Uff. Pesca della Provincia di Arezzo

L'alborella appenninica Alburnus albidus Costa, 1838

Descrizione - Ciprinide di piccola taglia, con lunghezza totale massima di circa 14 cm. Corpo fusiforme, con una gibbosità dorsale più o meno evidente subito dietro la testa; bocca supero-mediana. Pinne normalmente sviluppate; coda forcuta. Questa specie differisce dall’alborella per il muso più arrotondato, la mandibola quasi per nulla prominente, la bocca molto meno obliqua. La retta che passa per l'apice dei premascellari è più bassa, attraversa l'occhio quasi al centro. Inoltre i raggi della pinna anale sono meno numerosi e la statura è più piccola. La livrea ha colore bluastro metallico, scuro sul dorso e nella metà superiore dei fianchi, bianco-argenteo nella metà inferiore e sul ventre. L'occhio è giallastro. Le pinne sono grigie. Le diverse popolazioni differiscono tra loro per vari caratteri, in alcuni casi evidenziando una certa diversità in relazione alle caratteristiche ambientali. Durante la frega i maschi si ricoprono sul dorso, sui fianchi e sulle pinne di piccoli tubercoli nuziali; la base delle pinne pari e dell'anale si colora di giallo-arancio.

Habitat e abitudini - Vive in acque lacustri ed in acque a lenta corrente, la si può ritrovare ad altezze maggiori - anche oltre i 1.000 m - rispetto a quelle ove abitualmente vive l’alborella. Popola il tratto medio e inferiore dei corsi d'acqua dove risulta essere spesso la specie dominante, assieme al cavedano e al barbo. E' presente anche in laghi e stagni, di pianura che situati in zone collinari. Nei laghi di Monticchio (Basilicata) questo ciprinide è pescato soltanto tra aprile e luglio, all'epoca della riproduzione, perché "poi scompare dalla superficie, non ricomparendo che l'anno seguente". Questa caratteristica di vita sembra in relazione con un particolare regime alimentare dell'alborella dei laghi del Vulture, regime che non dovrebbe essere così essenzialmente planctonico come avviene nelle alborelle dei grandi laghi prealpini; ed a ciò si potrebbe attribuire la particolare posizione dell'apparato boccale.

Alimentazione - La dieta, tipicamente da pesce onnivoro, è assai varia e fortemente influenzata dalle stagioni. In inverno le alborelle appenniniche seguono una dieta principalmente detrivora, mentre in primavera predano soprattutto larve d'insetti acquatici e in estate si nutrono quasi esclusivamente di alghe verdi filamentose.

Riproduzione - La riproduzione avviene nella tarda primavera. Le uova, di circa 1,3-1,5 mm di diametro, sono deposte tra i ciottoli del fondo in prossimità delle rive. Nei fiumi Biferno e Saccione (Molise) la fregola inizia a marzo e termina verso la metà di luglio. La specie si ibrida con il cavedano (in particolare nei fiumi Alento, Sinni e Ofanto).

Valore economico - L'alborella appenninica non trova impiego economico, tuttavia viene pescata per essere utilizzata come esca nella cattura di trote e di altri pesci predatori. In alcune località apprezzata come pesce da frittura. Le carni, buone e gustose, sono vendute fresche e in alcune località interne il suo commercio può essere assimilato a quello del latterino.

Distribuzione - In Italia è specie endemica. Italia centrale (Abruzzo) e meridionale (Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria). Non si esclude la sua presenza anche in Toscana, Umbria ed in Lazio.

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