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Si allega la metodologia relativa al censimento
finalizzato alla gestione del cervo tratta dal “ PROTOCOLLO
D’INTESA RIVOLTO ALLA GESTIONE OPERATIVA DEL CENSIMENTO DEL
CERVO (Cervus elaphus, L.) NELLE PROVINCE DI AREZZO,
FORLI' E FIRENZE, ED ALLA GESTIONE FAUNISTICA”
Le informazioni da raccogliere per la gestione
della specie sono le seguenti:
1.
Areale di
distribuzione
2.
Consistenza e
Densità;
3.
Struttura.
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DISTRIBUZIONE
La conoscenza della distribuzione spaziale di
ogni popolazione è indispensabile per la sua gestione,
venatoria e non.
Per la definizione dell'areale sarà utilizzata
come unità di rilevamento una maglia di 1 Kmq facendo
riferimento al reticolato UTM.
Ai fini dell'accertamento della presenza della
specie è opportuno utilizzare indicatori di presenza di facile
riconoscimento quali:
·
osservazioni dirette
·
bramiti
·
ritrovamento di palchi
·
rinvenimento di soggetti deceduti
Gli indicatori 1 e 2 dovranno essere presi in
considerazione soltanto se provenienti da personale affidabile
(operatori di enti pubblici preventivamente preparati,
cacciatori di selezione abilitati, tecnici faunistici).
Le osservazioni dirette acquistano maggior
rilevanza se raccolte in maniera generalizzata sul territorio;
in tal caso possono fornire indicazioni non soltanto sulla
presenza ma anche sull'assenza della specie, in particolare se
ripetute nel tempo in maniera standard. In tal senso appaiono
utilizzabili le osservazioni raccolte dai cacciatori di
selezione durante le uscite di caccia di selezione agli
ungulati, quando sia nota la collocazione spaziale dei dati.
Ogni indicazione di presenza dovrà essere
corredata dai seguenti dati:
Coordinate geografiche del centro della maglia
di 1 Km;
Data;
Tipo di indicatore.
Indicatori di più difficile accertamento, quali
impronte, fatte, scortecciamenti, potranno essere presi in
considerazione solo se forniti da personale specializzato.
E' auspicabile che i dati siano gestiti
utilizzando un GIS (Mapinfo, Archinfo), possibilmente
valutando le possibilità di comunicazione tra sistemi diversi.
Qualora possibile, sarà opportuna una
restituzione cartografica dei dati distinguendo un areale
invernale-primaverile, un areale estivo-autunnale e un areale
annuale complessivo.
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CONSISTENZA E DENSITA’
I problemi legati a questi due parametri vanno
affrontati insieme in quanto spesso uno dei parametri è
calcolato in relazione all'altro.
Riguardo alla scelta del metodo di censimento
da utilizzare, l'analisi dei dati raccolti durante il
monitoraggio decennale nelle Foreste Casentinesi e la
conoscenza delle metodologie impiegate in altre parti di
Italia, consente di trarre alcune considerazioni:
A) Il metodo del rilevamento dei maschi adulti
in bramito associato al rilevamento della struttura
demografica della popolazione, è quello da utilizzare come
metodo generale di censimento nell'area considerata,
caratterizzata da coefficienti di boscosità generalmente non
inferiori al 50% e spesso superiori.
Questo metodo, infatti, risulta applicabile su
scala anche ampia per l'elevato rapporto di superficie
censita/operatore (circa 100 ha, anche di più con bassa
densità di maschi in bramito) e indipendentemente dal
coefficiente di boscosità. Può quindi essere applicato come
censimento completo.
Il metodo inoltre non richiede, per la parte
relativa al censimento dei maschi in bramito, un elevato
grado di specializzazione; tuttavia il personale deve essere
istruito al fine di garantire un corretto utilizzo della
scheda di rilevamento.
