Fiume Arno Carta ittica della Provincia d'Arezzo Torna all'Ufficio Pesca

L'invaso di Calcione

Classificazione delle acque - Ciprinidi per tutta la sua estensione.

Superficie massima di regolazione 0.58 km2
Bacino Arno Sottobacino Val di Chiana
Volume di invaso 3.96*106 mc Ente di Gestione Provincia di Arezzo- ENEL

 

Descrizione dell'ambiente - Situato al confine tra le Province di Arezzo e Siena, il Lago del Calcione è uno dei più grandi invasi dell’Italia centrale.

 

Il lago artificiale nasce dalla costruzione di uno sbarramento sul torrente Foenna, in località Calcione di Lucignano (AR), in corrispondenza dell'opera di presa di un vecchio mulino. La diga e la rete di distribuzione a scopo principalmente irriguo sono entrate in esercizio nel 1971.

 

Il bacino è lungo circa 5 km e largo 500 metri; alla massima regolazione la superficie del lago è approssimativamente pari a 0,58 km2. La tabella seguente riassume i principali dati tecnici riferiti all’invaso e alla diga.

 

Negli anni l’invaso si è trasformato in un’area umida di notevole rilievo e nelle sue acque sono presenti consistenti popolazioni di varie specie ittiche.

 

Bacino Fiume Arno Sottobacino Canale della Chiana
Comuni Lucignano (AR), Rapolano Terme (SI) Data campionamenti 27/08/04 24/09/04

 

 

Caratteristiche chimico - fisiche - Mediante polisonda sono stati misurati i principali parametri chimico-fisici lungo la colonna d’acqua durante la campagna di monitoraggio dello svaso effettuato nel periodo settembre-novembre 2004. Lo svaso del bacino artificiale è stato effettuato dal gestore Ente Irriguo Umbro Toscano per permettere l’esecuzione dei lavori di rifacimento delle paratoie dello scarico di fondo della diga. I grafici relativi al profilo verticale di tali parametri sono di seguito riportati.

 

Andamento verticale di temperatura, pH, concentrazione di ossigeno e conducibilità elettrica specifica del L. del Calcione.

 

Dall’andamento della temperatura si può osservare l’omotermia che caratterizza l’intera colonna d’acqua, confermando una circolazione pressoché completa; le temperature risultano comprese all’incirca fra i 24°C e 23°C nel mese di agosto e fra 21°C e 19°C nel mese di settembre passando dalla superficie al fondo.

 

I valori di pH sono leggermente alcalini e variano dalla superficie al fondo fra 7,9 e 7,2 circa nel mese di agosto, mentre nel mese di settembre la basicità degli strati superficiali aumenta, raggiungendo valori di 8,5 circa, che decrescono fino a 7 con l’aumentare della profondità.

 

Le concentrazioni di ossigeno disciolto relative al mese di agosto indicano la buona ossigenazione dei primi 4 metri d’acqua, in cui l’ossigeno ha concentrazioni comprese fra 6,5 e 5,75 mg/l, corrispondenti a percentuali di saturazione del 70-80%, per poi calare progressivamente fino alla concentrazione di circa 1,5 mg/l, corrispondente al 18% di saturazione, in prossimità del fondo a 5,6 metri di profondità. Nonostante questo calo della concentrazione di ossigeno in prossimità del fondo, l’intera colonna d’acqua si mantiene in discrete condizioni ossiche, consentendo il buon mantenimento di tutte le specie ittiche presenti, ivi comprese le più esigenti come il pesce persico. I dati relativi all’ossigenazione di settembre delle acque mostrano che lo strato che permette il benessere dei pesci di maggior pregio e più sensibili ai cali di ossigeno è limitato al primo metro e mezzo, al disotto del quale la concentrazione cala progressivamente sino ad attestarsi intorno ad 1,5 mg/l in prossimità dei 3 metri. Tale concentrazione di ossigeno permette comunque la sopravvivenza delle specie meno sensibili, quali carpa e scardola.

