Uff. Pesca della Provincia di Arezzo

La Carpa testagrossa Hypophtalmichthys molitrix Valenciennes, 1844

Descrizione - Il corpo è allungato, ovaliforme, compresso lateralmente, è piuttosto sviluppato. La testa è grande, larga e appiattita. La bocca è ampia, priva di barbigli, situata in posizione supera, obliqua e diretta verso l'alto. Gli occhi sono piccoli, situati in basso, con il margine inferiore al di sotto del livello dell'angolo della bocca. Le squame sono molto piccole. Sul ventre è presente una carena che si origina a livello dell'ano e termina presso l'origine delle pinne ventrali. La pinna dorsale, che si origina posteriormente alla base delle pinne ventrali, ha base corta e margine dritto. La pinna caudale è biloba, con gli apici dei lobi appuntiti e margine marcatamente inciso. Il colore di fondo della livrea è variabile a seconda dell'habitat, può essere verdastra, bruno giallastra o verde brunastra più o meno scura, con riflessi argentei, più chiara sui fianchi e sul ventre. Le pinne sono bianco-giallastre, quasi trasparenti. La taglia è grande: lunghezza massima oltre 100 cm, con un peso di alcune decine di chilogrammi.

Habitat - Vive in acque a corso lento o stagnanti (fiumi, laghi, stagni) con fondo ricco di vegetazione, può essere presente e prosperare in bacini altamente eutrofizzati.

Alimentazione e abitudini - La specie è fortemente gregaria, i branchi si spostano alla ricerca di banchi di plancton seguendo i ritmi stagionali e diuturni dei microrganismi. Generalmente questi pesci non si avvicinano alle sponde dei bacini dove vivono, preferendo trattenersi in acque libere. In estate si muovono sotto il pelo dell'acqua, spiccando sovente dei balzi spettacolari che consentono di localizzare facilmente il branco. In inverno entrano in latenza, radunandosi in gruppi nelle parti più profonde e riparate del bacino. La dieta della carpa argentata è costituita prevalentemente da fitoplancton, che raccoglie filtrando l'acqua attraverso le branchiospine. Questa specie viene spesso allevata in policoltura assieme alle altre carpe "cinesi".

Riproduzione - Tranne che in casi eccezionali, questa specie non si riproduce spontaneamente al di fuori del proprio areale naturale. Negli ambienti di origine a tarda primavera i riproduttori risalgono i fiumi per deporre le uova pelagiche che schiudono mentre scendono a valle. Le uova sono piuttosto grosse e ogni femmina ne depone alcune centinaia di migliaia. A scopi ittiogenici, in Europa si ricorre alla riproduzione artificiale.

Valore economico - Specie priva, in Italia, d’interesse commerciale nell'Europa occidentale, ma apprezzata e venduta regolarmente nei mercati dell'Europa orientale. Le carni sono discrete e vengono esportate fresche (refrigerate) da alcuni paesi dell'Europa orientale. La piscicoltura viene attivamente praticata soprattutto in Cina, ove riveste notevole importanza, in associazione (policoltura) con altri pesci, in particolare la carpa erbivora, la carpa argentata e la carpa comune.

Distribuzione - La specie è originaria della Cina meridionale. In Italia la specie è alloctona: introdotta dapprima in piccoli specchi d'acqua utilizzati per la pesca sportiva, la carpa argentata è stata poi rinvenuta anche in alcuni corsi d'acqua naturali, soprattutto nella Pianura Padana ed in Toscana.

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