B) A questi aspetti positivi, il metodo unisce
però alcuni punti "critici":
il primo è che per una corretta estrapolazione
della consistenza della popolazione si devono raccogliere dati
adeguati sulla struttura demografica della popolazione stessa.
Ciò significa dati numerosi e ben distribuiti in un lungo arco
di tempo per evitare errori dovuti alla diversa osservabilità
delle classi di sesso/età nel corso dell’anno.
Il secondo è costituito da un'ipotesi, da
verificare, che con alte densità il metodo tenda a
sottostimare a causa del fatto che alcuni maschi adulti
possono non bramire e quindi non essere rilevati. Tale ipotesi
nasce dal confronto delle stime di densità del cervo degli
ultimi anni ottenute con il metodo del "bramito" e con le
battute campione nel versante casentinese del Parco Nazionale.
C) In sintesi il censimento del cervo delle
Foreste Casentinesi sarà così strutturato:
1.
censimento
completo dei maschi durante il periodo di bramito (ultima
settimana di settembre e prima di ottobre);
2.
osservazioni
campione (da punti fissi, alla cerca, notturne con faro
alogeno) da luglio a febbraio;
3.
censimento a
vista da punti fissi in simultanea in tutte le aree idonee in
marzo-aprile come metodo di controllo e per la raccolta di un
campione ampio di struttura;
4.
battute campione
in aprile-maggio (se disponibili in quanto già effettuate per
il censimento del capriolo) come metodo di controllo.
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Dal
confronto critico dei metodi 1 e 3 e, dove possibile 4, si
potrà ottenere una stima più attendibile della popolazione e
l'individuazione di eventuali errori di campionamento
(anomalie annuali della struttura) o sistematici (sottostima
dei maschi) dovuti al metodo del bramito.
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Protocollo operativo per il metodo del conteggio dei maschi in
bramito:
·
individuazione preliminare dei punti di
rilevamento (ascolto) su carta topografica 1:25.000 o
1:10.000, con densità indicativa di 1 punto ogni 100 ha,
elevabile a 1 punto ogni 200 ha nelle aree dove si presume
assenza della specie o bassa densità;
·
suddivisione dell'area da censire in settori di
3.000-5.000 ha ciascuno dei quali viene censito da un gruppo
di 30-50 operatori, organizzato autonomamente.
·
date di censimento fissate con debito anticipo
dai coordinatori di ciascun ente (Province, Parco Nazionale)
in modo da garantire la maggior simultaneità possibile dei
rilievi;
·
qualora le condizioni meteo risultino
sfavorevoli i coordinatori di ciascun ente decidono, di
concerto, la prosecuzione o meno delle operazioni;
·
in ogni caso, un settore deve essere censito
simultaneamente;
·
compatibilmente con le disponibilità degli enti
coinvolti, ogni settore sarà censito 2 volte, sopratutto
qualora il primo rilievo avvenga in condizioni ambientali
sfavorevoli (vento forte, pioggia);
Le fasi operative del metodo sono quelle già
sperimentate nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi,
Monte Falterona e Campigna e nell'Acquerino:
1.
utilizzo di un
quadrante goniometrico per la valutazione della provenienza
dei bramiti da orientare prima dell'inizio del rilievo con una
bussola di precisione;
2.
rilevamento dalle
ore 21 alle ore 24;
3.
registrazione su
scheda, per ogni minuto di censimento, delle direzioni di
provenienza dei bramiti, del numero di bramiti e della
distanza indicativa;
4.
raccolta delle
schede al termine del rilievo;
5.
restituzione
cartografica su carta in scala 1:10.000 nelle aree con alta
densità di maschi o in scala 1:25.000 in quelle con bassa
densità, per ciascun sottoperiodo di 10 minuti, di tutti i
maschi in bramito con le relative direzioni di provenienza;
6.
determinazione
del numero di maschi per incrocio delle direzione di più
operatori;
7.
analisi dei
risultati di tutti i sottoperiodi e determinazione del numero
totale di maschi censiti;
La consistenza della popolazione viene
calcolata a partire dal numero di maschi censiti e dalla loro
frequenza relativa nell’intera popolazione secondo la formula:
n°
maschi adulti censiti_________ X
100
% maschi adulti nella popolazione
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Protocollo operativo per il rilevamento della struttura
demografica della popolazione di cervo.
