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Sottobacino Arno Casentino

Il Casentino è costituito dall'alto bacino dell'Arno, dalle sue origini sino alla confluenza con il Canale maestro della Chiana. Tale conca possiede un asse da NO a SE ed è delimitata a occidente dal massiccio del Pratomagno e ad est dall'Appennino di Serra, che costituisce anche il confine politico fra Toscana e Romagna; più a Sud l'Appennino di Catenaia la separa dal bacino del Tevere. In questo primo bacino, interamente in Provincia di Arezzo, l'Arno mostra un carattere torrentizio, con un letto irto di scogli e un corso impetuoso, e riceve gli apporti di numerosi affluenti, anche essi tutti di carattere torrentizio.

Scorrendo da Nord-Ovest verso Sud-Est, il Fiume Arno attraversa il Casentino. Inizialmente il fiume viene alimentato da scarse sorgenti per raggiungere con rapido corso quota 400 s.l.m., dove nei pressi di Stia confluisce con il T. Staggia. Nel tratto successivo riceve l’apporto di numerosi torrenti, il più importante dei quali è l’Archiano. Durante il suo percorso, l’Arno riceve gli effluenti liquidi, prevalentemente di origine domestica provenienti dai centri abitati che attraversa. Le pendenze dell'asta principale, variano tra il 20 ed il 14% nel tratto appenninico sino a Stia; si mantengono intorno al 10% tra Stia e la confluenza con il T. Solano; scendono al 3 - 3,5% tra il Solano e il Levante, fatta eccezione per il tratto compreso tra Giovi e Molino Abate ove la pendenza raggiunge valori del 7,5%1. Il fiume è soggetto a notevoli oscillazioni di portata e di temperatura delle acque.

 

Bacino

Arno

Sottobacino

Casentino

Superficie bacino idrografico

9.040 km²

Superficie sottobacino in Provincia di Arezzo

895 Km²

 

Sorgente

M. Falterona

Altitudine

1358 m s.l.m

Bacino

Arno

Sottobacino

Casentino

Corpo recettore

Mar Tirreno

Lunghezza tratto

62.7 Km

Affluenti principali

di sinistra: Archiano, Chiassa, Corsalone, Gravenna, Rassina, Staggia;

di destra: Salutio, Solano, Teggina.

Ordine fluviale

 

 

Fauna ittica - I tratti campionati comprendono sia la zona superiore a Salmonidi che le zone di fondovalle, tipiche della zona del barbo. Il tratto superiore della trota è caratterizzato prevalentemente dalla specie dominante trota fario e dalle due specie associate: vairone e ghiozzo etrusco o di ruscello. Nel tratto inferiore della trota, corrispondente all’incirca alla zona che va da Pratovecchio fino alla Piana di Campaldino, il salmonide si rinviene durante tutto l’arco dell’anno ma la sua preponderanza numerica si riduce a favore di Ciprinidi reofili come il barbo tiberino, il cavedano etrusco e la lasca, con la sporadica presenza della carpa. Il restante tratto, fino all’abitato di Ponte a Buriano, corrisponde alla zona del barbo. Nel tratto medio inferiore del fiume, la popolazione ittica ha subito notevoli variazioni sia per cause di alterazione ambientale, sia per l’immissione di specie alloctone. All’iniziale popolamento costituito da cavedano, cavedano etrusco, ghiozzo, barbo tiberino, vairone e rovella, si sono progressivamente sovrapposti pesci di origine padana, come l’alborella, oppure di provenienza americana come persico sole, persico trota, pesce gatto e, recentemente, specie come il barbo europeo (Barbus barbus).

 

Dai rilevamenti effettuati in due distinte stagioni (primavera/estate ed autunno/inverno), risultano, inoltre, evidenti forti migrazioni stagionali dell’ittiofauna che caratterizza il fiume in oggetto.

 

I campionamenti ittici effettuati lungo tutto il corso dell’Arno casentino hanno portato alla cattura di esemplari dei Ciprinidi alborella, barbo europeo, barbo comune, barbo tiberino, carassio, carpa, cavedano comune, cavedano europeo, cavedano etrusco, lasca, pseudorasbora, rovella, savetta, vairone, del Gobide ghiozzo etrusco e del Salmonide trota fario. Il grafico di seguito riportato illustra la percentuale numerica delle famiglie che compongono il campione, in corrispondenza delle singole stazioni indagate, evidenziando la vocazione ittica dei tratti considerati.

