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Descrizione
- La scardola scardafa ha
corpo tozzo e compresso lateralmente. La bocca è piccola, terminale,
obliqua verso l'alto. La nuca è convessa, il dorso appare meno
incurvato che nella scardola europea e tende a formare una linea
diritta. Il corpo è coperto da grandi squame cicloidi. Le squame
ventrali sono carenate nell’area compresa tra le pinne ventrali e
anale. La pinna caudale ha margine posteriore incavato. La livrea di
fondo della scardafa è generalmente verdastro scuro sul dorso, sfuma
gradatamente fino al ventre che appare di color bianco o crema.
L’orlo scuro alla base delle squame è particolarmente evidente sui
fianchi. I fianchi possono avere riflessi argento o dorati. L’occhio
ha l’iride gialla e cosparsa di punti neri. Le pinne inferiori sono
sono semitrasparenti e verdastre. La pinna dorsale e la caudale sono
scure. La scardola scardafa raggiunge circa i 35 centimetri di
lunghezza ed il chilo di peso, ma la media è di circa 15-25 cm e di
200-300 g. |
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Habitat e
abitudini
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La specie è stanziale e gregaria. I branchi frequentano acque
profonde durante l'inverno ed acque superficiali in estate. La
scardafa vive in acque con fondali fangosi ricchi di vegetazione,
sopravvive bene in canali e piccoli stagni. La specie tollera acque
povere d’ossigeno anche moderatamente inquinate. Senza la
concorrenza alimentare e riproduttiva della scardola europea, la
scardafa potrebbe tranquillamente prosperare in tutti gli habitat
compatibili presenti nella sua antica area di distribuzione. |
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Alimentazione
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La specie è onnivora. Nella dieta della scardafa la componente
vegetale è primaria, si alimenta di alghe filamentose, di macrofite
acquatiche e vegetali caduti in acqua. L’alimentazione comprende
anche organismi planctonici, insetti e loro larve, crostacei, e
molluschi. La tendenza a predare uova di pesce ed avannotti è meno
marcata che in scardola europea. La specie può divenire
spiccatamente planctofaga quando, nei laghi più grandi, i branchi
vivono permanentemente in ambiente pelagico. |
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Riproduzione
- La maturità sessuale è verso
i due o tre anni d’età. La frega si svolge da aprile a giugno con
modalità collettive. Durante il periodo della riproduzione i maschi
sfoggiano tubercoli nuziali, sul capo e sulla parte anteriore del
corpo. Le uova hanno un diametro di circa 1-1,5 mm, sono adesive e
vengono deposte su piante sommerse ed alghe. Ogni femmina emette
fino a 100.000 uova. Le larve schiudono dopo alcuni giorni, a
seconda della temperatura dell’acqua. Alla nascita gli avannotti
misurano circa 4 mm, dopo il riassorbimento del sacco vitellino si
portano lungo le sponde dove si alimentano di microrganismi
planctonici e piccole larve d’insetti. |
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Valore
economico - Come la scardola
europea, la specie è priva di interesse commerciale. Le sue carni
basso pregio, hanno numerose lische e spesso prendono un cattivo
sapore se il pesce non viene privato delle interiora prima che le
alghe presenti nel suo intestino si decompongano. Nelle località
rivierasche del Lago Trasimeno veniva ridotta a filetti e cucinata
come i filetti di persico reale. |
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Distribuzione
- In Italia la specie è autoctona. Endemica del distretto distretto
arno tiberino. La specie è in forte pericolo d’estinzione, sembra
scomparsa dal fiume Tevere, dal Lago trasimeno e dal bacino del
fiume Arno. Sembra presente soltant in in alcuni bacini lacustri. |
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