Uff. Pesca della Provincia di Arezzo

Il persico trota o boccalone Micropterus salmoides Lacépède, 1802

Descrizione - Il persico trota ha corpo affusolato, compatto, leggermente compresso ai lati e coperto da piccole squame ctenoidi. La bocca è molto grande e posta in posizione terminale. I denti, piccoli e numerosi, sono disposti in più serie su mascelle, vomere e palatini. La mascella inferiore, più lunga della superiore, è tanto sviluppata da raggiungere o superare il margine posteriore dell'occhio. Sulla linea laterale si contano da 60 a 70 squame. Sono presenti due pinne dorsali unite da una membrana. La prima dorsale è formata da 9 - 10 raggi spiniformi, la seconda è più alta e arrotondata ed è composta da 12 a 14 raggi molli. La pinna anale ha tre raggi spiniformi e gli altri 10 - 12 molli. La pinna caudale ha forma omocerca, è ampia e robusta, con i due lobi arrotondati. Le pettorali si compongono di 13 - 15 raggi molli. Le pinne ventrali presentano il primo raggio spiniforme e i restanti cinque molli. La livrea del persico trota varia a seconda dell'ambiente e dello stato fisiologico dell’animale. La tinta di fondo è verde o verde bruno scuro sul dorso, si schiarisce progressivamente sui fianchi fino a raggiungere la parte ventrale che è bianca o bianco sporco tendente al giallo. Sui fianchi sono presenti riflessi argentei ed una banda laterale mediana scura, più sbiadita negli individui più vecchi rispetto ai giovani. In alcuni casi la fascia può frammentarsi formando una serie di macchie irregolari. Ai lati della testa sono osservabili tre bande scure, estese dagli occhi fino a raggiungere gli opercoli. Le pinne sono chiaree semitrasparenti, il loro colore varia dal bruno, al giallo fino al grigio. Le pinne dorsale e tendono a riprendere il colore del dorso. Nelle nostre acque il persico trota supera solo raramente i 60 cm ed il peso di 3 - 4 Kg.

Habitat e abitudini - La specie è tipica di acque ferme od a corso lento, colonizza laghi, fiumi, stagni e canali. Sopravvive bene anche in fiumi a corrente più forte, ma si posiziona fuori dal flusso principale della corrente. Nei fiumi frequenta le zone più riparate, dove trova alberi sommersi o radici lambite dall'acqua. Nei laghi e negli stagni predilige i bordi dei canneti, i pontili gli oggetti galleggianti galleggianti. L’attività del persico trota è fortemente condizionata dalle variazioni stagionali della temperatura dell’acqua. All’inizio della primavera si sposta dai quartieri invernali, situati in acque profonde, per raggiungere zone prossime alla riva. Da marzo fino alla fine di maggio si trattiene in prossimità del fondo. Nei mesi più caldi, fino alla fine dell’estate, staziona sotto il pelo dell’acqua, in bassi fondali, in vicinanza di canneti e di ostacoli sommersi, predando qualsiasi cosa che cada in acqua. Al ritorno della stagione fredda, i persici trota si dirigono verso acque profonde dove trascorrono l’inverno in stato latente o di minima attività.

Alimentazione - Gli individui giovani si cibano principalmente d’invertebrati, sia di fondo, sia planctonici, nella dieta sono compresi crostacei anfipodi, cladoceri e copepodi, larve, dafnie ecc.Gli adulti ed i subadulti si comportano da voraci predatori, catturano pesci, anfibi, serpenti acquatici, arvicole, ratti, crostacei ed altri invertebrati. L'attività alimentare raggiunge l’intensità massima in estate, riducendosi quasi a zero nei mesi invernali. Il persico trota rappresenta un esempio di come l’introduzione di fauna alloctona possa causare gravi danni agli ecosistemi. La specie ha una particolare predilezione alimentare per gli anfibi, come rane, salamandre e tritoni. La sua immissione in molti laghetti collinari, negli stagni e nei canali ha contribuito notevolmente allla rarefazione di specie come il tritone crestato, il tritone comune, la salamandra gialla e nera e molte specie di rane.

Riproduzione - il persico trota raggiunge la maturità sessuale tra i 2 e i 4 anni. Il periodo riproduttivo si estende da marzo a luglio. La frega si svolge in acque basse, non più profonde di 100 - 120 cm, con una temperatura dell’acqua compresa tra i 16 ed i 20 °C. Il maschio è territoriale, una volta individuata un’area del fondale adatta, la ripulisce dalle alghe e dai detriti, vi scava una depressione e la difende da tutti i potenziali rivali. In questo nido la femmina depone le uova, che sono colore giallo chiaro e hanno il diametro di 1,5 - 1,7 mm. Il numero di uova che ogni femmina può emettere varia, secondo il peso corporeo, da un migliaio fino a più di diecimila. Le uova sono adesive ed aderiscono al substrato. Il maschio sorveglia le uova fino alla loro schiusa, che si verifica in un periodo di 2 - 5 giorni. Le cure parentali del maschio si estendono anche agli avannotti, fino al loro definitivo abbandono del nido.

Valore economico - In Italia la specie non ha interesse commerciale dal punto di vista alimentare, è saltuariamente presente in piccole quantità sui mercati rivieraschi dei grandi laghi. Le carni sono molto buone, ricordano molto quelle del branzino. Viene cucinato arrosto o fritto dopo essere stato sfilettato. Il persico trota ha un notevole interesse per i pescatori sportivi. Molte ittiocolture lo allevano per la produzione d’avannotti da ripopolamento.

Distribuzione - in Italia la specie è alloctona. Originario delle regioni centro orientali del Nord America. Il persico trota è stato introdotto in quasi tutta Europa. In Italia è acclimatato in buona parte delle acque lacustri ed in gran parte dei tratti di pianura dei fiumi.

Uff. Pesca della Provincia di Arezzo