Uff. Pesca della Provincia di Arezzo

La Carpa testagrossa Hypophtalmichthys nobilis Richardson, 1845

Descrizione - Il corpo, leggermente allungato, è ovale e compresso. La testa appare grande. Gli occhi sono in piccoli, situati a livello dell'angolo della bocca, e separati fra loro da un ampio spazio interorbitale. La bocca, priva di barbigli, è rivolta verso l'alto. La linea laterale segue il profilo del margine ventrale del corpo dalla base della coda all'apice della pettorale, poi si incurva verso l'alto fino a raggiungere il margine superiore dell'opercolo. La carena ventrale è giunge solo fino alla base delle pinne ventrali. La pinna dorsale ha base corta e margine pressoché dritto. La pinna caudale è biloba, con apici appuntiti e margine marcatamente inciso. La colorazione è molto simile a quella della carpa argentata, con le tonalità verdi che sembrano prevalere su quelle brune, sul corpo sono presenti macchie irregolari brune, più o meno evidenti. Le pinne sono chiare, giallastre, brunastre o bruno verdastre. La lunghezza e il peso degli adulti, possono arrivare rispettivamente, sino a 100-200 cm e superare i 50 kg.

Habitat - Vive in acque a corso lento o stagnanti (fiumi, laghi, stagni) con fondo ricco di vegetazione, può essere presente e prosperare in bacini altamente eutrofizzati.

Alimentazione e abitudini - L'ecologia di questa specie è simile a quella della carpa argentata, anche se predilige acque più calde. La specie è fortemente gregaria, i branchi si spostano alla ricerca di banchi di plancton seguendo i ritmi stagionali e diuturni dei microrganismi. Generalmente questi pesci non si avvicinano alle sponde dei bacini dove vivono, preferendo trattenersi in acque libere. In estate si muovono sotto il pelo dell'acqua, spiccando spesso dei balzi spettacolari che consentono di localizzare facilmente il branco. In inverno entrano in latenza, radunandosi in gruppi nelle parti più profonde e riparate del bacino. La specie è strettamente vegetariana, si alimenta di alghe planctoniche che filtra con il pettine formato dalle branchiospine. Rispetto alla specie affine, la dieta comprende maggiori quantità di zooplancton.

Riproduzione - Tranne che in casi eccezionali, questa specie non si riproduce spontaneamente al di fuori del proprio areale naturale. Negli ambienti di origine a tarda primavera i riproduttori risalgono i fiumi per deporre le uova pelagiche che schiudono mentre scendono a valle. Le uova sono piuttosto grosse, a causa del grande spazio perivitellino, e ogni femmina ne depone alcune centinaia di migliaia. Come per la carpa erbivora, anche per questa specie si ricorre alla riproduzione artificiale.

Valore economico - Specie priva, in Italia, di interesse commerciale nell'Europa occidentale, ma apprezzata e venduta regolarmente nei mercati dell'Europa orientale. Le carni sono discrete e vengono esportate fresche (refrigerate) da alcuni paesi dell'Europa orientale. La piscicoltura viene attivamente praticata soprattutto in Cina, ove riveste notevole importanza, in associazione (policoltura) con altri pesci, in particolare la carpa erbivora, la carpa argentata e la carpa comune.

Distribuzione - La specie è originaria della Cina meridionale. In Italia la specie è alloctona: introdotta dapprima in piccoli specchi d'acqua utilizzati per la pesca sportiva, la carpa argentata è stata poi rinvenuta anche in alcuni corsi d'acqua naturali, soprattutto nella Pianura Padana ed in Toscana.

Uff. Pesca della Provincia di Arezzo