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Descrizione
- Il pesce gatto nero ha corpo
massiccio e robusto, a sezione cilindrica nella parte anteriore e
compresso in quella posteriore. La pelle appare nuda e ricoperta di
muco protettivo. La testa è grande larga e depressa, con occhi
piccoli rispetto alla mole del pesce. La bocca si apre in posizione
inferiore, ed è molto grande. La mascella inferiore è nettamente più
corta di quella dal superiore. Attorno alla bocca sono presenti
quattro paia di barbigli. I due barbigli inseriti agli angoli della
bocca sono tre volte più lunghi del paio situato vicino alle narici
posteriori. La linea laterale ha andamento quasi rettilineo,
soltanto all'estremità anteriore s’incurvatura leggermente verso
l'alto. La pinna dorsale ed è presente una pinna adiposa. La pinna
dorsale e le pettorali presentano un raggio spiniforme accuminato,
molto robusto e sviluppato. Il margine posteriore della pinna
caudale è nettamente inciso. La colore di fondo della livrea è
grigio o grigio azzurro con riflessi argentei sul dorso, leggermente
sfumato verso il ventre bianco. I giovani presentano lungo i fianchi
molte piccole macchie rotonde, che tendono a sbiadire fino a
scomparire del tutto negli esemplari adulti. Non si osserva
dimorfismo sessuale. Il pesce gatto punteggiato raggiunge la
lunghezza di 120 cm e il peso di 25 kg. |
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Habitat e
abitudini
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Nell’area di distribuzione originaria, vive in acque lacustri, in
paludi, stagni e fiumi a corso lento o moderato. Nei grandi fiumi,
come il Mississippi ed il Missouri, tende ad occupare, le acque
basse o relativamente basse, con fondo melmoso ricche d’ostacoli
sommersi e di vegetazione. Il pesce gatto nero predilige acque calde
o temperate, al calare della temperatura tende ad infossarsi nel
fango ed a sospendere ogni attività. Questo pesce tollera bene acque
a basso tenore d’ossigeno, capacità che lo pone in grado di superare
bene il periodo delle magre estive e di sopravvivere in ambienti
degradati e inquinati. La specie è moderatamente fotofoba ed entra
in massima attività durante le ore crepuscolari e notturne, durante
le quali si aggira sul fondo ricercando il cibo con i barbigli
tattili. Si può osservare anche durante il giorno, specialmente in
condizioni di tempo coperto e di torbidità delle acque. |
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Alimentazione
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La dieta del pesce gatto nero comprende elementi vegetali, animali
acquatici, come insetti e loro larve, crostacei, molluschi,
anellidi, uova di pesci e avannotti e detrito organico. Nei primi
mesi di vita, gli avannotti si cibano di microrganismi planctonici,
piccoli invertebrati ed alghe. Nelle nostre acque, la dieta
ittiofaga del pesce gatto nero comprende prevalentemente avannotti
ed uova, causando danni alle popolazioni ittiche autoctone,
specialmente durante il periodo riproduttivo. |
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Riproduzione
- Il pesce gatto nero
raggiunge la maturità sessuale due anni d’età. Il periodo
riproduttivo va tarda primavera all’estate estate, quando la
temperatura dell'acqua raggiunge i 21 - 22 °C. La femmina ripulisce
dalle alghe e dai detriti il fondale e scava una depressione dove,
dopo un breve corteggiamento, depone le uova. Ogni femmina emette da
200 a 4000, a seconda della sua taglia. Le uova sono tenute insieme
da una massa gelatinosa. Entrambi i genitori sorvegliano le uova
fino alla schiusa, provvedendo a tenerle pulite ed ad ossigenarle.
Ad una temperatura dell’acqua superiore ai 20 °C, le larve nascono
dopo 8 - 10 giorni. Dopo il riassorbimento del sacco vitellino, gli
avannotti vivono assieme per alcune settimane, e sono sorvegliati
dal maschio fino alla taglia di 2-3 cm. |
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Valore
economico - La specie ha un
buon interesse commerciale soltanto su alcuni mercati dell'area
padana. Le carni del pesce gatto nero ricordano quelle
dell’anguilla, hanno colore bianco arancio e sono solitamente
ritenute molto gustose. In Emilia Romagna, l'allevamento del pesce
gatto nero produce circa 1.500 tonnellate annue. |
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Distribuzione
- in Italia la specie è alloctona. Originario dell'America
settentrionale, Stati Uniti orientali e Canada sud-orientale. Il
pesce gatto nero è stato introdotto in Italia all’inizio del secolo,
nelle acque del bacino del Po. Attualmente è diffuso, a macchia di
leopardo, in tutto il territorio italiano. |
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