Uff. Caccia della Provincia di Arezzo

Area vocata per la gestione faunistico-venatoria del daino

     
 
 

Area vocata per la gestione faunistico-venatoria del daino

 
 
Sup. tot. AV ha 54.303
Sup. tot. ANV ha 268.226
 

 

Considerazioni generali

 

L’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica nel quaderno tecnico n° 11, relativamente al daino, indica che l’ulteriore immissione della specie deve essere attentamente valutata in relazione a:

 

- limitata capacità di sopravvivenza del daino in aree montuose, caratterizzate da forte pendenza, abbondanza di roccia esposta, forte e prolungato innevamento. Evitarne quindi l’immissione al di sopra dei 1000 mt s.l.m.

-  possibilità di competizione con capriolo e cervo;

- capacità di produrre danni anche consistenti al patrimonio forestale ed a colture agricole legnose (olivo e vite).

 

La vocazione del territorio per questa specie di ungulato deve quindi essere valutata in base alle esigenze ecologiche del daino, alla sostenibilità dei danni potenzialmente causabili, ai rapporti di competizione con capriolo e cervo.

 

 

SITUAZIONE ATTUALE

 

Nel precedente PFVP erano stati individuati due obiettivi per la gestione del daino:

 

Mantenimento della densità obiettivo entro il valore di 2-4 capi/kmq a seconda del tipo di area vocata (AV1 e AV2);

contrastare l’espansione del daino dalle are di presenza stabile verso il territorio rimanente.

 

Il primo obiettivo è stato sostanzialmente raggiunto: la densità media del daino nei distretti dove vengono effettuati censimenti a vista e redatto un piano di prelievo annuale  (Casentino 1 –2 – 4, S.Giustino – Loro, Cavriglia e Sansepolcro) si è stabilizzata negli ultimi quattro anni su valori compresi tra 2,9 e 3,5 capi/kmq.

 

Su scala provinciale si assiste invece ad una espansione del daino nei distretti dove questo era assente o poco presente, quali Pieve S.Stefano, Caprese Michelangelo, Badia tedalda, Talla, Indicatore, Castiglion Fiorentino). La Provincia per contrastare questo processo di espansione ha adottato il meccanismo del controllo ordinario del daino ai sensi dell’ art. 15, comma 1) del regolamento provinciale per la caccia di selezione. Il numero di capi abbattuti con il meccanismo del controllo ordinario è così aumentato dal 2000 al 2004:

 

2000:                   10

2001:                   26

2002:                   51

2003:                   41

2004:                   62

 

 

Determinazione del territorio vocato per la gestione del daino

 

Sulla base delle considerazioni sopra esposte e dell’esigenza di contenimento dell’espansione della specie, i criteri di individuazione delle aree vocate per il daino sono stati profondamente cambiati rispetto al precedente piano faunistico.

I criteri sono stati i seguenti:

 

·         Previsione di due sole categorie di vocazione: area vocata e area non vocata;

·         Forte riduzione dell’area vocata e limitazione ai sub-areali relativi ai più importanti nuclei esistenti (Casentino, Pratomagno valdarnese, Alpe della Luna).

 

1)    Area non vocata per il daino (ANV); in questa classe sono ricomprese sia le zone non adatte alle esigenze ecologiche della specie (in cui il daino è per lo più assente), sia quelle zone dove la specie è attualmente presente ma non è più indesiderabile in relazione ai danni potenzialmente causabili e alla diffusione di colture a rischio e dove quindi se ne vuole contrastare fortemente l’espansione.

 

2)    Area vocata per il daino (AV); in questa classe sono ricomprese le aree dove la presenza del daino può essere tollerata purché la sua densità sia mantenuta entro valori non troppo elevati, tali da non creare problemi rilevanti alle attività agro-forestali e da non esercitare una sensibile competizione nei confronti del capriolo e del cervo. L’area comprende le zone  dove la specie è attualmente presente con popolazioni stabili e corrispondenti ad alcuni degli originali centri di introduzione della specie nel territorio provinciale. In tali aree la densità raggiungibile dal daino è comunque inferiore anche in considerazione della quota media più elevata del territorio che presenta  porzioni poste a quote superiori a 1000 e con punte fino a 1600 mt. Gran parte di questa categoria rientrava nel precedente PFVP entro la classe di vocazione ridotta AV2.

 

L’area vocata alla specie daino ammonta  a 54.000 ha circa, mentre nel precedente piano faunistico l’area vocata era pari a 220.000 ha circa (AV1 e AV2 combinate).

 


 

   
   
     
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