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Accrescimento in
Lunghezza |
Viene stabilita tramite un modello
matematico - in genere quello di von Bertalanffy (Bagenal &
Tesch, 1978) - una relazione tra l’età di un pesce e la sua
lunghezza, utilizzando i dati ricavati dall’esame delle
scaglie. Essa è espressa dalla seguente equazione:
L = Linf (1 – e – k (t –to))
dove:
▪ “L” è la lunghezza del pesce al tempo “t”.
▪ “Linf” è la lunghezza di un pesce ad un’età teoricamente
infinita.
▪ “k” è un parametro di curvatura che misura in pratica la
velocità con cui la curva tende all’asintoto (così un basso
valore di “k” indica una curva “piatta”, tipica di una specie
ad accrescimento lento).
▪ “to” è un parametro di significato puramente matematico che
definisce in teoria l’età alla quale il pesce ha una lunghezza
pari a zero.
L’età sulle scaglie si può individuare grazie al fatto che
esse vengono formate per apposizione successiva di anelli
concentrici; al sopraggiungere dell’inverno, quando la
temperatura è più bassa e la disponibilità di cibo minore, la
crescita dei pesci rallenta, in alcuni casi si arresta, e gli
anelli vengono depositati più vicini l’uno all’atro formando
delle bande di addensamento. Contando il numero di tali bande
si può risalire al numero di inverni che un pesce ha trascorso
e da qui si può calcolare la sua età effettiva.
La relazione lunghezza–età ha una
notevole importanza ai fini gestionali, perché consente la
definizione corretta della misura minima di cattura per una
determinata specie ittica, cioè la lunghezza sotto la quale un
pesce pescato deve essere liberato; il principio alla base di
tale norma è che si deve garantire a tutti i pesci la
possibilità di riprodursi almeno una volta prima di poter
essere trattenuti dopo essere stati pescati, in modo da
garantire un ripopolamento naturale delle acque.
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Esempio di anelli di
crescita in una scaglia di pesce. |
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