Determinazione del
territorio vocato per la gestione del muflone.
Si
conferma anche per il PFVP 2006-2010 l’individuazione dell’area
vocata per la gestione del muflone fatta nel precedente piano
faunistico sulla base dei seguenti criteri e considerazioni:
1)
Esclusione dall’area vocata di tutta l’area appenninica principale e
dei rilievi secondari (Pratomagno, Alpe di Catenaia) dove il lupo è
presente in forma stabile e dove il muflone ha già evidenziato
forti problemi di sopravvivenza.
2)
Inclusione nell’area vocata della zona di attuale presenza del Monte
Lignano-Cavadenti, circostante l’Azienda faunistica «Badicroce» che
presenta le migliori caratteristiche di vocazione per la specie.
3)
Estensione dell’area vocata fino all’Alpe di Poti, e all’alta valle
della Chiassaccia che presenta un’ analoga diffusione di pascoli
abbandonati sommitali, analogamente all’area del Monte
Lignano-Cavadenti.
4)
Esclusione dall’area vocata della zona di attuale presenza dei Monti
del Chianti-Cavriglia. Tale zona non presenta caratteristiche di
vocazione spiccata per la specie. E’ presente il daino; si
registrano danni sensibili ad oliveti e vigneti.
5)
Non appare opportuno includere altre porzioni del territorio
provinciale nell’area vocata per il muflone in quanto:
-
non esistono altre aree con caratteristiche di elevata vocazione per
la specie;
-
non appare opportuna, dal punto di vista gestionale, l’introduzione
della specie in aree a bassa vocazione, considerando anche lo
sviluppo che il daino potrà avere nel prossimo futuro.
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