|
Descrizione
- Tra tutte le specie del
genere Rutilus, anche se la forma è variabile a seconda
dell'ambiente, il rutilo si distingue per il corpo di sezione ovale
e arcuato sul dorso. Nei piccoli corsi d’acqua appare più affusolato
mentre nei laghi, dove il nutrimento è abbondante, il corpo si fa
più alto e tozzo. La bocca è piccola e quasi orizzontale con
mascella è più lunga della mandibola. i denti faringei sono disposti
di solito su 1 fila. Carattere tipico del rutilo, in grado di
distinguerlo da triotti e rovelle, è il colore rosso degli occhi. Le
pinne ventrali si originano all'altezza del margine superiore della
pinna dorsale. Lungo la linea laterale si contano da 41 a 48. La
livrea del rutilo è di colore variabile dal grigio al blu verde sul
dorso, sui lati appare di colore argento brillante con linea
laterale ben visibile. Le pinne sono di colore rosso di varia
intensità a seconda dell'ambiente. Non si osserva dimorfismo
sessuale. Il rutilo può raggiungere il peso di circa 2,5 chili, ma
la media è di 100-200 g. la massima lunghezza osservata è di 45 cm,
mentre la media degli individui si aggira sui 12-20 cm. Normalmente
il rutilo vive fino a 10 anni o poco più. |
|
Habitat e
abitudini
-
I rutili amano vivere in gruppo, spesso formando branchi di
centinaia d’individui. La specie è molto adattabile, riesce a vivere
in quasi tutti i tipi di acque, dai torrenti fino alla foce
salmastra dei fiumi, colonizza laghi e bacini artificiali e stagni,
questa sua rusticità lo rende capace di sostituire facilmente il
triotto e la rovella negli ambienti dove è stato introdotto.
Normalmente il rutilo è stanziale ma, nei mari poco salati, diventa
anadromo. Le popolazioni marine risalgono parzialmente i fiumi per
la riproduzione. Nella stagione invernale il rutilo vive in acque
profonde, in primavera ed in estate risulta diffuso in ogni strato
d'acqua, sia in senso spaziale che di profondità. |
|
Alimentazione
-
Come tutti i ciprinidi, il rutilo è onnivoro. La componente vegetale
ha un ruolo importante nella dieta del rutilo, si ciba di piante
acquatiche come elodee, lenti di palude, alghe, ecc., anche di
frutti caduti in acqua e di semi. Il rutilo preda attivamente molti
invertebrati, tra cui molluschi, gasteropodi, crostacei, larve di
insetti acquatici ed insetti subaerei. |
|
Riproduzione
- La maturità sessuale è
raggiunta dai 2 ai 3 anni. La frega si svolge in varie riprese, il
periodo è compreso da aprile a giugno, quando la temperatura
dell'acqua sia superiore ai 10 °C. Durante il periodo riproduttivo
entrambi i sessi sfoggiano sul capo e sul dorso piccoli tubercoli.
Per la frega i branchi si spostano in acque non profonde, con
corrente debole ma ossigenata. La specie è molto prolifica rispetto
alle ridotte dimensioni, ogni femmina può deporre fino a centomila
uova. Le uova, di colore giallastro, hanno diametro compreso tra 1,2
e 1,6 mm, sono adesive e, dopo la fecondazione, aderiscono alle
radici sommerse, alle erbe acquatiche o sulla ghiaia dei fondali. Le
larve nascono dopo circa 4-10 giorni ed alla schiusa misurano circa
5 mm. L’introduzione del rutilo può causare gravi conseguenze per la
biodiversità in Italia, appartiene allo stesso genere della rovella
con cui si può ibridare e quindi compromettere l'integrità genetica
della specie autoctona. |
|
Valore
economico - In Italia la
specie è priva d’interesse commerciale mentre, nell’Europa centrale
ed orientale viene regolarmente venduta nei mercati. Nella cucina
tradizionale di questi paesi, il rutilo viene consumato in zuppe,
fritto ed affumicato. |
|
Distribuzione
- In Italia la specie è alloctoctona. La specie è stenoalina, si
trova anche in acque salate (mari Nero, d'Azov, Caspio), salmastre e
dolci, stagnanti, lacustri e poco correnti, dell'Europa centrale e
in parte settentrionale e dell'Asia centroccidentale e
settentrionale. Recentemente è stato introdotto in molti bacini
dell’Italia centrale e settentrionale, frammisto a materiale da
ripopolamento di provenienza estera. |
|
|