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Descrizione
dell'ambiente -
Il torrente Faella nasce dalla catena del Pratomagno a 867 m
s.l.m., fra il Monte Cocollo ed il Poggio Montrago; è
affluente di destra del fiume Arno in cui confluisce presso
Figline Valdarno. Il corso del torrente è impetuoso ed erto
nella parte montana con piccole cascate e rapide; nella sua
porzione valliva, il Faella ha subito interventi antropici
come costruzione di argini e ripulitura dell’alveo. In questo
tratto il torrente è spesso soggetto a forti magre estive che
ne provocano il totale inaridimento.
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Fauna
ittica -
Nel tratto superiore del torrente si riscontra il classico
habitat superiore della trota. Nel corso d’acqua, si osservano
individui di trota fario, a volte associati al vairone. Nel
tratto di pianura, fino all’abitato di Faella, si incontra il
tratto inferiore della trota, dove si rinviene durante tutto
l’arco dell’anno il salmonide, la cui preponderanza numerica
si riduce a favore di Ciprinidi reofili; purtroppo, il tratto
è spesso soggetto a prosciugarsi durante l’estate e durante il
nostro campionamento non è stata riscontrata la presenza di
nessun esemplare di fauna ittica. Inoltre, sembra che il
torrente venga periodicamente interessato da fenomeni di
inquinamento conseguenti ad operazioni industriali per la
produzione di olio. Il restante tratto, fino alla foce in
Arno, ha le caratteri-stiche della zona inferiore del barbo,
ma la porzione compresa nel territorio della Provincia di
Arezzo risulta molto esigua e di scarsa importanza ai fini
della pesca sportiva. Il Torrente Faella riveste una certa
importanza soltanto per il suo tratto montano (zona superiore
della trota), area dove la presenza del salmonide può essere
mantenuta soltanto effettuando periodiche semine di avannotti.
Il grafico di seguito riportato illustra la localizzazione
della stazione di campionamento.
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Collocazione della stazione indagata
durante i campionamenti ittici. |
Durante il campionamento
effettuato il
21/07/2004, nonostante
la scarsa portata di acqua,
è stata osservata la presenza di
numerosi avannotti di vairone e di piccoli granchi di fiume.
In tali condizioni si è convenuto di non usare
l'elettrostorditore per non danneggiare il novellame.
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Esemplare di vairone (Telestes
muticellus). |
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