 

Risultati dei campionamenti ittici, distinti per famiglie, in corrispondenza delle stazioni indagate lungo l’intero corso d’acqua.

 

I dati riguardanti le singole popolazioni sono stati elaborati al fine di costruire i grafici, di seguito riportati, delle distribuzioni in classi di lunghezza e delle relazioni lunghezza-peso relativi alle principali specie ittiche che popolano il corso d’acqua.

 

La popolazione di cavedano comune risulta abbondante e abbastanza ben strutturata, soprattutto da quanto emerge nei campionamenti relativi al periodo estivo, con una discreta presenza di individui giovani, che indica un’attività riproduttiva di successo.

 

Distribuzione in classi di lunghezza e relazione lunghezza-peso del cavedano comune (N=152).

 

La curva di accrescimento lineare riportata nella figura seguente evidenzia un buon tasso di crescita della specie, che a 1 anno di vita misura 12 cm, al 2° anno misura 18 cm, al 3° 24 cm raggiungendo al 4° anno i 28 cm di lunghezza; confrontando la velocità di crescita del cavedano nel F. Arno con quella che la specie mostra in altri corsi d’acqua della provincia, indagati per la stesura della Carta Ittica, risulta evidente un accrescimento superiore di questa popolazione rispetto alle altre. L’equazione che descrive tale curva di crescita è la seguente:


Lt = 515 (1-e
(-0.18 (t+0.4))

 

Curva di accrescimento lineare del cavedano nel fiume Arno

 

Altrettanto abbondanti risultano le popolazioni dei ciprinidi rovella, vairone e barbo tiberino, le cui strutture di popolazione e relazioni lunghezza-peso sono riportate nei grafici seguenti.


La popolazione di rovella risulta ben strutturata, sebbene vi sia una scarsa rappresentanza di esemplari di lunghezza superiore ai 14 cm; la popolazione di vairone si presenta abbastanza equilibrata, con una netta prevalenza delle prime classi di età, a differenza del barbo tiberino, in cui prevalgono individui delle classi medie di lunghezza, comprese tra i 17 cm e i 25 cm, mostrando una scarsità di individui sia giovani che di taglia superiore.

 

Distribuzione in classi di lunghezza e relazione lunghezza-peso della rovella (N=218) dell’Arno Casentino

 

Distribuzione in classi di lunghezza e relazione lunghezza-peso del vairone (N=156) dell’Arno Casentino

 

Distribuzione in classi di lunghezza e relazione lunghezza-peso del barbo tiberino (N=186) dell’Arno Casentino

 

La popolazione di trota fario, infine, è risultata moderatamente scarsa e squilibrata, con una rappresentanza delle varie classi di lunghezza solo saltuaria; essa risulta tuttavia concentrata nel tratto superiore del corso d’acqua.

 

Distribuzione in classi di lunghezza e relazione lunghezza-peso della trota fario (N=38) dell’Arno Casentino

 

Stazioni di Rilevamento

STAZIONE DI RILEVAMENTO ARN01; alto corso del fiume Arno, a monte di Stia.

STAZIONE DI RILEVAMENTO ARN02; fiume Arno in corrispondenza dell’abitato di Pratovecchio.

STAZIONE DI RILEVAMENTO ARN03; Arno a valle dell’abitato di Corsalone, in località Cantiere Pontello.

STAZIONE DI RILEVAMENTO ARN04; Arno, nei pressi della vecchia frana sulla ferrovia Stia - Sinalunga.

STAZIONE DI RILEVAMENTO ARN05; Arno a monte del ponte di Buonriposo, fino alla presa dell’ex acquedotto.

Sottobacino Arno Casentino: affluenti e subaffluenti del fiume Arno
Torrente Staggia Torrente Oja Torrente Gorgone Torrente  Archiano
Torrente Solano Torrente Scheggia Torrente Teggina Torrente  Corsalone
Torrente Rassina Torrenti Talla e Salutio Torrente  Faltona Torrente Carda
Torrente Calleta Torrente  Gravenna Torrenti Chiassa e Chiassaccia
 
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