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Descrizione
- Il corpo è fusiforme,
robusto, con il profilo dorsale arcuato e quello ventrale quasi
rettilineo. Il capo è allungato, con muso conico, appuntito.
L'occhio è. La bocca è grande, protrattile ed è munita di due paia
di barbigli. Le labbra sono spesse, il labbro inferiore è coperto di
papille, trilobato, con il lobo mediano maggiormente sviluppato e
separato dal mento da una profonda incisura. La mascella superiore è
prominente. Il corpo è coperto di grandi squame. La linea laterale
ha un andamento quasi orizzontale. La pinna dorsale ha base corta,
con l'ultimo raggio indiviso flessibile ed a margine posteriore
liscio. L'apice della pinna anale raggiunge od oltrepassa
all'indietro il punto d'inserzione della pinna caudale. La pinna
caudale, biloba, mostra un margine con incisura molto marcata. Le
pinne ventrali sono inserite a livello della corrispondenza con la
base della dorsale. La colorazione di fondo del dorso e dei fianchi
è grigio-sabbia, con numerose macchie grigio-brune di media
dimensione irregolarmente distribuite e spesso tra loro confluenti a
formare ampie macchie scure. La pinna dorsale è grigia, le altre
pinne hanno sfumature giallo-aranciate o brunastre. Su tutte le
pinne sono presenti macchie nere, ovali e allungate, di piccole e
medie dimensioni. I barbigli sono di color bruno o rossastro. Il
peritoneo è nero. Il colore dell'iride è giallo. Lunghezza massima
40 cm; non supera però in genere i 20-22 cm, con un peso
corrispondente di circa 200 g. |
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Habitat
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Il barbo canino popola zone di fiume più a monte rispetto al barbo
comune ed è più frequente nei corpi d'acqua di minore portata. La
specie è tipica del tratto pedemontano o collinare, in particolare
tra 100 e 300 m sul livello del mare. Vive in acque dal corso
veloce, preferibilmente limpide e ben ossigenate, con temperatura
compresa tra 16 e 20 °C, dal fondo sabbioso, sassoso o ghiaioso con
pietre e massi, al di sotto dei quali suole rifugiarsi. B. caninus
non sopravvive a temperature superiori ai 24 °C. |
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Alimentazione
e abitudini
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Come nel caso del barbo comune, anche il barbo canino è strettamente
gregario e vive in grossi branchi. Questo barbo tende a localizzarsi
in tratti relativamente limitati, tanto che spesso la sua
distribuzione appare frammentata. Condivide di regola il proprio
habitat con le trote, la sanguinerola, il vairone e lo scazzone. Nei
corsi d'acqua di maggiori dimensioni può talora essere associato al
barbo comune. Questo ciprinide trascorre l'inverno in uno stato di
ridotta latenza, in piccoli gruppi che si raccolgono tra gli
anfratti delle rive o sotto pietre del fondo. Buon nuotatore, si
muove sempre sul fondo dove ricerca il proprio cibo. Il regime
alimentare del barbo canino, rispetto a quello del barbo italico, è
più orientato su di una dieta a base di invertebrati, non avendo la
tendenza a nutrirsi di detriti vegetali per le caratteristiche
tipiche del proprio habitat. La dieta è quindi prettamente carnivora
e comprende larve d’insetti acquatici, crostacei e anellidi.
Particolarmente predate sono le larve di efemerotteri e di ditteri
(chironomidi, simulidi ed altri). |
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Riproduzione
- La maturità sessuale viene
raggiunta a un anno di vita dai maschi e a 2 anni dalle femmine. La
frega si svolge tra la seconda metà di maggio e la prima metà di
luglio. La fecondità delle femmine varia tra le 1600 e le 5700 a
seconda dell’età e delle dimensioni. Le uova sono deposte in acque
basse, tra i ciottoli del fondo. I branchi in frega attuano
migrazioni verso monte, per raggiungere i quartieri di riproduzione
situati su fondali ghiaiosi, sabbiosi o sassosi, poco profondi, ove
vengono deposte le uova. Il barbo canino è una specie a riproduzione
multipla. Le uova nelle ovaie delle femmine in età riproduttiva sono
in stati diversi di sviluppo, generalmente da due a quattro, per
questo la frega può avvenire a più riprese. La strategia di multiple
deposizioni deve essere interpretata come un adattamento alla
variabilità del regime idrico dei bacini in cui la specie è diffusa. |
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Valore
economico - Specie priva di
interesse commerciale. Le carni del barbo canino sono piuttosto
scadenti e di conseguenza questa specie è poco stimata dal punto di
vista alimentare. Occasionalmente viene commercializzato fresco o
refrigerato. Il barbo canino è specie endemica del distretto
Padano-Veneto, pertanto presenta un notevole valore scientifico e
faunistico. |
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Distribuzione
- Acque dolci dell'Italia settentrionale e centrale. In Italia la
specie è autoctona. Il barbo canino è originario del distretto
Padano-Veneto, ma è stato introdotto in molti fiumi dell'Italia
Centrale |
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