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A differenza di quanto effettuato
per le acque correnti, il prelievo di campioni per lo studio
del popolamento ittico nei bacini lacustri della Provincia di
Arezzo è stato eseguito mediante l’uso di reti. Nei laghi,
infatti, l’elettropesca risulta efficace soltanto presso le
rive, dove l’acqua è bassa, mentre in acque aperte la
profondità determina una dispersione di corrente tale da
annullare completamente l’efficacia di tale metodica.
L’utilizzo delle reti consente invece di catturare pesci in
ambienti ampi e profondi come i laghi. Sono state utilizzate
reti sia galleggianti che affondanti, calate all’imbrunire e
salpate il giorno seguente, esercitando l’azione di cattura
durante la notte. La tipologia di rete usata è varia: sono
state usate sia reti monomaglia, multimaglia, sia semplici che
tramagli. Questi ultimi sono costituiti da tre tele
rettangolari l’una affiancata strettamente all’altra, con
quella intermedia a maglie molto strette e quelle esterne a
maglie molto larghe; superiormente portano dei galleggianti
mentre sul bordo inferiore sono appesantiti grazie
all’inserimento di piombini.
Ad eccezione del tramaglio, le
tipologie di rete utilizzate rientrano nella categoria delle
reti branchiali o gill nets. Per ottenere un buon
rappresentativo (giovani e adulti di una specie, specie
piccole e grosse) e superare i limiti di selettività imposti
dal metodo stesso, è utile adoperare reti branchiali di
diverse misure e maglie (variabili da 10 a 60 mm).
È tuttavia necessario ricordare che le informazioni desumibili
dalla composizione quali-quantitativa del campione raccolto
assumono un significato prettamente indicativo, alla luce dei
limiti di selettività imposti. Pertanto, è chiaro che i
risultati di tali metodiche non sono fedelmente
rappresentativi dell’abbondanza delle diverse specie ittiche e
della struttura delle loro popolazioni, imponendo una
necessaria cautela nell’analisi dei dati.
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Pescata con le reti sul Lago
di Montedoglio |
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