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Art. 6
Tecniche di intervento
Il controllo del cinghiale viene attuato
facendo riferimento alle tecniche di intervento individuate
dall’I.N.F.S., nelle linee guida per la gestione del
cinghiale.
Tra i metodi ecologici (o indiretti), verrà
privilegiato l’impiego delle recinzioni elettrificate, dei
dissuasori acustici e l’allontanamento con i cani. Altre
forme di prevenzione potranno essere utilizzate purché non
contrastino con le suddette linee guida.
Il contenimento diretto prevede invece il
prelievo dei capi per mezzo della cattura e
dell’abbattimento, quest’ultimo eseguito in forma
individuale, all’aspetto ed in forma collettiva, con le
tecniche della girata e della braccata, privilegiando la
prima per non arrecare un disturbo eccessivo alle altre
componenti faunistiche.
Le modalità di impiego della girata sono
state appositamente concordate con l’I.N.F.S., in funzione
dei seguenti criteri:
a)
obiettivi del
Programma di contenimento della fauna selvatica;
b)
esigenza di
raggiungere un rapporto credibile tra sforzo profuso e
risultati ottenuti.
L’impostazione originaria del metodo è stata
perciò adattata alle caratteristiche ambientali del
territorio provinciale ed ai sensi del presente regolamento
è adottata la seguente distinzione:
-
la girata viene
impiegata utilizzando al massimo 20 operatori complessivi ed
un numero di cani non superiore a 7;
-
la braccata
prevede invece il ricorso ad un numero illimitato di
operatori e ad una muta di cani, superiore a 7.
La Provincia si riserva la possibilità di
fare ricorso ad ulteriori tecniche di prelievo che non
contrastino con quelle indicate dall’I.N.F.S., qualora ve ne
sia specifica necessità, in relazione a esigenze di
conservazione della fauna selvatica o di tutela della
sicurezza pubblica.
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