Uff. Caccia della Provincia di Arezzo

Zone di ripopolamento e cattura (art. 16 L.R. 3/94)


Analisi: localizzazione ed estensione delle Z.R.C.

 

Le aree protette istituite ai sensi della L. 394/91 “legge quadro sulle aree naturali protette” esistenti nella Provincia occupano una superficie complessiva di circa 14.164 ha.

 

Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna è la più grossa area di protezione della fauna della Provincia. La superficie ufficiale della porzione ricadente in provincia di Arezzo è pari a 13.777 ha. La superficie reale è leggermente superiore in conseguenza di lievi modifiche apportate in fase di tabellazione del perimetro resesi necessarie per interpretare i confini della cartografia ufficiale in scala 1:100.000.

Il Parco Nazionale comprende al suo interno anche le Riserve naturali biogenetiche della Scodella, di Camaldoli e Badia Prataglia che quindi non sono evidenziate nelle cartografie di corredo al Piano Faunistico.

In attesa della pubblicazione del perimetro ufficiale del Parco da parte della regione Toscana nel presente Piano si adotta come superficie quella ufficiale e come poligono quello risultante dalla cartografia turistica pubblicata dall’ Ente Parco e coinciodente con la tabellazione sul territorio.

 

Le altre aree protette statali sono le Riserve naturali di Poggio Rosso, Fungaia e Formole, gestite dall’Ufficio amministrazione ex ASFD di Pieve S.Stefano. Queste tre riserve formano insieme alla zona di protezione “Poggio rosso” un continuum territoriale di circa 825 ha che rappresenta un’importante area di protezione per la fauna migratoria.

 

Esiste inoltre la Riserva naturale statale “Zuccaia” di 33,5 ha, ubicata nei comuni di Chiusi della Verna e Chitignano, ed interamente compresa all’interno dell’oasi di protezione “Alpe di Catenaia”.

 

Non è il PFVP la sede opportuna per esaminare nel dettaglio i valori ambientali che hanno determinato l’istituzione del parco nazionale delle Foreste Casentinesi; si ricorda soltanto che 4 pSIC e SIR proposti dalla Regione su un totale di 21 per la provincia di Arezzo, più una Zona di Protezione Speciale (ZPS), si trovano all’interno di questa area protetta.

Il livello dei danni causati dalla fauna ungulata all’interno del Parco Nazionale attribuito agli ungulati ed in gran parte al cinghiale è cresciuto progressivamente da 47.796 € nel 1998 a 87.876 € nel 2002 (Deliberazione del consiglio direttivo del parco n. 36 del 01/07/2003).

L’ammontare dei soli danni da ungulati all’interno del Parco Nazionale è quindi cresciuto da 1,31 €/ha/anno a 2,41 €/ha/anno.

Non si hanno informazioni relative all’impatto della fauna all’interno delle riserve statali.

 

Zone di ripopolamento e cattura (art. 16 L.R. 3/94)


Analisi: localizzazione ed estensione delle Z.R.C.

Indirizzi di posta elettronica