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Le zone di protezione attualmente esistenti in
Provincia di Arezzo, sono 19, di cui 7 nel comprensorio
Valtiberina 12 nell’Area aretina e nessuna in Casentino. La
superficie complessiva ammonta a 7949 ha.
La localizzazione delle zone di protezione è
stata realizzata tenendo conto dei dati relativi alla
Provincia di Arezzo sulla distribuzione delle ricatture
relative a 44 specie selezionate di migratori inanellati
all’estero e segnalati in Italia, forniti dall’INFS.
Osservando tali dati si può notare una certa concentrazione
lungo i corsi del fiume Arno e del Canale maestro della
Chiana. Pur essendo tali dati soltanto indicativi delle rotte
preferenziali di migrazione, dato anche l’esiguo numero delle
ricatture, tuttavia resta confermata l’importanza di queste
aree, oltre ovviamente ai crinali montani, ai fini della
tutela della fauna migratoria.
I criteri di individuazione per le zone di
protezione sono stati essenzialmente due:
1.
individuazione di aree lungo i
principali corsi d’acqua ed altre aree umide provinciali:
fiume Arno, Invaso di Montedoglio, vasche dello zuccherificio
di Cast. Fiorentino, Pieve al Toppo-Alberoro, con la finalità
di proteggere le specie ornitiche maggiormente legate a questi
tipi di habitat, ormai rari;
2.
individuazione di aree in zone
sommitali o di crinale, privilegiando quelle parti del
territorio provinciale povere di aree protette. L’area
geografica di reperimento è stata pertanto il sistema
orografico che da Arezzo si estende fino al confine con la
Provincia di Perugia, nei comuni di Arezzo, Castiglion
Fiorentino e Cortona.
Come sopra ricordato, le zone di protezione
“Ranco spinoso”, “La Macchia”, “Monti Rognosi”, “Poggio
rosso”, “Monte Dogana”, “Scopetone”, “Ranchetto”, sono
costituite interamente o parzialmente su terreni demaniali
regionali, analogamente alle oasi di protezione. Le zone di
protezione, oltre alla tutela delle specie migratrici
rivestono anche un’importante funzione di tutela ed
irradiamento di alcune specie di fauna stanziale, in
particolare lepre, fagiano, capriolo.
Le superfici delle zone di protezione sono
molto variabili, da 77 a 1521 ha.
Le zone più grosse sono quelle situate in aree
umide e di pianura, dove il controllo del cinghiale pone
problemi minori a causa della minor diffusione delle aree
boscate.
La localizzazione delle zone nel territorio
provinciale è illustrata nella relativa cartina.
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