|
La Regione Toscana ha succesivamente provveduto
ad approvare le norme tecniche relative alle forme e alle
modalità di tutela e conservazione dei Siti di importanza
regionale (SIR), attraverso la Deliberazione del Consiglio
regionale 5 luglio 2004, n. 644.
Nella delibera per ciascun sito sono indicati:
·
i dati territoriali ed ambientali;
·
le principali emergenze (habitats, specie
vegetali, specie animali), ovvero gli elementi oggetto della
tutela;
·
gli elementi di criticità, ovvero le
problematiche esistenti;
·
le principali misure di conservazione da
adottare;
·
indicazioni relative all’esigenza di piani di
gestione specifici per il sito.
Le indicazioni relative ai 22 SIR-SIC-ZPS della
Provincia di Arezzo sono state sintetizzate nella tabella
allegata, per consentiore una lettura più veloce delle loro
caratteristiche e delle problematiche connesse.
Per quanto riguarda le emergenze di tipo
faunistico, che sono quelle che possono essere influenzate
dalla pianificazione faunistico-venatoria, queste possono
raggruppate nei seguenti elementi:
·
il lupo che viene segnalato in 11 siti, pari al
50% del totale, e che l’unica specie di mammifero di interesse
prioritario presente sicuramente in Provincia di Arezzo;
·
l’aquila reale, segnalata in 8 siti;
·
altre specie di rapaci, quali biancone (2
siti), gheppio (2 siti), albanella minore (3 siti);
·
altre specie ornitiche legate ad ambienti di
prateria e/o di brughiera (ortolano, zigolo giallo, calandro,
tottavilla, magnanina, succiacapre);
In tre SIR (La Verna-Monte Penna, Serentine di
Pieve S.Stefano e Boschi di Montalto) non sono segnalate
emergenze faunistiche particolari.
Riguardo agli elementi di criticità,
problematiche connesse con la fauna selvatica sono segnalate
soltanto in 7 siti, ed in particolare:
1.
uccisioni
illegali di lupo, segnalate in 4 siti di cui due compresi
interamente all’interno del Parco Nazionale delle Foreste
Casentinesi, e due parzialmente interessati da Oasi di
protezione della fauna;
2.
eccessivo carico
di ungulati, segnalato in 5 siti: nelle foreste di Camaldoli e
Badia Prataglia e, limitatamente alla specie cinghiale, nelle
Riserve naturali di Ponteburiano, Bandella e nel bosco di
Sargiano;
3.
attività
venatoria, segnalata unicamente nel sito dei pascoli montani e
cespugliati del Pratomagno.
Il resto delle segnalazioni riguardano
prevalentemente problematiche non connesse direttamente con la
fauna selvatica ma con processi evolutivi dell’ambiente o
altre forme di fruizione del territorio che possono a loroi
volta avere ripercussioni negative sulle emergenze faunistiche:
·
abbandono dei pascoli o dei cespugliati, con
conseguente evoluzione verso il bosco e perdita di aree aperte
(14 siti);
·
eccessivo carico turistico (8 siti);
·
problematiche di inquinamento delle acque e
piogge acide (4 siti);
·
problematiche legate ad una inadeguata gestione
forestale (11 siti).
Per nessun sito viene indicata la necessità di
piani di gestione specifici o di settore che riguardano la
tutela o la conservazione degli elementi faunistici.
|