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Descrizione
- Il persico reale è un pesce
di taglia media con corpo lateralmente compresso, dal profilo
superiore marcatamente arcuato, coperto da squame ctenoidi
profondamente inserite nel derma. La gibbosità dorsale tende ad
accentuarsi con l’età, conferendo un aspetto piuttosto tozzo agli
esemplari più grandi. La testa è grande, in relazione alla bocca
molto ampia, situata in posizione terminale, estesa fino a
raggiungere il margine anteriore dell'occhio. Il muso è breve e
leggermente affusolato. Occhio è in proporzione grande ed ha la
pupilla bordata di giallo. Il preopercolo ha il margine inferiore
formato da circa 20 dentelli. L’opercolo è dotato di una robusta
spina che si prolunga posteriormente. I denti sono piccoli e
numerosi sulle mascelle e sul vomere, mentre sui palatini appaiono
più distanziati. La linea laterale è in posizione dorsale e non
arriva falla pinna caudale, in serie laterale si contano da 57 a 77
squame. La vescica natatoria non è divisa ed è lunga poco meno di
1/3 della lunghezza del corpo. Lo stomaco ha tre appendici
piloriche. Sul dorso sono presenti due pinne contigue. La prima
pinna dorsale è formata da 13 -18 raggi spiniformi, mentre la
seconda presenta da uno a tre raggi spiniformi e i restanti 13 - 15
molli. La pinna caudale è lobata e nettamente incisa, con gli apici
molto evidenti. La pinna anale ha uno o due raggi spiniformi ed i
restanti 7 - 10 molli. La colorazione è molto variabile a seconda
dell'ambiente e dello stato fisiologico dell’esemplare. Di norma il
colore di fondo della livrea è verde oliva o verde azzurro, con
bande scure trasversali. Le pinne pettorali sono di colore giallo
scuro, mentre le ventrali e la pinna anale sono rosso arancio Le
pinne dorsali sono grigiastre come la caudale. Durante il periodo di
frega, la livrea dei maschi ha tonalità più intense. Il persico
reale raggiunge la lunghezza massima di circa 50 cm ed il peso di 3
kg. Dopo l’introduzione nelle acque dolci della Nuova Zelanda,
grazie alle condizioni ambientali particolarmente favorevoli, si
sono registrate catture di persici reali superiori agli otto chili
di peso. |
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Habitat e
abitudini
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La specie ha una grande flessibilità adattativa. Vive in ambienti
diversificati, è presente in laghi e fiumi e s’incontra anche in
acque a bassa salinità. La specie è frequente lungo le coste del mar
Baltico e nei canali della Danimarca. Di preferenza popola bacini
con acque a corrente moderata od assente, a condizione che siano ben
ossigenate e provviste d’abbondante vegetazione sommersa. Il persico
reale staziona di norma a qualche metro di profondità e soltanto
nella stagione invernale raggiunge profondità maggiori, dove la
temperatura si mantiene stabile. La specie predilige i fondali
rocciosi o le aree ricche di tronchi e rami sommersi. L’habitat
ideale non condiziona però la sopravvivenza del persico reale, che
frequenta ugualmente anche fiumi con fondo sabbioso. Questo pesce è
generalmente gregario, tendenza particolarmente accentuata nell’età
giovanile, quando i persici si uniscono a formare branchi di
centinaia d’individui. Gli adulti, in conformità con l’istinto
predatorio della specie, conducono generalmente vita solitaria. I
persici reali non sono legati ad un territorio particolare, spesso
compiono spostamenti su lunghe distanze, cercando aree favorevoli
all’alimentazione ed alla riproduzione. Il persico reale è un
predatore puro che caccia a vista, è attivo nelle ore diurne, e
trascorre le ore d’oscurità in quasi totale stasi restando immobile
sul fondo. |
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Alimentazione
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Gli stadi giovanili si nutrono di zooplancton, ma la tendenza
carnivora ed ittiofaga si manifesta precocemente, quando i piccoli
persici iniziano ad insidiare gli avannoti di ciprinidi presenti nei
sottoriva. Gli adulti predatori molto voraci, divorano giovani
cavedani, triotti, rovelle, alborelle, anfibi e varie specie
d’invertebrati. Le caccie ai branchi d’alborelle si svolgono
frequentemente in gruppo, in tali condizioni non è raro osservare i
piccoli ciprinidi balzare all’unisono fuori dall’acqua, nel vano
tentativo di sottrarsi ai predatori. Il persico reale si ciba molto
volentieri di crostacei, questa sua caratteristica lo configura come
un buon candidato per la lotta biologica al gambero rosso della
Lousiana. |
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Riproduzione
- Il persico reale raggiunge
la maturità sessuale ad un'età di due anni. La frega si svolge a
primavera e si prolunga fino all’estate, da marzo sino a giugno -
luglio. La deposizione avviene in prossimità della riva e si svolge
con modalità collettive. Ogni femmina in frega viene seguita da
numerosi maschi. Le femmine depongono da 16.000 a 44.000 uova, a
secondo della loro taglia. Ogni uovo ha il diametro di circa due
millimetri. Le uova vengono deposte in cordoni che aderiscono al
substrato. Le larve schiudono dopo circa 2 - 3 settimane e misurano
da 4 a 5 mm., dopo il riassorbimento del sacco vitellino, cominciano
a cibarsi di microrganismi planctonici come dafnie, crostacei
copepodi e rotiferi. |
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Valore
economico - Specie di notevole
interesse commerciale, frequentemente importata in Italia
dall'Europa centrale e settentrionale per far fronte alla domanda
dei nostri mercati, spesso superiore alla disponibilità interna di
questo pesce. Le carni saporite, lievemente rosate, molto apprezzate
anche se piuttosto ricche di spine. Per questo motivo il pesce
persico viene commercializzato in filetti. Il pregio fa del pesce
persico di origine nazionale un prodotto meritevole di tutela e
valorizzazione. |
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Distribuzione
- Europa centrale e settentrionale, Asia occidentale. importata, con
acclimatazione, nel bacino dell'Ouse, in quello del Reno ed in
quello del Rodano. In Italia la specie è alloctona, introdotta agli
inizi del secolo ed attualmente è diffusa ed acclimatata nel
settentrione e nei bacini di Arno e Tevere. |
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