Uff. Caccia della Provincia di Arezzo

Linee di Programma e Procedura di Revisione del PFVP


1 - Analisi del problema.

 

Prima di delineare, anche se per sommi capi, le linee programmatiche per l’aggiornamento  del PFVP, è bene chiarire la funzione che ad esso intende attribuire l’Amministrazione Provinciale. Il piano faunistico è un mezzo, uno strumento per la gestione amministrativa, non il fine. Esso quindi non riassume tutti i rapporti con i cittadini o le organizzazioni di varia natura ( venatorie , agricole, ambientaliste ecc.) interessate ed impegnate attorno alla gestione faunistica, anche se il quadro normativo attuale lo indica come lo  strumento indispensabile e preliminare per lo sviluppo dell’azione amministrativa di settore.

L’obiettivo dell’Amministrazione Provinciale non è quindi semplificabile nella predisposizione di una carta degli istituti faunistici nella quale siano indicate le cose da realizzare nei prossimi 5 anni, ma piuttosto nella costruzione di un rapporto di collaborazione  che porti alla più ampia convergenza possibile  per la realizzazione di quella carta, insieme.

Questo concetto è, per gli interlocutori che insieme alla Provincia saranno chiamati all’applicazione del PFVP, un segno di disponibilità ma anche un esplicito invito  a porsi nell’atteggiamento di “parte diligente” per assumere “insieme” i vincoli posti dal quadro normativo,  come  condizione oggettiva su cui tutti insieme siamo chiamati ad operare.

L’ azione amministrativa non si esaurisce nel produrre atti, ma implica la costruzione – continua e paziente- di rapporti, con l'indispensabile concorso delle componenti associative, di un’articolazione democratica attorno ad un interesse comune dichiarato e pubblico, che è LA SALVAGUARDIA E LA VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE AMBIENTALI E FAUNISTICHE E LA LORO FRUIZIONE NEL RISPETTO DELLE LEGGI e secondo i principi di un “prelievo sostenibile”. Rispetto a ciò la politica amministrativa e la stessa struttura tecnica e amministrativa della Provincia, sono gli strumenti a disposizione.

I dati relativi all’evoluzione del numero dei cacciatori nella Provincia, attestano che è possibile pensare ad un futuro in cui conservazione e gestione della fauna possano convivere e le polemiche ed i contrasti del recente passato possano essere accantonati.

Guardando ad esempio i dati relativi agli ultimi 20 anni, ci rendiamo conto che mentre la popolazione provinciale è passata da 313.000 a 325.000 abitanti, i cacciatori sono scesi da 27.000 a 15.000.

 Alcune problematiche permangono a causa delle differenziazioni territoriali nella distribuzione della pressione venatoria che i dati complessivi nascondono.

Prendendo a riferimento gli A.T.C. del nostro territorio nel periodo 2000/2004, scopriamo infatti sensibili differenze nella distribuzione delle residenze venatorie, che impongono, come vedremo più oltre, scelte programmatiche che ne favoriscano un riequilibrio.

D’altra parte, la conferma che il lavoro svolto in questi anni sia stato più che buono, viene anche da due episodi.

Il primo, la partecipazione della nostra Provincia, unica amministrazione Provinciale invitata in Italia, ai lavori della Conferenza Internazionale sulla gestione degli ungulati, tenutasi presso il Centro Ettore Majorana di Erice, diretto dal Prof. Zichichi, tenutasi dal 12 al 17 Novembre 2004.

Il secondo, il rapporto Arci Legambiente sullo stato della fauna in Italia che ha posto la Provincia di Arezzo al 3° posto, su 103 Province italiane analizzate. 

Non resta che continuare in questa linea.

 

Linee di Programma e Procedura di Revisione del PFVP


1 - Considerazioni preliminari per l'analisi del problema.

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