 34.

 

·         Esclusione dall’ area vocata delle porzioni di superfici di territorio a gestione programmata di limitata estensione ed attualmente separate dalla restante area vocata (enclave di Cavriglia, Gragnano in Comune di Sansepolcro, Sepoltaglia in Comune di Cortona), al fine di una migliore gestione dell’area non vocata.

 

·         Esclusione dall’area non vocata delle porzioni di territorio a gestione programmata caratterizzate da una maggiore estensione di aree aperte o di aree urbanizzate (area di Pieve S.Stefano, Pratieghi, in Comune di Badia tedalda,  S.Cassiano in Comune di Caprese Michelangelo, Motolano-Petrella Massano nei comuni di Badia Tedalda e Sestino) o di aree dove una elevata  presenza del cinghiale comporta problematiche di gestione quali la foresta monumentale de La Verna.

 

·         La superficie complessiva dell’area vocata per la gestione del cinghiale quale risultante dal processo di adeguamento è pari a 186.570 ha.

 


 

   
   
     
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