Uff. Pesca della Provincia di Arezzo

Il cavedano etrusco o dell'Ombrone Leuciscus lucumonis Bianco, 1983

Descrizione - l cavedano etrusco è simile al cavedano comune, specie con cui è stato spesso confuso, da cui si differenzia per la struttura tozza del capo e per avere 7 raggi divisi nella pinna dorsale. Il corpo è fusiforme, a sezione circolare. Il capo è grande, con diametro oculare è inferiore allo spazio preorbitale. La bocca è in posizione mediana, in alcuni esemplari la mascella superiore sopravanza leggermente quella inferiore. Il peritoneo è di colore variabile, da argenteo a grigiastro. La livrea è meno variabile che nel cavedano. Il dorso è di colore verde bruno o grigio bruno, con riflessi metallici. I fianchi sono bruno giallastri e sfumano verso il ventre giallastro o bianco giallastro. Le squame sono pigmentate da una fine punteggiatura nera, centralmente più marcata, che forma una sorta di reticolo disordinato. Le pinne sono translucide, di colore giallastro chiaro, più o meno pigmentate di nero lungo i raggi di sostegno. Le pinne pari possono avere sfumature arancione pallido. La taglia è medio piccola: la lunghezza degli adulti oscilla dai 9 ai 20 cm.

Habitat - Popola corsi d'acqua di medie e piccole dimensioni, poco profondi, con corrente moderata e fondo a sabbia o ghiaia. Il cavedano etrusco sembra essere particolarmente frequente alla confluenza tra gli affluenti ed il corso principale di bacini dove vive. Non si incontra mai in acque chiuse o stagnanti.

Alimentazione e abitudini - Le informazioni sull'ecologia di L. lucumonis sono scarse. Il cavedano etrusco è adattato alla vita in ambienti caratterizzati da forti escursioni stagionali di temperatura e di portata, ha una maggiore adattabilità termica rispetto al cavedano comune, con il quale convive. La specie è comunque strettamente legata alle acque pure, chiare e correnti e tollera malissimo l'inquinamento. Altre specie con le quali si trova associato, almeno in parte del proprio habitat, sono la rovella, l'alborella e i barbi italico, canino e tiberino. La specie è comunque meno gregaria degli altri esponenti del genere. Onnivoro, i giovani si nutrono di invertebrati acquatici e gli adulti anche di piccoli pesci.

Riproduzione - Molto scarse sono le informazioni sulla biologia riproduttiva. Sembra che la maturità sessuale sia conseguita al 2° anno e che le gonadi raggiungano il massimo sviluppo in aprile e giugno. In esemplari raccolti durante il periodo di frega, ad esempio, si è visto che le femmine avevano uova del diametro di 1,2-1,4 mm. Questa caratteristica potrebbe indicare la presenza di una frega policiclica, conforme con l'imprevedibilità delle condizioni ambientali dei torrenti in cui vive. La riproduzione ha luogo in acque basse e su fondali sabbiosi o ghiaiosi. Le uova adesive, vengono deposte sul fondo e aderiscono al substrato sassoso.

Valore economico - Nessuno. La specie è dichiarata vulnerabile dal World Conservation Monitoring Centre. Il cavedano etrusco è inserito nell'annesso III della Convenzione di Berna, sulla conservazione della fauna selvatica europea e degli habitat naturali, come specie minacciata. Per questi motivi, la Regione Toscana e la Provincia di Arezzo stanno per varare provvedimenti volti alla protezione della specie da sottoporre anche alle attenzioni dell'autorità europea competente in materia.

Distribuzione - Specie endemica italiana. Il cavedano etrusco è esclusivo dell'Ombrone (presso Campagnatico e Istia, in provincia di Grosseto), dell'Arno superiore e del tratto del Tevere corrispondente alla zona a monte di Umbertide (Perugia).

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