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Descrizione
- Pur essendo molto simile al
carassio ed al pesce rosso, C. gibelio si distingue dalle
specie congeneri per la costante presenza di un maggior numero di
branchiospine. Questo carattere lo rende immediatamente
riconoscibile dal carassio. Rispetto al pesce rosso, oltre il numero
di branchiospine leggermente maggiore, mostra un profilo dorsale
meno arrotondato e pinne dorsale ed anale più lunghe. Il corpo è
moderatamente più compresso. Durante il periodo della riproduzione,
i maschi presentano tubercoli nuziali su gli opercoli e, talvolta,
sulla porzione anteriore delle pinne pettorali. |
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Habitat e
abitudini
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Molti aspetti dell'ecologia e del ciclo biologico della carpa di
Prussia sono simili a quelli del carassio. Predilige le acque a
corso lento o stagnanti, ricche di vegetazione, specialmente i laghi
con rive paludose o i bracci morti dei grandi fiumi. La specie si
trova anche in piccoli stagni, pantani, paludi e torbiere. C.
gibelio è gregario e bentonico, i branchi si spostano sul fondo
alla ricerca del cibo. Durante il periodo invernale si infossa nel
substrato in una sorta di letargo. In questo stato, sembra che possa
sopravvivere anche a temperature bassissime. |
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Alimentazione
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La dieta comprende sia invertebrati acquatici, ricercati
prevalentemente sul fondo, che una notevole quantità di piante
acquatiche e detriti organici. |
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Riproduzione
- Si svolge con le stesse
modalità delle altre specie del genere. La carpa di Prussia è un
ciprinide fitofilo, da maggio alla fine di giugno, si riunisce in
branchi per raggiungere zone di bassa profondità, ricche di
vegetazione sommersa, dove si svolge la frega. Le uova aderiscono
alle piante, tramite dei filamenti adesivi presenti sulla membrana
citoplasmatica. C. gibelio può ibridarsi con le altre specie
di carassio e con la carpa. |
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Valore
economico - Specie priva di
interesse nel settore alimentare; è invece comunemente
commercializzata come specie ornamentale. Carni insipide, ricche di
lische, che in Italia non vengono consumate. |
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Distribuzione
- Nelle acque naturali italiane, dove è stato immesso di proposito o
giunto accidentalmente, risulta diffuso un po' ovunque, in alcuni
casi in modo infestante. |
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