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Descrizione
- Corpo slanciato con bocca
ventrale. 4 barbigli sul labbro superiore. Profilo ventrale quasi
rettilineo, dorso appena arcuato. I raggi più lunghi della pinna
dorsale e della pinna anale sono ossificati con l'orlo posteriore
dentellato. Colorazione dorsale variabile da bruno-verde a
verde-nerastro, lati sfumati, ventre bianco, spesso con riflessi
rossastri. Talvolta questi animali possono presentare una tinta
giallastra chiara (Barbo dorato). Tutte le pinne sono
grigio-verdastre con leggera tonalità rossastra che aumenta verso il
margine esterno. Lunghezza fino a 90 cm. Nella stagione della
riproduzione i maschi si ricoprono di tubercoli nuziali biancastri,
disposti in file longitudinali sul capo e sul dorso. La sottospecie
che vive nel fiume Dnieper può raggiungere i 16 kg. |
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Habitat
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Corso medio dei fiumi aventi acque limpide e corrente veloce (zona
del barbo). |
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Alimentazione
e abitudini
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Il barbo europeo è un pesce legato al fondale dei fiumi con acque
chiare, correnti e ben ossigenate dove si trattiene di preferenza.
La specie è gregaria. I branchi di giorno si rimangono nascosti tra
le asperità del fondale, dove la corrente è più forte, spesso vicino
a cascate e cascatelle o presso le estremità dei moli. Al tramonto i
barbi diventano più attivi e, durante le ore notturne, si disperdono
per la caccia al cibo. I giovani barbi europei si cibano di insetti,
vermi, uova di pesce e detriti vegetali. Gli adulti, che hanno
abitudini notevolmente più aggressive dei barbi italici, tendono a
diventare ittiofagi catturando anche piccoli pesci. In molte zone
dell'Europa centro orientale vengono catturati a spinning, pescando
con piccoli cucchiaini rotanti. In alcune zone dell'Europa orientale
questi pesci si nutrono anche dei resti animali presenti nelle acque
di scarico dei macelli. Trascorrono l'inverno in una sorta di
letargo, in piccoli gruppi che si raccolgono nei tratti più profondi
dei fiumi, nelle buche che si aprono nelle rive o sotto pietre,
fascine, ecc. |
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Riproduzione
- Il barbo europeo raggiunge
la maturità a 4-5 anni. La risalita a scopo riproduttivo avviene in
grandi sciami. Dopo aver formato branchi, risalgono la corrente in
cerca di fondali ghiaiosi o pietrosi dove ha luogo la deposizione.
Le femmine depongono 3.000-6.000 uova. Quelle della razza più
grossa, che vive nel Dnieper, arrivano fino a 15.000-32.000 uova. Le
uova sono giallastre, misurano 2 mm di diametro e rimangono
attaccate alle pietre. Dopo breve tempo la corrente le stacca,
facendole cadere fra i sassi, dove schiudono dopo 10-15 giorni.
Quando il sacco vitellino è consumato fino in fondo, i piccoli
cominciano a muoversi e a cibarsi dei microinvertebrati del fondo. |
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Valore
economico - Ha soltanto
piccola importanza commerciale, sebbene spesso grosse partite ne
vengano catturate durante le migrazioni a scopo riproduttivo. In
alcune località è molto pregiato. La carne è molto ricca di spine,
ma gustosa, soprattutto quando il pesce è grosso o molto piccolo. In
alcune regioni le uova sono velenose e causano diarrea e vomito, per
tale motivo venivano usate come vomitivo popolare. Si cucina come
gli altri barbi. |
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Distribuzione
- La specie è stata recentemente introdotta, con acclimatazione, in
acque dolci dell'Italia settentrionale e centrale. |
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