 

I valori di conducibilità elettrica specifica risultano abbastanza omogenei lungo tutta la colonna, mostrando un leggero incremento da agosto a settembre, tuttavia bassi rispetto agli altri invasi esaminati.

 

 

Stato trofico - In corrispondenza del campionamento del 27/08/04 sono stati inoltre prelevati campioni di acqua per la determinazione delle concentrazioni dei nutrienti utili alla definizione dello stato trofico del lago. I dati sono riportati nel seguente prospetto.

 

Azoto nitroso

(mg NO2/l)

Azoto nitrico

(mg NO3/l)

P tot

(mg P/l)

Azoto ammoniacale

(mg NH4/l)

N tot

(mg N/l)

Superficie

<2

<10

27

28

4500

Fondo

<2

<10

57

55

3600

 

 

Concentrazione dei nutrienti - I valori di concentrazione dei nutrienti, e in particolare del fosforo, indicano che il lago versa in una condizione di mesotrofia. Nello specifico, dall’applicazione del metodo probabilistico della classificazione OECD è emerso che il bacino in esame risulta mesotrofo con una probabilità del 51% ed eutrofo con una probabilità del 41%. I composti tossici dell’azoto (nitriti e ammoniaca) sono presenti in concentrazioni particolarmente basse e quindi innocue per la sopravvivenza della comunità biotica, mentre il livello di azoto organico è risultato decisamente elevato, indicando un accumulo consistente di materia organica da degradare.

 

Classificazione dello stato trofico del Lago del Calcione in funzione della concentrazione di fosforo totale (OECD).

 

 

Fauna ittica - Il popolamento ittico riscontrato nel lago è risultato nel complesso piuttosto modesto e decisamente al di sotto delle aspettative, che si basavano su informazioni locali. È molto probabile che un’importante quota della biomassa ittica presente nel lago abbia sentito il forte richiamo dell’acqua in uscita e l’abbia seguita. Si tratta di un comportamento comune e ben noto, espresso da quasi tutti i pesci d’acqua dolce, ed osservato anche dai gestori degli invasi nei momenti di piena, in cui si attivano gli sfioratori, e sui quali si possono osservare molti pesci che seguendo il flusso idrico vanno verso valle. La portata di circa 1m3/s in uscita ha rappresentato un’opportunità per molti pesci di spostarsi verso valle, raggiungendo presumibilmente il Fiume Arno, cui sarebbero comunque stati destinati se catturati con elettropesca.

 

Contestualmente alle attività di rimozione parziale della biomassa concomitanti alle operazioni di svaso sopraccitate, è stata definita la composizione del popolamento ittico presente nel bacino, i cui risultati sono riportati nella tabella seguente.

 

 

7-8 settembre 2004

22 ottobre 2004

Specie

Adulti

Giovani

Adulti

Giovani

Carpa

+++

-

++

-

Scardola

+++

++

+++

+

Rovella

++

-

-

-

Persico reale

+++

++++

+++

++++

Persico sole

+++

+++

++++

+++

Persico trota

+++

+++

+++

+++

Luccio

+++

+++

+++

+++

Tinca

++

-

++

-

Anguilla

++

-

++

-

Alborella

++

-

-

-

Gardon

-

-

-

++

Legenda:

 

 

 

 

+ raro/occasionale

++ scarso

+++ comune

++++ abbondante

+++++ molto abbondante/dominante

 

Esemplare di carpa a specchi (Cyprinus carpio) dell’invaso di Calcione.

 

Esemplare di tinca (Tinca tinca) dell’invaso di Calcione.

 

Esemplare di luccio (Esox lucius) dell’invaso di Calcione.

 

 

VOCAZIONE ITTICA POTENZIALE -  L’invaso del Calcione, per le sue caratteristiche morfologiche e chimico-fisiche, mostra una vocazione ittica potenziale MISTA A CIPRINIDI E PERCIDI in egual misura.

 

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