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Descrizione
- Carnivoro della famiglia mustelidi e del genere
Martes. Lunghezza dalla testa all'attaccatura
della coda 45 - 58 cm; coda 16 - 28 cm; altezza alla
spalla 15 cm; peso 1 - 2 kg. La martora è molto ben
adattata alla vita sugli alberi, come dimostra la
struttura del suo scheletro, la potenza dei suoi arti
posteriori, la lunga coda adatta a bilanciare il
movimento e le clavicole ben sviluppate. Si tratta di un
mustelide di medie dimensioni, di corporazione snella ed
allungata, zampe corte con cinque dita munite di
artigli, testa piccola e muso appuntito. Le orecchie
sono di forma triangolare ed appaiono relativamente
grandi. Il pelame, bruno scuro, presenta una grande
macchia giallastra nella regione della gola, appare
folto, morbido, lucido e si compone di peli rigidi, di
consistenza setosa, e di una lanetta corta e fine. Il
mantello appare più scuro nei mesi invernali, quando la
lanetta cresce in volume per aumentare la sua capacità
di isolante termico. I giovani acquisiscono la pelliccia
definitiva durante il loro primo inverno, ma per
completare la muta è necessario un anno. Negli adulti la
muta stagionale coincide con l'autunno e la primavera.
Nella regione anale è presente una ghiandola secernente
un odore pungente. Il dimorfismo sessuale si evidenzia
con la taglia: i maschi sono generalmente dal 12 al 30%
più grandi delle femmine. Esistono sostanziali
differenza di taglia a seconda delle varie razze
geografiche. |
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Abitudini
- Come molti mustelidi, la martora svolge le proprie attività
durante le ore crepuscolari e notturne. Questo non esclude il
fatto che, in zone dove la presenza umana non disturba la
fauna selvatica, questi animali possano rimanere attivi
durante il giorno. Le aree dove la martora trascorre le ore di
inattività sono rappresentate dai nidi o dalle tane. Nella
zona controllata da ogni individuo (home range) vengono
realizzati molti rifugi, allo scopo sono utilizzati sia nidi
abbandonati da uccelli o scoiattoli, sia tane ricavate in
anfratti naturali a terra. Le tane ricavate nel substrato
vengono preferite alle latitudini più settentrionali o durante
la stagione fredda, grazie alla loro capacità isolante
termica. Ogni individuo adulto conduce vita solitaria, tranne
per le femmine che debbano accudire la propria covata. Studi
sul campo hanno dimostrato che i maschi hanno comportamento
territoriale e che si accopiano con le femmine residenti
all'interno del proprio dominio (Schroepfer
et al 1997). La grandezza dell'home range dei maschi è
ovviamente maggiore di quello delle femmine, varie femmine
possono accoppiarsi con un maschio che riesca a difendere il
territorio dalla penetrazione dei rivali entro i propri
confini. Esistono variazioni geografiche nell'ampiezza degli
home range, probabilmente correlati con la maggiore o minore
disponibilità di risorse alimentari presenti sul territorio.
In ogni caso molti autori riportano che, per i maschi, il
dominio si aggiri intorno ai 23 chilometri quadrati, mentre
per le femmine resta compreso in circa 6 - 7 chilometri
quadrati (Nowak 1999). in situazioni particolarmente
favorevoli questi dati si riducono a 2.2 kmq per i maschi, ed
a 1.5 kmq per le femmine (Zalewski
et al 1995). In ambienti particolari, come nell'Isola di
Minorca, gli home ranges risultano molto ridotti: 0.5 kmq per
le femmine e 6.9 kmq per i maschi (Clevenger 1993). La
grandezza dei territori può subire contrazioni od espansioni a
seconda della stagione. Si è osservato che in autunno/inverno
il territorio si riduce del 8-54% rispetto al periodo
primavera/estate (Zalewski et al 1995). questa contrazione
riflette le effettive capacità di spostamento che i maschi
manifestano duranti le notti estive rispetto alla crudezza del
clima in periodo invernale (Schroepfer
et al 1997). In ambienti ottimali la densità individuale delle
martore risulta di 0.3-0.8 kmq. quando la densità per kmq
aumenta, gli home range dei maschi tendono ad includere un
maggior numero di territori delle femmine. all'interno dei
domini degli adulti vengono tollerati tutti quei giovani
immaturi che non siano stati in grado di conquistare un
proprio territorio alla fine del primo anno d'età. La
comunicazione tra le martore avviene solitamente attraverso la
marcatura del territorio mediante tracce olfattive. il
rilascio dei marcatori viene effettuato da particolari
ghiandole presenti sull'addome e nella regione anale. I
piccoli comunicano con la madre tramite una gamma di squittii
ed uggiolii. Le interazioni sociali tra singoli individui
aumentano durante il periodo riproduttivo, con l'aumento dei
livelli ormonali, crescono gli episodi di intolleranza
sessuale e di aggressione. |
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Alimentazione
- Anche se la martora presenta un'alimentazione onnivora, per
gran parte dell'anno è la dieta carnivora che predomina sui
suoi gusti alimentari. In ogni caso l'alimentazione viene
fortemente condizionata dalla disponibilità alimentare
dell'habitat. Effettivamente la consistenza delle popolazioni
di martora segue il ciclo dello sviluppo di quelle dei
roditori: a picchi di crescita delle prede corrisponde una
rapida crescita del numero dei predatori, destinati a
diminuire rapidamente con la rarefazione della risorsa di cibo (Zalewski et
al 1995). Sembra che in Scozia e nell'isola di Minorca, le
martore integrino la loro dieta autunnale con significative
quantità di bacche e di frutti (fino al 30%). Da studi
effettuati in Polonia (Zalewski et al 1995, Clevenger 1993, Gurnell
et al 1994), sembra invece che le martore non si cibino
affatto di frutta. Noi riteniamo che, come in tutti gli
animali onnivori, le preferenze alimentari siano strettamente
correlate alla capacità trofica dell'habitat. Naturalmente è
innegabile che questi mustelidi preferiscano una dieta carnea.
