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Sottobacino Arno Valdarno

Il Valdarno è costituito da tre sottobacini: il Valdarno superiore, in parte ricadente nella Provincia di Arezzo, il Valdarno medio, con la piana che comprende Firenze, Sesto Fiorentino, Prato e Pistoia, e il Valdarno inferiore, caratterizzato da vallate in cui scorrono affluenti importanti come la Pesa, l'Elsa e l'Era, fino ad arrivare a valle di Pontedera, quando l'Arno fluisce verso la foce nel Mar Tirreno ad un livello troppo alto, rispetto alla pianura circostante, per ricevere ulteriori affluenti. Il Valdarno è formato da una lunga pianura, chiusa a destra dal Pratomagno e a Ovest dai Monti del Chianti, dai quali ha origine il Torrente Ambra, unico affluente di una certa importanza in tutto il sottobacino. Presso Arezzo, il fiume è sbarrato da due dighe che formano altrettanti laghi artificiali, il Lago di La Penna e il Lago di Levane. I centri di fondovalle (Montevarchi, San Giovanni Valdarno, Figline Valdarno, Incisa in Val d'Arno e Rignano sull'Arno) risalgono al Medioevo, mentre nell'antichità era abitata solo la parte collinare. Dopo aver attraversato il Casentino, il fiume entra nel Valdarno, compreso tra il Ponte a Buriano ed il confine est della Provincia di Arezzo, scorrendo da Sud-Est a Nord-Ovest per circa 30 km nel territorio provinciale. In tale tratto, l’Arno si presenta notevolmente alterato, soprattutto a causa della presenza dei due grandi invasi di “La Penna e Bandella” e di Levane, nelle cui aree l’ambiente si presenta come un caratteristico habitat lacustre, mentre immediatamente a valle degli invasi il fiume riprende le sue originali caratteristi-che tipiche della zona del barbo.

 

Bacino

Arno

Sottobacino

Valdarno superiore

Superficie bacino idrografico

9.040 km²

Superficie sottobacino Valdarno

6.013 Km²

Superficie sottobacino Valdarno superiore

997 Km²

Superficie sottobacino Valdarno superiore in Provincia di Arezzo

626 Km²

 

Sorgente

Monte Falterona

Altitudine

1358 m s.l.m.

Bacino

Arno

Sottobacino

Valdarno superiore

Corpo recettore

Mar Tirreno

Lunghezza tratto in Provincia di Arezzo

30.8 km

Affluenti principali

di sinistra: Ambra; di destra: Agna, Ciuffenna, Faella, Resco Simontano

Ordine fluviale

 

 

Fauna ittica - Il tratto del Fiume Arno a valle di Ponte a Buriano corrisponde alla zona che ha subito le maggiori variazioni rispetto alla consistenza, qualità e composizione della fauna ittica presente, come ad esempio la quasi totale sostituzione del barbo tiberino con il barbo comune e quello europeo. La presenza dei due grandi invasi, con le loro caratteristiche di tipo lacustre, hanno determinato l’affermarsi di una fauna, spesso supportata da ripopolamento, tipica della zona della carpa. Relativamente ai pesci autoctoni o di antica introduzione, si rinviene la presenza di anguilla, carpa, tinca, alborella, luccio e persico reale e una discreta popolazione di cavedano, savetta, lasca e rovella. Nel corso degli anni, a questa popolazione si sono sovrapposte molte specie di origine nord-europea, orientale e nord-americana, come il carassio, specie particolarmente infestante, e il pesce gatto, che si ambientò velocemente, colonizzando quasi tutti gli ambienti di questo tratto di fiume e risalendo spesso anche la porzione inferiore degli affluenti. L’introduzione del persico trota e del persico sole, risultò invece meno infestante, anche se la loro presenza comportò un ulteriore elemento di perturbazione per le specie indigene. Negli invasi furono immessi anche esemplari di carpa erbivora o amur e di carpa argentata, che tuttavia causarono un danno ambientale contenuto poiché non furono in grado di riprodursi in ambiente naturale e quindi, una volta sospese le immissioni, si estinsero. La situazione si presenta comunque in continua evoluzione per le sempre crescenti immissioni di specie alloctone spesso frammiste fra gli avannotti da ripopolamento, come nel caso della pseudorasbora, ciprinide di provenienza asiatica in continua espansione nelle acque italiane. La presenza dei due sbarramenti artificiali rappresenta, inoltre, un ostacolo alla diffusione dell’anguilla, la cui presenza nel territorio provinciale dipende da continue e periodiche immissioni.

 

Il grafico di seguito riportato illustra la percentuale numerica delle famiglie che compongono il campione, in corrispondenza delle due stazioni indagate, evidenziando la vocazione ittica dei tratti considerati, confermata anche dalle caratteristiche dell’habitat fluviale.

 

Risultati dei campionamenti ittici, distinti per famiglie, in corrispondenza delle stazioni indagate.

 

I grafici di seguito riportati definiscono le relazioni lunghezza-peso e le distribuzioni in classi di lunghezza delle due specie più abbondanti campionate. Dai dati raccolti emerge la presenza di una popolazione di alborella consistente e abbastanza diversificata in classi di lunghezza, con la presenza di individui anche di discrete dimensioni (14,5 cm) per questo ciprinide di piccola taglia. Ben strutturata, equilibrata e diversificata risulta la popolazione di un altro ciprinide, il cavedano comune, presente in questo tratto con esemplari anche di ragguardevoli dimensioni.

 

Distribuzione in classi di lunghezza e relazione lunghezza-peso peso dell’Alborella (N=139) dell’Arno Valdarno.

 

Distribuzione in classi di lunghezza e relazione lunghezza-peso del cavedano comune (N=71) dell’Arno Valdarno.

 

Stazioni di Rilevamento

STAZIONE DI RILEVAMENTO ARN06; in corrispondenza del “ponte del Catolfi”, nel comune di Laterina.

STAZIONE DI RILEVAMENTO ARN07; all'altezza della confluenza del torrente Ambra nel comune di Montevarchi.

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