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Descrizione
- Lo scazzone è un pesce di
piccola taglia, con corpo fusiforme che si assottiglia
progressivamente formando un esile peduncolo caudale. La pelle è
quasi totalmente priva di squame, soltanto in corrispondenza della
linea laterale sono osservabili alcune scaglie. Il capo è grande ed
appiattito, con occhi ravvicinati, situati in posizione dorsale
sulla testa. La bocca è grande, con labbra carnose e piccoli denti
disposti in più serie su entrambe le mascelle. Il margine del
preopercolo è armato di una spina corta, robusta ed ottusa. La linea
laterale è completa. Sono presenti due pinne dorsali, sono contigue
e collegate da una membrana. La prima dorsale è formata da 5 - 9
raggi spiniformi, la seconda, più lunga e più alta, da 16 a 18 raggi
molli. La pinna anale si contrappone alla seconda dorsale ed è
formata da 11 a 13 raggi molli. La pinna caudale ha il margine
posteriore convesso. Le pinne pettorali sono molto sviluppate, con
forma hanno un raggio spiniforme e quattro morbidi. Il colore di
fondo della livrea dello scazzone è verdastro, bruno grigio o grigio
giallo sul dorso, sfuma poi gradatamente fino al ventre biancastro. e
Sul dorso e sui fianchi sono presenti marmoreggiature o macchie
scure, che spesso si fondono a formare bande trasversali. Macchie
scure sono disposte in serie trasversali sulle pinne. Durante il
periodo di frega, la livrea presenta tonalità più intense. Lunghezza
massima è di circa 18 cm. |
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Habitat e
abitudini
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La specie è tipica di acque limpide e fresche, con temperature non
superiori a 14 - 16 °C, ben ossigenate e con fondali a ghiaia,
ciottoli o roccia. Nelle zone meridionali della sua area di
distribuzione è tipico dei torrenti montani e dei laghetti d’alta
quota, dove s’incontra fino ad oltre 2.000 m d'altitudine e mai
sotto i 300 metri di quota. Nelle regioni del nord Europa, lo
scazzone popola anche laghi ed acque correnti di pianura e bassa
collina. Purché la temperatura dell’acqua sia compatibile, frequenta
anche acque salmastre, come le coste del Mar Baltico. La specie ha
abitudini sedentarie, e moderatamente gregarie. La sua attività è
massima durante le ore crepuscolari e notturne, mentre durante il
giorno resta rintanato tra gli anfratti del fondo. Lo scazzone è
molto sensibile ad ogni forma d’inquinamento idrico. |
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Alimentazione
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La dieta dello scazzone è esclusivamente carnivora. Si nutre
principalmente d’invertebrati di fondo, solo in pochi casi si è
potuto osservare un comportamento predatorio nei confronti di
avannotti e uova di altre specie. Le componenti dell’alimentazione
dipendono dalle caratteristiche del corso d’acqua in cui vive e
dall’abbondanza relativa di determinati gruppi d’invertebrati.
Normalmente lo scazzome mangia crostacei, larve di insetti, tra cui
predominano ditteri, tricotteri, efemerotteri e plecotteri,
anellidi, come sanguisughe e lombrichi e molluschi. Nei torrenti
montani, con acque pure e correnti, aumenta l’importanza d’insetti
come i plecotteri. Durante il periodo riproduttivo, sembra che i
maschi intenti nelle cure parentali ingeriscano parte delle uova del
loro nido. |
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Riproduzione
- Lo scazzone raggiunge la
maturità sessuale tra il secondo ed il quarto anno d’età, a secondo
delle caratteristiche dell’ambiente. Il periodo di frega inizia
verso fine di febbraio e può prolungarsi fino alla metà di maggio. I
maschi sono territoriali ed allesticono una tana da adibire a nido.
Come nel caso del ghiozzo etrusco, sfruttano una cavità una cavità
sotto a un sasso o ad altri oggetti sommersi adatti allo scopo, non
esclusi manufatti come mattoni forati o ceramiche. La riproduzione è
preceduta da un rituale di corteggiamento, diretto ad indurre la
femmina ad entrare nel nido. Dopo l’ingresso nella tana, la femmina
si ribalta ed emette le uova sulla volta del riparo, la deposizione
subito seguita dalla fecondazione da parte del maschio. Il maschio
corteggia ogni femmina che entra nel suo territorio, le uova deposte
possono appartenere anche a dieci femmine diverse. Ogni femmina
depone soltanto poche centinaia di uova, dal diametro variabile da
2,2 a 3,0 mm, e riunite a formare un'unica massa. Il maschio
sorveglia la covata sino alla schiusa, che si verifica generalmente
dopo 3 - 4 settimane. Le larve misurano circa 6 - 7,5mm alla nascita
e, come altre specie che vivono in acque fredde con scarsi
microrganismi planctonici, hanno un grande sacco vitellino in grado
di alimentarle per circa 10 - 12 giorni, dopo di cui iniziano a
predare piccoli invertebrati. |
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Valore
economico - La specie è priva
di interesse commerciale. Le carni dello scazzone sono considerate
molto buone, prive di spine e delicate. Questi pesci sono
particolarmente apprezzate in frittura, in particolare costituiva un
piatto tipico della montagna pistoiese, dove ancora sopravvivono
alcune popolazioni. Nell’Italia settentrionale, dove la specie è più
abbondante, viene utilizzato soprattutto come pesce da esca. |
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Distribuzione
- Lo scazzone è diffuso in quasi tutto l’emisfero settentrionale
eurasiatico fino al Fiume Amur. In Europa è assente dalla Penisola
Iberica, dall’Irlanda, Scozia e dalla Penisola Balcanica. In Italia
la specie è autoctona, distribuita in Italia settentrionale e
centrale. |
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