|
Descrizione
- l cavedano etrusco è simile
al cavedano comune, specie con cui è stato spesso confuso, da cui si
differenzia per la struttura tozza del capo e per avere 7 raggi
divisi nella pinna dorsale. Il corpo è fusiforme, a sezione
circolare. Il capo è grande, con diametro oculare è inferiore allo
spazio preorbitale. La bocca è in posizione mediana, in alcuni
esemplari la mascella superiore sopravanza leggermente quella
inferiore. Il peritoneo è di colore variabile, da argenteo a
grigiastro. La livrea è meno variabile che nel cavedano. Il dorso è
di colore verde bruno o grigio bruno, con riflessi metallici. I
fianchi sono bruno giallastri e sfumano verso il ventre giallastro o
bianco giallastro. Le squame sono pigmentate da una fine
punteggiatura nera, centralmente più marcata, che forma una sorta di
reticolo disordinato. Le pinne sono translucide, di colore
giallastro chiaro, più o meno pigmentate di nero lungo i raggi di
sostegno. Le pinne pari possono avere sfumature arancione pallido.
La taglia è medio piccola: la lunghezza degli adulti oscilla dai 9
ai 20 cm. |
|
Habitat
-
Popola corsi d'acqua di medie e piccole dimensioni, poco profondi,
con corrente moderata e fondo a sabbia o ghiaia. Il cavedano etrusco
sembra essere particolarmente frequente alla confluenza tra gli
affluenti ed il corso principale di bacini dove vive. Non si
incontra mai in acque chiuse o stagnanti. |
|
Alimentazione
e abitudini
-
Le informazioni sull'ecologia di L. lucumonis sono scarse. Il
cavedano etrusco è adattato alla vita in ambienti caratterizzati da
forti escursioni stagionali di temperatura e di portata, ha una
maggiore adattabilità termica rispetto al cavedano comune, con il
quale convive. La specie è comunque strettamente legata alle acque
pure, chiare e correnti e tollera malissimo l'inquinamento. Altre
specie con le quali si trova associato, almeno in parte del proprio
habitat, sono la rovella, l'alborella e i barbi italico, canino e
tiberino. La specie è comunque meno gregaria degli altri esponenti
del genere. Onnivoro, i giovani si nutrono di invertebrati acquatici
e gli adulti anche di piccoli pesci. |
|
Riproduzione
- Molto scarse sono le
informazioni sulla biologia riproduttiva. Sembra che la maturità
sessuale sia conseguita al 2° anno e che le gonadi raggiungano il
massimo sviluppo in aprile e giugno. In esemplari raccolti durante
il periodo di frega, ad esempio, si è visto che le femmine avevano
uova del diametro di 1,2-1,4 mm. Questa caratteristica potrebbe
indicare la presenza di una frega policiclica, conforme con
l'imprevedibilità delle condizioni ambientali dei torrenti in cui
vive. La riproduzione ha luogo in acque basse e su fondali sabbiosi
o ghiaiosi. Le uova adesive, vengono deposte sul fondo e aderiscono
al substrato sassoso. |
|
Valore
economico - Nessuno. La specie
è dichiarata vulnerabile dal World Conservation Monitoring Centre.
Il cavedano etrusco è inserito nell'annesso III della Convenzione di
Berna, sulla conservazione della fauna selvatica europea e degli
habitat naturali, come specie minacciata. Per questi motivi, la
Regione Toscana e la Provincia di Arezzo stanno per varare
provvedimenti volti alla protezione della specie da sottoporre anche
alle attenzioni dell'autorità europea competente in materia. |
|
Distribuzione
- Specie endemica italiana. Il cavedano etrusco è esclusivo
dell'Ombrone (presso Campagnatico e Istia, in provincia di
Grosseto), dell'Arno superiore e del tratto del Tevere
corrispondente alla zona a monte di Umbertide (Perugia). |
|
|