Il protocollo relativo alla valutazione della
struttura demografica della popolazione di cervo viene
trattato qui di seguito in quanto risulta parte integrante del
metodo di censimento “al bramito”.
·
raccolta di osservazioni distribuite entro il
periodo luglio-aprile;
·
le osservazioni potranno essere effettuate da
appostamento, alla cerca o di notte con faro alogeno e
autoveicolo;
·
dovranno essere considerate soltanto le
osservazioni di individui o gruppi di cui siano stati
riconosciuti tutti o quasi (per gruppi numerosi) i componenti;
·
le osservazioni devono essere registrate su
scheda annotando: data, ora, localizzazione (coordinate UTM o
altro), quota, esposizione, habitat, classe di sesso e di età
di ciascun individuo osservato, stato di sviluppo e
conformazione del trofeo, caratteristiche del mantello;
·
il modello di scheda sarà unico e concordato
tra INFS, Province e Parco;
·
le classi di sesso età, per il primo anno,
saranno le seguenti:
MASCHI ADULTI:
maschi generalmente di 5 o più anni, con maggiore sviluppo dei
quarti anteriori, collo e criniera sviluppati durante il
periodo riproduttivo; Trofeo con 5 punte o più per stanga e
lunghezza della stanga sempre superiore a 70 cm.
MASCHI GIOVANI:
maschi di età compresa tra 2 e 4 anni, massa corporea
egualmente distribuita tra anteriore e posteriore, con trofeo
da 2 a 4 punte per stanga, invernino assente o molto debole,
lunghezza della stanga inferiore a 70 cm.
MASCHI FUSONI:
maschi di età compresa tra 12 e 24 mesi, con trofeo costituito
da una unica punta per stanga di lunghezza variabile, fino a
40-50 cm, massa corporea equamente distribuita e collo
sottile.
FEMMINE:
tutte le femmine di età superiore a 12 mesi, con l'esclusione
soltanto delle femmine nate nella primavera precedente.
PICCOLI:
tutti i capi di età inferiore ad 1 anno, riconoscibili per la
taglia ed il comportamento (spesso in compagnia delle madri).
N.B.
per l'inizio si ritiene preferibile non introdurre distinzioni
tra femmine adulte e sottili, in quanto esperienze maturate su
varie specie oltre che sul cervo indicano che tale concetto
induce molti errori di classificazione (confusione tra
piccolo e femmina sottile), con conseguente sottostima del
valore di PS (maschi/femmine), e del numero di
piccoli/femmina, parametri entrambi in grado di influenzare
fortemente il valore di consistenza estrapolato a partire dal
conteggio dei maschi.
·
Le schede raccolte vengono archiviate tramite
database (preferibile excel 5.0 che è compatibile con Mapinfo).
·
Le elaborazioni dovranno tener conto della
diversa osservabilità delle singole classi di sesso/età;
indicativamente saranno considerate le osservazioni comprese
tra luglio e dicembre.
·
Le osservazioni relative ai censimenti a vista
in marzo-aprile saranno elaborate separatamente e potranno
fornire indicazioni soltanto sulla PS e sul rapporto
piccoli/femmina (gran parte dei maschi in questo periodo
hanno il trofeo in ricrescita).
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Protocollo operativo per il censimento di cervo a vista da
punti fissi
Operazioni di censimento finalizzate alla
valutazione di una consistenza minima certa di daino nell’area
limitrofa alla porzione casentinese del Parco Nazionale delle
Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, hanno fornito
interessanti indicazioni sull’applicabilità di questo metodo.
