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Descrizione
- Il ghiozzo etrusco ha corpo
allungato, ricoperto di squame ctenoidi assenti nell’area anteriore
all’attaccatura della prima pinna dorsale. La testa è grande e tozza
con occhi piccoli, sporgenti dal profilo dorsale del capo, le zone
opercolari sono arrotondate e sporgenti. Sul capo i canali mucosi
della linea laterale sono presenti e facilmente osservabili. La
bocca è grande, obliqua, con spesse labbra e posta in posizione
terminale. La mandibola è lievemente prominente e le labbra sono
spesse e carnose. Le mascelle sono provviste di piccoli denti
robusti, conici e disposti in serie. Nello scheletro sono presenti
da 30a 32 vertebre. In serie longitudinale le scaglie in sono da 44
a 49. La prima dorsale, formata da sei raggi spiniformi, è separata
dalla seconda da un breve spazio. La seconda pinna dorsale presenta
un raggio spiniforme e da 11 a 13 raggi molli. La pinna anale è
formata da un raggio spiniforme ed da 6 a otto raggi molli. La pinna
caudale ha margine arrotondato. Le pinne pettorali sono ben
sviluppate. La colorazione di fondo della livrea è scura o bruno
chiara, sfumata gradatamente verso il ventre che è biancastro.
Osservando gli esemplari dall’alto, sul dorso si notano cinque fasce
brune disposte a sella. La parte superiore della testa e del dorso
sono marmoreggiate di nero o bruno. Una macchia scura è più o meno
visibile sull'opercolo. Alla base della pinna caudale è presente una
banda scura. Le pinne dorsali mostrano bande orizzontali grigio
chiaro alternate a fasce grigio scuro. La prima pinna dorsale ha il
bordo superiore di colore giallo arancio. Nella prima pinna dorsale
del maschio è presente una macchia ocellare. Durante il periodo di
frega i maschi dominanti assumono una colorazione molto scura e
tinte più accese. La taglia è piccola, la lunghezza totale massima
dei maschi supera di poco i 10 cm, mentre le femmine sono
leggermente più piccole. |
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Habitat e
abitudini
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La specie è strettamente legata a fondali ciottolosi, acque limpide
e bene ossigenate. Il ghiozzo etrusco popola fiumi e torrenti, fino
ad una quota di circa 650 m. Nei fiumi si stabilisce nei tratti poco
profondi e a corrente moderata, con letto fangoso frammisto a
sabbia, ciottoli e ghiaia. Nei torrenti si rinviene fino alla zona
inferiore della trota, habitat dove vive associato al vairone ed al
barbo tiberino, colonizza le buche tra i sassi ed i ghiareti non
soggetti a forti correnti. Questo ghiozzo ha abitudini sedentarie e
territoriali, tende a stazionare in tane scavate sotto alle pietre,
compiendo soltanto brevi spostamenti. La specie richiede acque di
buona qualità, ha bassa tolleranza a qualunque forma d’inquinamento
e di alterazione antropica, come abbassamento delle falde scavi in
alveo. Per questo motivo la specie, che rappresenta un buon
indicatore biologico, è scomparsa in molte stazioni appenniniche in
cui viveva. |
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Alimentazione
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Le informazioni disponibili sulla dieta del ghiozzo etrusco sono
scarse. L’alimentazione è spiccatamente carnivora, comprende insetti
come larve di chironomidi, tricotteri, ninfe e neanidi di
efemerotteri, crostacei gammaridi e cladoceri, vermi oligocheti. Le
forme giovanili si alimentano di organismi planctonici come dafnie,
crostacei copepodi e rotiferi. |
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Riproduzione
- La maturità sessuale viene
raggiunta alla fine del primo anno di vita. La stagione riproduttiva
si svolge in primavera da maggio a giugno, quando la temperatura
dell'acqua è compresa tra i 15 e i 18 °C. Il maschio è territoriale,
difende un rifugio, utilizzato come nido e scavato sotto un sasso,
da tutti i potenziali rivali. Le tane sono situate ad una profondità
compresa tra i 25 ed i 70 cm. La riproduzione è preceduta da un
rituale di corteggiamento, durante il quale il maschio produce
suoni. Dopo l’ingresso nella tana, la femmina si ribalta ed aderisce
alla volta con il disco pelvico, iniziando la deposizione subito
seguita dalla fecondazione da parte del maschio. L’emissione delle
uova avviene a più riprese, con brevi pause durante le quali la
femmina esce dal nido. Il maschio corteggia ogni femmina che entra
nel suo territorio, spingendola ad entrare nella tana per deporre le
uova. Nei nidi sono state contate fino ad oltre 1500 uova, a stadi
di sviluppo diversi. Ogni femmina depone da 100 a 200 uova. Le uova
aderiscono alla volta del nido mediante un peduncolo adesivo. Il
maschio sorveglia il nido fino alla schiusa delle uova, provvedendo
a pulire ed ossigenare la covata. La nascita delle larve avviene
dopo circa 15 - 17 giorni ad una temperatura di 22 - 23 °C. Alla
schiusa le larve misurano da 2,2 a 2,3 mm e svolgono vita pelagica
per alcuni giorni. Al riassorbimento del sacco vitellino, gli
avannotti misurano circa 6 mm e conducono vita bentonica come gli
adulti. |
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Valore
economico - l ghiozzo etrusco
non ha interesse economico per la pesca sportiva e per il commercio,
mentre riveste un grande interesse ecologico come specie endemica e
come indicatore biologico. Fino al primo dopoguerra era molto
apprezzato come pesce da frittura e veniva catturato con mezzi
illegali, come la forchetta, retini e praticando il prosciugamento
delle piccole buche nei ruscelli. |
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Distribuzione
- In Italia la specie è autoctona ed endemica. La sua diffusione è
limitata ad alcune zone di Toscana, Umbria e Lazio settentrionale. |
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