Uff. Caccia della Provincia di Arezzo

Area vocata per la gestione faunistico-venatoria del muflone

     
 
 

Area vocata per la gestione faunistico-venatoria del muflone

 

Superficie Totale Area Vocata = ha 15.016,08 

Superficie Totale Area Non Vocata = ha 307.495,09

 

Determinazione del territorio vocato per la gestione del muflone.

 

Si conferma anche per il PFVP 2006-2010 l’individuazione dell’area vocata per la gestione del muflone fatta nel precedente piano faunistico sulla base dei seguenti criteri e considerazioni:

 

1) Esclusione dall’area vocata di tutta l’area appenninica principale e dei rilievi secondari (Pratomagno, Alpe di Catenaia) dove il lupo è presente in forma stabile  e dove il muflone ha già evidenziato forti problemi di sopravvivenza.

 

2) Inclusione nell’area vocata della zona di attuale presenza del Monte Lignano-Cavadenti, circostante l’Azienda faunistica «Badicroce» che presenta le migliori caratteristiche di vocazione per la specie.

 

3) Estensione dell’area vocata fino all’Alpe di Poti, e all’alta valle della Chiassaccia che presenta un’ analoga diffusione di pascoli abbandonati sommitali, analogamente all’area del Monte Lignano-Cavadenti.

 

4) Esclusione dall’area vocata della zona di attuale presenza dei Monti del Chianti-Cavriglia. Tale zona non presenta caratteristiche di vocazione spiccata per la specie. E’ presente il daino; si registrano danni sensibili ad oliveti e vigneti.

 

5) Non appare opportuno includere altre porzioni del territorio provinciale nell’area vocata per il muflone in quanto:

 

- non esistono altre aree con caratteristiche di elevata vocazione per la specie;

- non appare opportuna, dal punto di vista gestionale, l’introduzione della specie in aree a bassa vocazione, considerando anche lo sviluppo che il daino potrà avere nel prossimo futuro.

 


 

   
   
     
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