|
Famiglia
- Gobidi.
Distribuzione geografica
- In Italia la specie è autoctona ed endemica. La sua
diffusione è limitata ad alcune zone di Toscana, Umbria e
Lazio settentrionale.
Aspetto del corpo
- Il ghiozzo etrusco ha corpo allungato, ricoperto di squame
ctenoidi assenti nell’area anteriore all’attaccatura della
prima pinna dorsale. La testa è grande e tozza con occhi
piccoli, sporgenti dal profilo dorsale del capo, le zone
opercolari sono arrotondate e sporgenti. Sul capo i canali
mucosi della linea laterale sono presenti e facilmente
osservabili. La bocca è grande, obliqua, con spesse labbra e
posta in posizione terminale. La mandibola è lievemente
prominente e le labbra sono spesse e carnose. Le mascelle sono
provviste di piccoli denti robusti, conici e disposti in
serie. Nello scheletro sono presenti da 30 a 32 vertebre. La
prima pinna dorsale, formata da sei raggi spiniformi, è
separata dalla seconda da un breve spazio; la seconda pinna
dorsale presenta un raggio spiniforme e da 11 a 13 raggi
molli. La pinna anale è formata da un raggio spiniforme e da 6
a 8 raggi molli. La pinna caudale ha margine arrotondato e le
pinne pettorali sono ben sviluppate. La colorazione di fondo
della livrea è scura o bruno chiara, sfumata gradatamente
verso il ventre che è biancastro. Osservando gli esemplari
dall’alto, sul dorso si notano cinque fasce brune disposte a
sella. La parte superiore della testa e del dorso sono
marmoreggiate di nero o bruno mentre sull'opercolo è più o
meno visibile una macchia scura. Alla base della pinna caudale
è presente una banda scura e le pinne dorsali mostrano bande
orizzontali grigio chiaro alternate a fasce grigio scuro. La
prima pinna dorsale ha il bordo superiore di colore giallo
arancio e nel maschio è presente una macchia ocellare. Durante
il periodo di frega i maschi dominanti assumono una
colorazione molto scura e tinte più accese.
Dimensioni
- La taglia è piccola, la lunghezza totale massima dei maschi
supera di poco i 10 cm, mentre le femmine sono leggermente più
piccole.
Biologia riproduttiva
- La maturità sessuale viene raggiunta alla fine del primo
anno di vita. La stagione riproduttiva si svolge in primavera
da maggio a giugno, quando la temperatura dell'acqua è
compresa tra i 15 e i 18 °C. Il maschio è territoriale,
difende un rifugio, utilizzato come nido e scavato sotto un
sasso, da tutti i potenziali rivali. Le tane sono situate ad
una profondità compresa tra i 25 ed i 70 cm. La riproduzione è
preceduta da un rituale di corteggiamento, durante il quale il
maschio produce suoni. Dopo l’ingresso nella tana, la femmina
si ribalta ed aderisce alla volta con il disco pelvico,
iniziando la deposizione subito seguita dalla fecondazione da
parte del maschio. L’emissione delle uova avviene a più
riprese, con brevi pause durante le quali la femmina esce dal
nido. Il maschio corteggia ogni femmina che entra nel suo
territorio, spingendola ad entrare nella tana per deporre le
uova. Nei nidi sono state contate fino ad oltre 1500 uova, a
stadi di sviluppo diversi. Ogni femmina depone da 100 a 200
uova. Le uova aderiscono alla volta del nido mediante un
peduncolo adesivo. Il maschio sorveglia il nido fino alla
schiusa delle uova, provvedendo a pulire ed ossigenare la
covata. La nascita delle larve avviene dopo circa 15 - 17
giorni ad una temperatura di 22 - 23 °C. Alla schiusa le larve
misurano da 2,2 a 2,3 mm e svolgono vita pelagica per alcuni
giorni. Al riassorbimento del sacco vitellino, gli avannotti
misurano circa 6 mm e conducono vita bentonica come gli
adulti.
Comportamento e abitudini alimentari
- Ha abitudini sedentarie e territoriali, tende a stazionare
in tane scavate sotto alle pietre, compiendo soltanto brevi
spostamenti. La specie richiede acque di buona qualità, ha
bassa tolleranza a qualunque forma d’inquinamento e di
alterazione antropica. Per questo motivo la specie, che
rappresenta un buon indicatore biologico, è scomparsa in molte
stazioni appenniniche in cui viveva. Le informazioni
disponibili sulla dieta del ghiozzo etrusco sono scarse.
L’alimentazione è spiccatamente carnivora, comprende insetti
come larve di chironomidi, tricotteri, ninfe e neanidi di
efemerotteri, crostacei gammaridi e cladoceri, vermi
oligocheti. Le forme giovanili si alimentano di organismi
planctonici come dafnie, crostacei copepodi e rotiferi.
Habitat
- Strettamente legato a fondali ciottolosi, acque limpide e
bene ossigenate. Il ghiozzo etrusco popola fiumi e torrenti,
fino ad una quota di circa 650 m. Nei fiumi si stabilisce nei
tratti poco profondi e a corrente moderata, con letto fangoso
frammisto a sabbia, ciottoli e ghiaia. Nei torrenti si
rinviene fino alla zona inferiore della trota, habitat dove
vive associato al vairone ed al barbo tiberino, colonizza le
buche tra i sassi ed i ghiareti non soggetti a forti correnti.
 |
|
Campionamento
del ghiozzo etrusco in provincia di Arezzo. |
|