La loro stessa struttura corporea suggerisce l'adattamento
alla caccia sui rami della volta arborea forestale.
Scoiattoli, uccelli, nidiacei sono le prede favorite ma
vengono attaccati anche rettili ed anfibi. in Scozia le
martore si spingono fino alle sponde del mare, dove catturano
granchi, molluschi ed echinodermi. Sono stati osservarti anche
esemplari che immagazzinavano il cibo come provvista invernale
(Zalewski et al 1995, Clevenger 1993, Gurnell
et al 1994). |
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Riproduzione
- In Europa il ciclo riproduttivo della martora risente
fortemente delle variazioni stagionali della fascia temperata,
come avviene in quasi tutte le specie di mustelidi. La
stagione degli amori coincide di solito con il periodo che va
da luglio ad agosto. Dopo l'avvenuto accoppiamento, l'impianto
dell'uovo fecondato nell'utero subisce un ritardo di circa sei
mesi. questo ritardo appare correlato con il fotoperiodo,
praticamente in estate aumenta con la durata delle ore di
luce. Dopo l'impianto uterino la gestazione si prolunga per 30
- 35 giorni, le nascite avvengono verso la fine di marzo ed in
aprile. Per ogni parto possono nascere fino a cinque piccoli,
ma la media è solitamente di tre. Ogni femmina adulta presenta
soltanto quattro mammelle funzionali. I maschi adulti di
martora hanno un netto ciclo di maturazione dei gameti: la
maturazione dei testicoli viene completata un mese prima
dell'estro delle femmine e la regressione coincide con
l'inizio della fertilità femminile. La maggior parte degli
accoppiamenti avviene in un periodo di circa 30 - 45 giorni,
durante i quali le femmine hanno da uno a due periodi fertili.
Questi periodi durano 1 - 4 giorni e si ripetono dopo un
intervallo di 6 - 17 giorni. La copulazione è prolungata e può
avvenire indifferentemente sugli alberi o a terra. in
cattività sono stati osservati accoppiamenti multipli di una
femmina con più maschi. Nel periodo precedente all'impianto
dell'uovo fecondato nell'utero, si può verificare un falso
periodo di estro, probabilmente legato all'aumento dei livelli
ormonali. l'aumento delle interazioni tra martore nei momenti
di falso estro, insieme all'aumento delle aggressioni, sembra
favorire l'allontanamento dei giovani dal territorio della
madre (Helldin & Lindstrom 1995). Alla nascita i cuccioli sono
ciechi ed inetti, il corpo e ricoperto da un cortissimo pelo e
pesano circa 30 grammi. I piccoli di martora aprono gli occhi
dopo 34 - 38 giorni ed iniziano ad assumere cibo solido a
circa un mese e mezzo, lo svezzamento dura circa due mesi. Le
giovani martore diventano indipendenti a 12 - 16 settimane,
quando cominciano a cercare un proprio territorio. In molti
casi i giovani restano all'interno del dominio parentale, dove
vengono tollerati fino alla prima stagione degli amori. Allo
stato selvatico la martore raggiunge la maturità durante la
sua prima estate, anche se il primo accoppiamento si svolge al
secondo o terzo anno d'età. La durata della vita della martora
è di circa 15 anni. |
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Habitat
e Area di Distribuzione
- La specie colonizza di preferenza gli habitat di foresta,
senza preferenza per boschi decidui, misti o di conifere. Tra
le foreste si incontra più frequentemente in quelle più
antiche, dotate di alberi secolari, rispetto a quelle di
recente formazione Overskaug et al 1994). Anche se la specie è
specializzata per la vita nei boschi, vive anche fuori dalle
foreste. Nell'isola di Minorca la martora non mostra
preferenze di habitat, popola indifferentemente macchie di
arbusti e zone coltivate, indipendentemente dalla copertura
arborea (Clevenger 1994). La martora è diffusa in grande parte del continente eurasiatico,
dalle zone più a nord, fino alle foreste di conifere dell'Asia
Minore a sud. la specie vive anche nel Caucaso ed in molte
isole del mediterraneo, incluse le isole Baleari, la Corsica,
la Sardegna e la Sicilia. In Europa è assente da buona parte della
Penisola Iberica e dai balcani meridionali. In Gran Bretagna,
dove un tempo era largamente diffusa, sopravvive solo nel nord
della Scozia ed in alcune riserve inglesi e del Galles. |
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