Uff. Caccia della Provincia di Arezzo

Contenuti del Piano Faunistico Venatorio Provinciale 2001-2005


Norme tecniche di tutela e conservazione dei SIR

 

La Regione Toscana ha succesivamente provveduto ad approvare le norme tecniche relative alle forme e alle modalità di tutela e conservazione dei Siti di importanza regionale (SIR), attraverso la Deliberazione del Consiglio regionale 5 luglio 2004, n. 644.

Nella delibera  per ciascun sito sono indicati:

 

·         i dati territoriali ed ambientali;

·         le principali emergenze (habitats, specie vegetali, specie animali), ovvero gli elementi oggetto della tutela;

·         gli elementi di criticità, ovvero le problematiche esistenti;

·         le principali misure di conservazione da adottare;

·         indicazioni relative all’esigenza di piani di gestione specifici per il sito.

 

Le indicazioni relative ai 22 SIR-SIC-ZPS della Provincia di Arezzo sono state sintetizzate nella tabella allegata, per consentiore una lettura più veloce delle loro caratteristiche e delle problematiche connesse.

 

Per quanto riguarda le emergenze di tipo faunistico, che sono quelle che possono essere influenzate dalla pianificazione faunistico-venatoria, queste possono raggruppate nei seguenti elementi:

 

·         il lupo che viene segnalato in 11 siti, pari al 50% del totale, e che l’unica specie di mammifero di interesse prioritario presente  sicuramente in Provincia di Arezzo;

·         l’aquila reale, segnalata in 8 siti;

·         altre specie di rapaci, quali biancone (2 siti), gheppio (2 siti), albanella minore (3 siti);

·         altre specie ornitiche legate ad ambienti di prateria e/o di brughiera (ortolano, zigolo giallo, calandro, tottavilla, magnanina, succiacapre);

 

In tre SIR (La Verna-Monte Penna, Serentine di Pieve S.Stefano e Boschi di Montalto) non sono segnalate emergenze faunistiche particolari.

 

Riguardo agli elementi di criticità, problematiche connesse con la fauna selvatica sono segnalate soltanto in 7 siti, ed in particolare:

 

1.     uccisioni illegali di lupo, segnalate in 4 siti  di cui due compresi interamente all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, e due parzialmente interessati da Oasi di protezione della fauna;

2.     eccessivo carico di ungulati, segnalato in 5 siti: nelle foreste di Camaldoli e Badia Prataglia e, limitatamente alla specie cinghiale, nelle Riserve naturali di Ponteburiano, Bandella e nel bosco di Sargiano;

3.     attività venatoria, segnalata unicamente nel sito dei pascoli montani e cespugliati del Pratomagno.

 

Il resto delle segnalazioni riguardano prevalentemente problematiche non connesse direttamente con la fauna selvatica ma con processi evolutivi dell’ambiente o altre forme di fruizione del territorio che possono a loroi volta avere ripercussioni negative sulle emergenze faunistiche:

 

·         abbandono dei pascoli o dei cespugliati, con conseguente evoluzione verso il bosco e perdita di aree aperte (14 siti);

·         eccessivo carico turistico (8 siti);

·         problematiche di inquinamento delle acque e piogge acide (4 siti);

·         problematiche legate ad una inadeguata gestione forestale (11 siti).

 

Per nessun sito viene indicata la necessità di piani di gestione  specifici o di settore che riguardano la tutela o la conservazione degli elementi faunistici.

 

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Norme tecniche di tutela e conservazione dei SIR

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