Uff. Caccia della Provincia di Arezzo

Contenuti del Piano Faunistico Venatorio Provinciale 2001-2005


Linee per la gestione dei cervidi e bovidi

 

Modalità di gestione

 

1.     Le specie di cervidi e bovidi, presenti nel territorio provinciale e oggetto di gestione faunistico-venatoria, sono il capriolo, il cervo, il daino ed il muflone.

2.     La gestione dei cervidi e bovidi, ai sensi del Regolamento Provinciale, viene effettuata secondo le modalità del prelievo selettivo (o caccia di selezione) unicamente da appostamento con arma a canna rigata munita di ottica di ingrandimento e senza l’utilizzo di cani.

3.     La gestione selettiva dei cervidi e bovidi viene effettuata anche all’interno delle Zone di Rispetto Venatorio, d’intesa con i comitati di gestione degli ATC.

4.     Qualora durante i periodi ordinari di caccia non sia stato possibile attuare i piani di prelievo in misura superiore al 70%, la Provincia potrà completare i suddetti piani , utilizzando come operatori i cacciatori abilitati alle singole specie e che abbiano fatto domanda di partecipazione agli interventi di controllo di fauna selvatica ai sensi dell’ Art 37 della L.R.T. n. 3/94, con precedenza per i cacciatori che abbiano optato per la modalità di caccia d) in via esclusiva agli ungulati.

5.     Ai sensi dell’art. 3 del regolamento provinciale, la gestione dei cervidi e bovidi è subordinata alla effettuazione, ogni anno di censimenti effettuati secondo le modalità di cui al paragrafo 4.12.

6.     Il controllo dei cervidi e bovidi  all’interno delle aree non vocate, e il controllo dell’espansione del daino nelle aree di nuova colonizzazione può essere programmato dalla Provincia anche senza la effettuazione di specifici censimenti, in base alle indicazioni contenute nei seguenti paragrafi.

7.     La Provincia di Arezzo si avvale del ruolo dell’ URCA per l’organizzazione e la gestione della caccia di selezione ai cervidi e bovidi e stipula con essa una convenzione che definisca i compiti e le funzioni ad essa trasferiti.

 

 

Distretti di gestione

 

1.     Ogni ATC della Provincia di Arezzo è suddiviso in unità di gestione dei cervidi e bovidi, denominate ai sensi del T.U. n. 13/R “Distretti di gestione”.

2.     Per il  presente PFVP vengono confermati  26 distretti di gestione che occupano una superficie, al netto degli istituti, pari a 204.755 ha di territorio.

3.     Il numero di distretti, individuati di intesa con gli ATC,  è il seguente:

ATC AR 1: 6 distretti;
ATC AR 2: 6 distretti;

ATC AR 3: 14 distretti.

4.     La localizzazione ed estensione dei singoli distretti è indicata nella allegata cartografia.

5.     I distretti di gestione non interessano l’area non vocata (ANV) per la gestione del capriolo, e sono ad essa contigui. Per ciascun distretto è stata calcolata la superficie potenziale  per il capriolo (SUS) ovvero la superficie territoriale al netto delle aree urbanizzate, come descritte al paragrafo 4.1.3.

6.     Per ciascun distretto verranno indicate le specie oggetto di gestione e quelle oggetto di controllo ordinario e sarà fissato, d’intesa con gli ATC, il numero massimo di cacciatori che possono essere ammessi (saturazione).

7.     Un distretto in cui sono gestite una o più specie oltre al capriolo viene definito “Distretto multispecie”.

8.     Per la specie cervo, i piani di gestione e prelievo possono venire elaborati per unità di gestione multiple dei distretti di gestione del capriolo, senza frazionarne i confini.

9.     Per la stagione 2004-2005 i distretti attivi, ovvero in cui viene effettuata la gestione dei cervidi e bovidi, sono 23, pari ad una superficie complessiva di 178.400 ha circa. La localizzazione ed estensione dei distretti attivi è illustrata nella seconda cartografia.

 

 

Accesso alla gestione

 

1.     Ogni cacciatore, per poter effettuare la gestione venatoria di una determinata specie di cervide-bovide, deve essere munito di attestato di abilitazione riconosciuto dalla Provincia di Arezzo ed essere iscritto all’albo provinciale dei cacciatori di selezione, tenendo conto che a partire dalla stagione di caccia  2005-2006, fatte salve le iscrizioni all’albo in essere al 1 gennaio 2005, non sono riconosciuti i titoli di abilitazione rilasciati da altre province ma esclusivamente quelli conseguiti presso la Provincia di Arezzo.

2.     Il cacciatore inoltre deve essere iscritto all’ATC di cui il distretto di gestione in cui esercita la caccia fa parte.

3.     Ogni cacciatore può effettuare la gestione al massimo di due specie di cervidi-bovidi: capriolo, più una seconda specie scelta tra cervo, daino e muflone.

4.     Per le modalità di iscrizione ai distretti si rimanda al regolamento provinciale allegato al PFVP.

5.     Non è considerata come gestione di seconda specie il controllo, anche effettuato durante la ordinaria stagione di caccia di selezione, di daino, muflone, cervo predisposto ai fini del controllo di tali specie dalle aree non vocate, o al contenimento della loro espansione in aree di nuova colonizzazione (daino).

 

 

Gestione di cervidi e bovidi nelle A.F.V.

 

1.  Ai fini della predisposizione dei piani di prelievo di cervidi e bovidi le A.F.V. dovranno utilizzare le metodologie indicate al capitolo 4.11.

2.  In caso contrario i piani di prelievo dovranno essere prudenziali e non potranno comunque superare, per il capriolo, il 10 % della consistenza primaverile stimata, o qualora più favorevole, il 5 %  della densità media del distretto (o distretti) contigui.

3.  Per daino e muflone le AFV dovranno adeguarsi agli obiettivi di gestione indicati dal PFVP per tali specie.

4.  Date le caratteristiche di specie non autoctona la Provincia di Arezzo propone alla Regione Toscana che non possa essere richiesta come specie da produrre il daino.

5.  Si  propone alla Regione Toscana di aumentare, per le AFV,  la densità minima da raggiungere a fine stagione dopo il terzo anno per la specie capriolo da 5 a 15 capi/100 ha.

6.  Si propone che le AFV adottino per la caccia di selezione modalità analoghe a quelle adottate per i distretti di caccia, ed in particolare:

·         Adozione di un registro delle uscite (1 registro per AFV);

·         Compilazione da parte del cacciatore della scheda a e b di uscita

·         Compilazione del modulo riepilogativo dell’attività di caccia di selezione (1 per AFV)

·         Apposizione agli animali abbattuti del bollo fornito o approvato dalla Provincia

·         Compilazione delle schede di abbattimento per ciascun capo abbattuto

·         Riconsegna alla provincia della mandibola del capo abbattuto

 

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