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Impianti
di cattura per la cessione di soggetti a fini di richiamo
In questa
sezione si accenna infine anche alla situazione attuale relativa al numero e
tipologie di impianti di cattura per la cessione a fini di richiamo di cui
all’art. 4, comma 3 della L. n. 157/92 ed ai risultati conseguiti fino ad
oggi.
Gli
impianti, come indicato dalla legge, sono autorizzati dalla Regione su
parere dell’INFS e ne è titolare la Provincia, che si avvale per la gestione
di personale qualificato e preparato con appositi corsi dall’INFS.
Gli
impianti attualmente esistenti sono tre, del tipo “rocolo”, ovvero
finalizzati alla cattura di turdidi (tordo sassello, tordo bottaccio, merlo,
cesena).
La
localizzazione degli impianti è illustrata nell’allegata cartografia.
I
risultati dell’attività di cattura dal momento della loro attivazione sono
riportati nella seguente tabella.
Attualmente non sono attivi gli impianti tipo “Prodina” finalizzati alla
cattura di allodola e pavoncella. La cessazione di attività è stata
conseguenza della impossibilità di utilizzo di richiami vivi (tocche) per i
noti problemi giuridici.
Si
riportano comunque in cartografia e tabella l’ubicazione di tali impianti
non attivi ed i risultati per il periodo di funzionamento.
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