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Il valore ambientale e faunistico delle 5 oasi
di protezione istituite in Provincia di Arezzo può essere
sintetizzato nelle seguenti considerazioni:
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interessano alcune delle zone più integre e
meno antropizzate del territorio provinciale;
>
gli ambienti in esse rappresentati sono
diversificati e spesso rari (cespuglieti e praterie
pseudoalpine di crinale nel Pratomagno e nell’Alpe di Catenaia,
habitat rupestri nell’Alpe della Luna e Nell’Alto Tevere);
> costituiscono
aree di grande importanza per alcune delle specie maggiormente
minacciate (lupo, aquila, albanella minore, astore, biancone,
culbianco, magnanina, succiacapre) presenti nella Provincia.
A dimostrazione di ciò è importante
sottolineare che ben quattro delle cinque oasi eistenti
(Pratomagno, Alpe della Luna, Alto Tevere, Monte Modina)
coincidono in buona parte (4410 ha complessivi) con i
perimetri degli omonimi pSIC e SIR approvati dalla Regione
Toscana con la Del. C.R. 10/11/1998 n. 342 “Approvazione siti
individuati nel progetto Bioitaly e determinazioni relative
all’attuazione della direttiva comunitaria “Habitat”.
Pertanto si può senza dubbio affermare che le
oasi di protezione, insieme alle Riserve naturali regionali ed
al Parco Nazionale, garantiscono una buona applicazione delle
finalità fissate dalla L.R. 6 aprile 2000 n. 56 “Norme per la
conservazione e la tutela degli habitat naturali e
seminaturali, della flora e della fauna selvatiche – Modifiche
alla legge regionale 23 gennaio 1998 n. 7 – Modifiche alla
legge regionale 11 aprile 1995, n. 49.”.
Dal punto di vista gestionale, durante i primi
tre anni dalla costituzione delle oasi, sono stati realizzati
i seguenti interventi di gestione:
1) realizzazione della tabellazione dell’intero
perimetro delle 5 oasi, ultimata il 31 agosto 1998;
2) realizzazione di progetti di miglioramento
ambientale per complessivi 62.030.000 lire, in particolare da
menzionare:
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progetto di colture a perdere, piantagione di
essenze legnose fruttifere, realizzazione di altane e
strutture di osservazione, nell’oasi Alpe di Catenaia, in
collaborazione con il Comune di Chitignano (36.530.000 lire);
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progetto di colture a perdere finalizzato alla
prevenzione dei danni da cinghiale nelle sottostanti aree
agricole realizzato nell’Oasi Pratomagno in collaborazione con
la Comunità Montana Pratomagno ( 24.300.000 lire);
Durante il periodo 2001-2005 sono stati
realizzati i seguenti progetti di ricerca:
a) Monitoraggio del lupo nel sistema delle oasi
di protezione della Provincia di Arezzo (completato il primo
triennio, in fase di realizzazione il secondo)
b) Studio del sistema lupo-ungulati
selvatici-ungulati domestici nel complesso Alpe di Catenaia
(completato il primo triennio, in fase di approvazione la
prosecuzione per il secondo triennio)
c) Partecipazione al progetto assegnato al
CIRSeMAF (Centro Interuniversitario di Ricerca sulla
Selvaggina e sui Miglioramenti Ambientali a fini faunistici)
“La fauna selvatica nella valorizzazione delle risorse
agricole e territoriali – La gestione degli ungulati nelle
aree protette
d) Partecipazione al progetto “Verifica ed
innovazione dei sistemi di censimento del capriolo” bandito da
ARSIA Toscana e assegnato al CIRSeMAF (in fase di svolgimento:
terminato il primo anno)
e) Indagine relativa al monitoraggio sulla
presenza degli ungulati ed alla valutazione dell’incidenza del
bracconaggio (in fase di svolgimento: terminato il secondo
anno)
f) svolgimento, a partire dal 1998, di
censimenti annuali di ungulati con il metodo delle battute
campione per il monitoraggio delle densità.
L’impatto della fauna, in particolare ungulata,
sulle attività produttive all’interno delle oasi di protezione
può essere definito come pienamente sostenibile: difatti gli
importi liquidati come indennizzo per danni alle attività
agricole sono stati nei tre anni dal 2001 al 2004 pari a
6092,8 € corrispondenti a 0,14 €/ha/anno. Tale parametro è
inferiore quasi di 20 volte rispetto al parametro medio del
territorio a gestione programmata, pari a 2,86 €/ha/anno
(riferito alla SAF dell’ATC, non del comprensorio).
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