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Descrizione
- Il persico trota ha corpo
affusolato, compatto, leggermente compresso ai lati e coperto da
piccole squame ctenoidi. La bocca è molto grande e posta in
posizione terminale. I denti, piccoli e numerosi, sono disposti in
più serie su mascelle, vomere e palatini. La mascella inferiore, più
lunga della superiore, è tanto sviluppata da raggiungere o superare
il margine posteriore dell'occhio. Sulla linea laterale si contano
da 60 a 70 squame. Sono presenti due pinne dorsali unite da una
membrana. La prima dorsale è formata da 9 - 10 raggi spiniformi, la
seconda è più alta e arrotondata ed è composta da 12 a 14 raggi
molli. La pinna anale ha tre raggi spiniformi e gli altri 10 - 12
molli. La pinna caudale ha forma omocerca, è ampia e robusta, con i
due lobi arrotondati. Le pettorali si compongono di 13 - 15 raggi
molli. Le pinne ventrali presentano il primo raggio spiniforme e i
restanti cinque molli. La livrea del persico trota varia a seconda
dell'ambiente e dello stato fisiologico dell’animale. La tinta di
fondo è verde o verde bruno scuro sul dorso, si schiarisce
progressivamente sui fianchi fino a raggiungere la parte ventrale
che è bianca o bianco sporco tendente al giallo. Sui fianchi sono
presenti riflessi argentei ed una banda laterale mediana scura, più
sbiadita negli individui più vecchi rispetto ai giovani. In alcuni
casi la fascia può frammentarsi formando una serie di macchie
irregolari. Ai lati della testa sono osservabili tre bande scure,
estese dagli occhi fino a raggiungere gli opercoli. Le pinne sono
chiaree semitrasparenti, il loro colore varia dal bruno, al giallo
fino al grigio. Le pinne dorsale e tendono a riprendere il colore
del dorso. Nelle nostre acque il persico trota supera solo raramente
i 60 cm ed il peso di 3 - 4 Kg. |
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Habitat e
abitudini
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La specie è tipica di acque ferme od a corso lento, colonizza laghi,
fiumi, stagni e canali. Sopravvive bene anche in fiumi a corrente
più forte, ma si posiziona fuori dal flusso principale della
corrente. Nei fiumi frequenta le zone più riparate, dove trova
alberi sommersi o radici lambite dall'acqua. Nei laghi e negli
stagni predilige i bordi dei canneti, i pontili gli oggetti
galleggianti galleggianti. L’attività del persico trota è fortemente
condizionata dalle variazioni stagionali della temperatura
dell’acqua. All’inizio della primavera si sposta dai quartieri
invernali, situati in acque profonde, per raggiungere zone prossime
alla riva. Da marzo fino alla fine di maggio si trattiene in
prossimità del fondo. Nei mesi più caldi, fino alla fine
dell’estate, staziona sotto il pelo dell’acqua, in bassi fondali, in
vicinanza di canneti e di ostacoli sommersi, predando qualsiasi cosa
che cada in acqua. Al ritorno della stagione fredda, i persici trota
si dirigono verso acque profonde dove trascorrono l’inverno in stato
latente o di minima attività. |
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Alimentazione
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Gli individui giovani si cibano principalmente d’invertebrati, sia
di fondo, sia planctonici, nella dieta sono compresi crostacei
anfipodi, cladoceri e copepodi, larve, dafnie ecc.Gli adulti ed i
subadulti si comportano da voraci predatori, catturano pesci,
anfibi, serpenti acquatici, arvicole, ratti, crostacei ed altri
invertebrati. L'attività alimentare raggiunge l’intensità massima in
estate, riducendosi quasi a zero nei mesi invernali. Il persico
trota rappresenta un esempio di come l’introduzione di fauna
alloctona possa causare gravi danni agli ecosistemi. La specie ha
una particolare predilezione alimentare per gli anfibi, come rane,
salamandre e tritoni. La sua immissione in molti laghetti collinari,
negli stagni e nei canali ha contribuito notevolmente allla
rarefazione di specie come il tritone crestato, il tritone comune,
la salamandra gialla e nera e molte specie di rane. |
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Riproduzione
- il persico trota raggiunge
la maturità sessuale tra i 2 e i 4 anni. Il periodo riproduttivo si
estende da marzo a luglio. La frega si svolge in acque basse, non
più profonde di 100 - 120 cm, con una temperatura dell’acqua
compresa tra i 16 ed i 20 °C. Il maschio è territoriale, una volta
individuata un’area del fondale adatta, la ripulisce dalle alghe e
dai detriti, vi scava una depressione e la difende da tutti i
potenziali rivali. In questo nido la femmina depone le uova, che
sono colore giallo chiaro e hanno il diametro di 1,5 - 1,7 mm. Il
numero di uova che ogni femmina può emettere varia, secondo il peso
corporeo, da un migliaio fino a più di diecimila. Le uova sono
adesive ed aderiscono al substrato. Il maschio sorveglia le uova
fino alla loro schiusa, che si verifica in un periodo di 2 - 5
giorni. Le cure parentali del maschio si estendono anche agli
avannotti, fino al loro definitivo abbandono del nido. |
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Valore
economico - In Italia la
specie non ha interesse commerciale dal punto di vista alimentare, è
saltuariamente presente in piccole quantità sui mercati rivieraschi
dei grandi laghi. Le carni sono molto buone, ricordano molto quelle
del branzino. Viene cucinato arrosto o fritto dopo essere stato
sfilettato. Il persico trota ha un notevole interesse per i
pescatori sportivi. Molte ittiocolture lo allevano per la produzione
d’avannotti da ripopolamento. |
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Distribuzione
- in Italia la specie è alloctona. Originario delle regioni centro orientali del Nord America. Il persico trota è stato introdotto in
quasi tutta Europa. In Italia è acclimatato in buona parte delle
acque lacustri ed in gran parte dei tratti di pianura dei fiumi. |
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