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Il
Piano Faunistico Venatorio Provinciale
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Stampa
francese di fine '800.
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TESTO
(File Microsoft Word) |
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Il
Piano Faunistico Venatorio Provinciale I°
Il coordinamento generale del piano e delle
consultazioni è stato di Gabriele Chianucci. La redazione del piano è di
Luca Mattioli, che ha coordinato il contributo dell’Ufficio Caccia della
Provincia: Maria Pia Agnelli, Fabio Carini, Alberto Cassai, Carlo Lovari,
Laura Maggi, Edo Martinelli, Stefano Mattioli, Barbara Occhini, Piero
Pedone, Luciano Peruzzi, Fabio Polvani, l'inserimento e la realizzazione
delle pagine web è stato curato da Stefano Porcellotti. |
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La L. 11 febbraio 1992 n. 157, all’art. 1 dispone che “il prelievo
venatorio è ammesso purché non contrasti con le esigenze della
conservazione della fauna e non arrechi danno alle attività agricole”.
Tali finalità sono perseguite attraverso la pianificazione
faunistico-venatoria, estesa a tutto il territorio Agro-silvo-pastorale ed
attuata attraverso la destinazione differenziata del territorio (art. 10).
Lo strumento della pianificazione è il Piano faunistico venatorio
predisposto dalla Provincia. La funzione della Regione nella
Pianificazione faunistico venatoria consiste nel coordinamento dei Piani
faunistici provinciali, nonché attraverso l’esercizio di poteri
sostitutivi in caso di inadempienza delle province o di mancato rispetto
dei criteri e contenuti relativi alla redazione dei piani medesimi. La
Regione Toscana ha adempiuto a tale funzione attraverso l’approvazione del
proprio Piano faunistico venatorio regionale con Del. C.R. 13 luglio 2001,
n. 144 “Piano faunistico venatorio 2001-2005”. La scadenza del piano
faunistico venatorio regionale è fissata nel 31 dicembre 2005. Con il
piano regionale scadono conseguentemente anche i singoli piani faunistici
provinciali e quindi il 31/12/2005 scadono anche le autorizzazioni
relative agli istituti faunistico venatori (Aziende faunistico e
agri-turistico venatorie, Centri privati di riproduzione di fauna
selvatica allo stato naturale), ai sensi dell’art. 63, comma 9 della L.R.
3/94.
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Sommario
(click sulle
voci d'interesse) |
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PIANO FAUNISTICO
VENATORIO PROVINCIALE 2006-2010
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LINEE
DI PROGRAMMA E PROCEDURA
DI REVISIONE DEL PFVP
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CONTENUTI
DEL PIANO FAUNISTICO VENATORIO PROVINCIALE 2006-2010 |
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INDIVIDUAZIONE DEI TERRITORI VOCATI PER LA GESTIONE
FAUNISTICO-VENATORIA DEGLI UNGULATI (ART. 81 D.P.G.R. n. 13/R) |
La
Provincia, ai sensi dell’art. n° 81, comma 1 e 2 del T.U. n. 13/R
individua, sentiti gli ATC e nel rispetto delle previsioni del Piano
Faunistico Venatorio Regionale i territori vocati per la gestione
degli ungulati.
1
- Cinghiale
2
- Muflone
3
- Daino
4
- Cervo
5
- Capriolo
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DIRETTIVE TECNICHE PER LE OPERAZIONI DI CENSIMENTO E MONITORAGGIO
DELLE PRINCIPALI SPECIE DI FAUNA STANZIALE
L'importanza dei censimenti ai fini della pianificazione e gestione della
fauna selvatica è stata recepita dalla legge quadro n° 157/92 sulla
Protezione della fauna selvatica omeoterma e sul prelievo venatorio
all'articolo 10 comma 11 e articolo 14 comma 11, dove si precisa che la
programmazione faunistico venatoria si deve basare sulla conoscenza delle
consistenze faunistiche da ottenere mediante modalità omogenee di
rilevamento e censimento e che tali ricognizioni rientrano tra i compiti
spettanti ai comitati di gestione degli ATC.
La legge
regionale toscana n° 3/94 di recepimento della legge quadro, all'articolo
13 comma 4, specifica ulteriormente che i comitati, nel territorio di loro
competenza, predispongono specifici programmi di intervento ai fini della
ricognizione faunistica, tra cui sono ricompresi i censimenti.
I
censimenti quindi rientrano tra i progetti finalizzati al raggiungimento
degli obiettivi del programma annuale di gestione provinciale ai sensi
dell'articolo 13 comma 9 della L.R. 3/94 e dell'articolo 21 del
Regolamento regionale n° 3/96 su accesso e gestione degli ATC. Tali
progetti, se predisposti dai comitati di gestione degli ATC, potranno
essere finanziati in tutto o in parte dalla Provincia con i fondi di cui
all’articolo 50 comma 1 lettera d), compatibilmente con gli altri
obiettivi del PAGP, e qualora siano congruenti con le presenti direttive.
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PICCOLA FAUNA STANZIALE |
A
differenza di quanto avviene per gli ungulati, su lepre e galliformi
non esistono, al momento, esperienze di censimenti all’interno degli
A.T.C. e, comunque, non al di fuori di istituti faunistico-venatori
pubblici o privati.
Sarebbe quindi auspicabile prevedere in una prima fase
l’individuazione, a livello provinciale, di un certo numero di aree
sperimentali (inizialmente anche una per A.T.C., di 500 -1.000 ha
ciascuna), ove realizzare censimenti per aree campione.
1
-
Lepre
2
- Galliformi
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LINEE DI INTERVENTO SUL CONTENIMENTO NUMERICO DELLE POPOLAZIONI,
IN ATTUAZIONE DELLE DISPOSIZIONI DELL’ART. 37, DELLA L.R. 3/1994. |
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INTRODUZIONE |
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Specie oggetto del controllo |
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Ambito di applicazione |
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Operatori impiegati |
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Nella seconda sezione:
Piano Faunistico
Venatorio Provinciale (PFVP) II° parte, sono
presenti i testi delle convenzioni, dei regolamenti e dei disciplinari in
vigore nel territorio della provincia di Arezzo |
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