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Descrizione
- La pseudorasbora è pesce di
piccola taglia, con corpo fusiforme e allungato. La testa e piccola
e conica, con bocca piccola, sprovvista di barbigli, e nettamente
rivolta verso l’alto. Le squame hanno dimensioni medie, quelle
dorsali e laterali mostrano una caratteristica e grossa bordatura
posteriore di colore grigio scuro, che determina una evidente
picchiettatura della livrea. La pseudorasbora ha una colorazione di
fondo grigio-bronzeo, sui fianchi presenta una banda laterale scura
con riflessi dorati. Durante la riproduzione i maschi si distinguono
per gli iridescenti riflessi violetti dei capo e la presenza di
grossi tubercoli nuziali. La taglia massima è di circa 9-15 cm, con
un peso di 10 gr. |
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Habitat
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Popola corsi d'acqua di tutte le dimensioni, poco profondi, con
corrente moderata e fondo a sabbia o ghiaia, dove frequenta i
sottoriva ricchi di vegetazione. La pseudorasbora vive anche in
laghi collinari, laghi di fondovalle, fiumi di pianura, risorgive,
fiumi pedemontani. |
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Alimentazione
e abitudini
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Le informazioni sull'ecologia della pseudorasbora sono scarse. Vive
in branchi anche molto numerosi che si nascondono tra la vegetazione
sommersa e salgono spesso a cibarsi in superficie. La pseudorasbora
è un pesce onnivoro, si ciba prevalentemente di detrito organico,
piccoli invertebrati di fondo ed alghe. |
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Riproduzione
- Molto scarse sono le
informazioni sulla biologia riproduttiva. Sembra che la maturità
sessuale sia conseguita al 1-2 anni. La frega avviene nella tarda
primavera in zone con abbondante vegetazione sommersa. La
riproduzione si svolge in grandi gruppi, formati da numerosissimi
individui. Le uova sono piccole ed adesive, vengono emesse in gran
numero dalle femmine vengono abbandonate sulla vegetazione e
schiudono in pochissimi giorni. |
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Valore
economico - Nessuno. Si tratta
di una specie alloctona, originaria dell'Asia orientale, comparsa
recentemente nelle acque dolci italiane frammista a materiale da
ripopolamento di provenienza estera. La sua rapida diffusione e la
sua elevata prolificità sta provocando seri danni all'ittiofauna
autoctona, in particolare alle specie più piccole a cui si
sostituisce. |
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Distribuzione
- specie alloctona originaria dell'Asia orientale è attualmente
presente nei bacini dei fiumi dell’Italia settentrionale, di Toscana
ed Umbria. |
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