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Fauna ittica
- Il Borro di Caposelvi riveste grande importanza per il
territorio del Valdarno aretino. Lungo il suo corso, sono
individuabili la zona inferiore della trota e la zona del
barbo, che tuttavia non presentano netta distinzione
relativamente al popolamento ittico: in entrambe le zone i
Ciprinidi reofili possono essere, infatti, presenti in numero
elevato. La porzione inferiore è forse l’area di maggior
pregio di tutto il torrente per la qualità delle sue acque,
che ha consentito il mantenimento della comunità di Ciprinidi
reofili autoctoni. Anche in questo torrente vive e prospera
una consistente popolazione di cavedano etrusco e, nel tratto
inferiore, sono presenti considerevoli gruppi di barbo
tiberino, rovella, vairone, ghiozzo etrusco e cavedano comune.
La presenza di una comunità ittica diversificata e originaria
nel Borro di Caposelvi rappresenta una vera e propria riserva
naturale per la riproduzione delle specie autoctone,
costituendo uno dei principali punti di ripopolamento per il
corso nel Valdarno del Fiume Arno.
Il grafico di
seguito riportato illustra la percentuale numerica delle
famiglie che compongono il campione, in corrispondenza delle
due stazioni indagate, evidenziando la vocazione ittica dei
tratti considerati, confermata anche dalle caratteristiche
dell’habitat fluviale.
Il T. Caposelvi risulta
caratterizzato da un valore di densità specifica complessiva
abbastanza alto, con una media di circa 0,45 individui/m2,
calcolata come la media tra tutte le stazioni campionate dei
valori medi delle due date di campionamento.
I grafici seguenti definiscono le
relazioni lunghezza-peso e le distribuzioni in classi di
lunghezza delle specie campionate più abbondanti. Dai dati
raccolti emerge la presenza di popolazioni di cavedano
etrusco, cavedano comune e rovella molto abbondanti; il
cavedano comune risulta ben diversificato in classi di
lunghezza e strutturalmente equilibrato, con una buona
rappresentanza di tutte le classi di età, soprattutto quelle
più giovani, indice di una attività riproduttiva naturale di
successo. Per contro, i soggetti di cavedano etrusco e rovella
catturati sono riconducibili quasi esclusivamente alle classi
di età più piccole, superando raramente i 18 cm di dimensione
il primo e gli 11 cm la seconda.
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Distribuzione in classi di
lunghezza e relazione lunghezza-peso del cavedano
etrusco (N=114) del T. Caposelvi. |
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Distribuzione in classi di
lunghezza e relazione lunghezza-peso del cavedano comune
(N=106) del T. Caposelvi. |
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Distribuzione in classi di
lunghezza e relazione lunghezza-peso della rovella
(N=98) del T. Caposelvi. |
Meno numerosa ma comunque
consistente risulta la popolazione di barbo tiberino,
abbastanza diversificata in classi di lunghezza, con una buona
rappresentanza delle prime classi di età, indicando un
discreto successo dell’attività riproduttiva naturale.
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Distribuzione in classi di
lunghezza e relazione lunghezza-peso del barbo tiberino
(N=49) del T. Caposelvi. |
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