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Descrizione
- La specie ha corpo
allungato, compresso lateralmente, con i profili dorsale e ventrale
quasi paralleli. Testa piccola, con profilo anteriore obliquo e muso
conico. La bocca è molto piccole e posta in posizione inferiore,
l’apertura orale presenta tre barbigli per lato, molto brevi e
alquanto ottusi, il terzo paio è il più sviluppato. I denti faringei
sono uniseriati. L'occhio appare piccolo, collocato in alto, vicino
al profilo dorsale della testa. Le narici si aprono vicino
all'occhio. Sotto ciascun occhio è presente una robusta spina
erettile terminante con due punte rivolte all'indietro. La spina è
alloggiata in un solco situato leggermente in avanti rispetto
all'orbita. Le squame sono piccole, tondeggianti, embricate e poco
visibili a causa dell’abbondante presenza di muco. La linea laterale
è incompleta, si estende solo fino alla pinna pettorale. La pinna
dorsale è situata all'incirca al centro della schiena. La pinna
anale è rettangolare, con margine posteriore dritto o lievemente
convesso. Nell’area ascellare delle pinne pettorali, si osserva nei
maschi una particolare formazione anatomica detta “paletta di
Canestrini”. La livrea ha un colore di fondo brunastro più o meno
scuro, progressivamente più chiaro sui fianchi, fino a divenire
bianco giallastro sul ventre. Sui fianchi, dal margine dell’opercolo
alla coda, si notano una serie di grandi macchie scure. Sul dorso
presenti macchiette scure meno appariscenti disposte in serie e
numerose variegature. Le due serie di macchie tendono a fondersi in
due linee longitudinali continue (soprattutto nei maschi in frega),
da cui deriva il nome latino della specie. Un’altra linea molto
evidente si estende dall'occhio alla bocca. tra gli occhi e l'apice
della testa si osserva una banda scura diretta obliquamente. Le
pinne dorsale e caudale sono cosparse di macchioline nere o brune.
Le pinne pettorali, ventrali e anale sono di colore bianco
giallastro. Sul peduncolo caudale, poco prima della base della pinna
caudale, possono essere presenti due macchie nere bene marcate, una
superiore e l'altra inferiore. La taglia è piccola, le femmine
raggiungono una dozzina di cm di lunghezza; i maschi misurano circa
la metà. |
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Habitat e
abitudini
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Il cobite comune ha una notevole valenza ecologica, popola sia i
corsi d'acqua pedemontani sia i lenti corsi d'acqua di pianura a
fondo melmoso e sabbioso. La specie vive anche nei laghi di maggiori
dimensioni. Nei laghi è abbondate fino a circa 600 m di quota.
L'habitat in cui forma le popolazioni più numerose è costituito dai
corsi d'acqua d'alta pianura a corrente moderata, a cavallo tra la
zona del barbo e quella della carpa. Il cobite comune è fortemente
fotofobo ed ha abitudini notturne. Durante la notte o in condizioni
di scarsa luminosità, il cobite si muove sul fondo alla ricerca del
cibo che viene ricavato ingerendo e filtrando a livello della camera
branchiale i sedimenti, aspirati con la bocca ed espulsi attraverso
gli opercoli. Durante il giorno rimane infossato nel fango,
emergendo solo con la parte superiore della testa. La specie è
stanziale e moderatamente gregaria, in genere forma piccoli gruppi
di 5-10 individui. In situazioni di carenza d’ossigeno, la specie si
è adattata evolvendo un'elevata superficie branchiale e la
possibilità di respirazione intestinale. |
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Alimentazione
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La dieta del cobite si compone di minuscoli invertebrati come
crostacei, rotiferi, larve di insetti, in particolare chironomidi,
piccoli vermi, ecc., di detriti organici e di alghe verdi, che
ricerca sul fondo servendosi dei barbigli. |
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Riproduzione
- In entrambi i sessi la
maturità sessuale viene raggiunta al secondo anno d'età, al quale
corrisponde una lunghezza di 50-60 mm per i maschi e di 65-75 mm per
le femmine. Si riproduce tra aprile e agosto, a seconda delle
caratteristiche bioclimatiche. Le femmine mostrano una maturazione
asincrona dell'ovario, pare siano in grado di effettuare almeno due
cicli di deposizione di uova nella stessa stagione. Durante la frega
il maschio insegue la femmina, stimolandola con il muso sulla testa
e sui fianchi. Durante l'accoppiamento il maschio si attorciglia
alla femmina, la quale risponde deponendo un gruppo di uova che
vengono immediatamente fecondate. Le uova sono adesive, vengono
deposte su erbe, radici e pietre nei pressi delle rive. Il numero di
uova deposte da ogni femmina varia da circa 300 per un esemplare di
70 mm a circa 3500 per uno di 110 mm. Appena deposte le uova
misurano da 1,3 a 1,6 mm di diametro ed hanno una tinta giallastra.
Dopo la fecondazione, le uova ingrossano fino a raggiungere un
diametro di 2,5 mm. Lo sviluppo delle uova richiede 2-3 giorni a
22-25 °C, alla schiusa le larve misurano circa 4 mm. |
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Valore
economico - Specie priva di
interesse commerciale, anche se le sue carni sono buone dal punto di
vista alimentare, potenzialmente utilizzabili per fritture. Viene
commercializzato vivo come pesce da esca e talvolta anche come pesce
d'acquario. |
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Distribuzione
- In Italia la specie è autoctona. Il cobite comune è diffuso in
quasi tutta la penisola, dalla Sicilia sembra scomparso. Non è
presente in Puglia, parte di Basilicata, Calabria e Sardegna. |
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