Le motivazione che inducono ad utilizzare anche
questa metodologia per la stima della popolazione di cervo in
sovrapposizione al censimento al bramito sono così
riassumibili:
·
il censimento, se applicato come metodo
completo (o perlomeno su tutta l’area centrale dell’areale con
maggiore densità), è in grado di fornire un valore di
consistenza minima certa da incrociare con la stima di
consistenza estrapolata utilizzando il metodo del bramito;
·
esso consente inoltre di raccogliere un
consistente campione di dati sulla struttura (PS e n°
piccoli/femmina).
Il protocollo per questo tipo di censimento può
fare riferimento a quello indicato nel documento “Protocollo
per il censimento del capriolo in Emilia Romagna” al punto
“censimenti a punti fissi di osservazione”.
Date le diverse caratteristiche di
mobilità del cervo rispetto al capriolo possono essere
aggiunte le seguenti considerazioni:
·
il numero di operatori che eseguono il
censimento in contemporanea deve essere elevato in modo che la
superficie censita giornalmente sia tale da non provocare
sensibili errori nella somma dei capi di porzioni adiacenti
censite in giorni diversi. Si può ipotizzare un numero minimo
di 50 operatori ed ottimale di 100.
·
i settori da censire in giorni diversi devono
essere preventivamente programmati, fissando come nel caso del
censimento al bramito le giornate di censimento con anticipo,
con il coordinamento tra i responsabili dei diversi enti e
organismi interessati.
·
particolare attenzione deve essere posta alla
collocazione cartografica degli animali osservati, già al
momento del rilievo di campagna. Le indicazione sulle
direzioni di provenienza e di spostamento degli animali
dovranno essere sicure, cioè rilevate con una bussola. In ogni
caso sulla carta generale di ogni settore dovranno essere
individuati i punti di osservazione e la direzione di
entrata-uscita degli animali rispetto alla zona osservata da
ciascun operatore.
·
particolare importanza assume la registrazione
delle caratteristiche del trofeo (pulito, in velluto, assente
per caduta recente etc.)
·
i maschi saranno attribuiti alla classe giovani
o fusoni soltanto se con trofeo pulito. Tutti i maschi con
trofeo assente o in ricrescita saranno inseriti in un’apposita
classe.
La consistenza della popolazione si ottiene
sommando il numero di capi diversi censiti in ogni settore.
Qualora i settori non coprano tutto l’areale di distribuzione
la consistenza totale sarà estrapolata dai dati relativi
all’area censita, tenendo conto che nelle porzioni marginali
dell’areale le densità sono in genere inferiori.
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Protocollo operativo per il censimento
con le battute campione
Anche per questo metodo di censimento il
protocollo operativo può fare riferimento a quanto indicato
nel documento “Protocollo per il censimento del capriolo in
Emilia Romagna” al punto “Censimento in battuta”.
Si precisa quanto segue:
·
date le caratteristiche di gregarietà del
cervo e il diverso modello di distribuzione spaziale rispetto
al capriolo, la varianza dei dati forniti dalle battute
campione risulta elevata. Pertanto i dati potranno essere
presi in considerazione soltanto se riferiti ad un numero
minimo di almeno 6 battute campione;
·
qualora alcune battute dovessero essere
realizzate esplicitamente per la valutazione della densità del
cervo, è opportuno non scendere al di sotto di 30 ha di
superficie effettivamente battuta, in particolare per battute
non circondate da aree aperte, per l’elevato rischio che parte
degli animali si allontanino durante la fase iniziale di
disposizione degli operatori;
·
la misura della superficie di ogni battuta è
quella relativa al solo bosco, al netto di eventuali aree
aperte incluse entro la battuta.
La consistenza con il metodo delle battute
campione si ottiene moltiplicando la densità ottenuta, che è
riferita al bosco, per la superficie di bosco compresa entro
l’areale di distribuzione. In tale passaggio dovrà essere
attentamente valutato l’areale di distribuzione durante il
periodo di censimento (marzo-aprile).
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