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Descrizione
- Il siluro d’Europa è un
pesce di grande taglia, non sono rari individui lunghi due o tre
metri e, in casi eccezionali può raggiungere i cinque metri. Il
corpo è robusto, a sezione cilindrica nella parte anteriore e molto
compresso in quella posteriore. La pelle appare nuda e ricoperta di
muco protettivo. La testa è grande larga e depressa, con occhi molto
piccoli rispetto alla mole del pesce. La bocca si apre in posizione
inferiore, ed è molto grande. La mascella inferiore è più lunga di
quella dal superiore. Attorno alla bocca sono presenti tre paia di
barbigli. I barbigli mascellari, piegati all’indietro, raggiungono
il bordo posteriore delle pinne pettorali. La pinna dorsale è molto
piccola ed è formata da 3 - 5 raggi. La pinna anale è
sviluppatissima ed è formata da 77 fino a 92 raggi. Le pinne
pettorali presentano un robusto raggio spiniforme accuminato, Con il
margine liscio o debolmente dentellato. La pinna caudale è piccola
ed ha il bordo posteriore arrotondato. La colorazione di fondo della
livrea è nero bluastro sul dorso e sulla testa, sfumato verso il
ventre bianco giallastro. Lungo i fianchi sono presenti marezzature
di colore bruno oliva. L’iride è giallastra. Le pinne sono scure, di
colore simile a quello del dorso. Non si osserva dimorfismo
sessuale. Il siluro d’Europa raggiunge la lunghezza di cinque metri
ed il peso di 400 kg. Nel nostro paese la media oscilla tra gli 80 e
i 220 cm, con un peso compreso tra i 10 e i 110 kg. |
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Habitat e
abitudini
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A causa della sua recente introduzione, le informazioni sulla sua
biologia nei nostri ambienti sono scarse. Nella sua area di
distribuzione originaria, vive in acque lacustri ed in quelle dei
fiumi a corso lento o moderato. La specie ha una grande capacità
d’adattamento, sopravvive bene sia nelle acque fredde, ossigenate e
profonde, sia negli acquitrini con acque melmose a basso tenore
d’ossigeno. Resiste molto bene all’inquinamento ed al degrado
dell’habitat. Il siluro è un pesce fotofobo, il suo picco di massima
attività coincide con le ore crepuscolari e notturne, durante le
quali si aggira sul fondo ricercando il cibo con i barbigli tattili.
Si può osservare anche durante il giorno, specialmente in condizioni
di tempo coperto e di torbidità delle acque. Gli adulti sono
territoriali e solitari, mentre i giovani tendono a vivere in
branchi. |
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Alimentazione
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La dieta del siluro è molto varia, comprende sia elementi vegetali,
sia animali e detrito organico. Nell’alimentazione dei giovani
prevalgono gli invertebrati alghe e macrofite acquatiche. Negli
adulti si la componente vegetale scompare al crescere della taglia,
si nutrono di pesci di ogni genere e dimensione, anfibi, uccelli
acquatici, mammiferi roditori, crostacei decapodi, anellidi e larve
d’insetti. Nei grandi fiumi come il Danubio sono documentati
attacchi a cani e nutrie. Il siluro si ciba sistematicamente di
carcasse d’animali morti, durante i periodi bellici sono stati
catturati individui che avevano ingerito anche resti umani. Nelle
nostre acque, la tendenza ittiofaga del siluro potrebbe è causa seri
problemi alle popolazioni ittiche autoctone. |
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Riproduzione
- Il siluro raggiunge la
maturità sessuale dai tre ai cinque anni d’età, a seconda della
disponibilità di cibo dell'ambiente in cui vive. Il periodo
riproduttivo va tarda primavera all’estate estate, quando la
temperatura dell'acqua raggiunge circa i 20°C. Il maschio è
territoriale, ripulisce dalle alghe e dai detriti il fondale e scava
una depressione dove la femmina depone le uova. La specie è molto
prolifica, la femmina emette diverse migliaia di uova per ogni chilo
di peso. Il maschio sorveglia le uova fino alla schiusa che, ad una
temperatura dell’acqua superiore ai 20 - 24 °C, avviene di solito
dopo tre o quattro giorni. Dopo il riassorbimento del sacco
vitellino, gli avannotti si cibano di microrganismi planctonici. |
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Valore
economico - In Italia la
specie ha attualmente scarso interesse commerciale, compare
raramente su alcuni mercati dell'Italia settentrionale. Recentemente
il siluro si sta conquistando spazio nella cucina di diversi
ristoranti del delta del Po e dell’ Emilia Romagna. Le carni sono
abbastanza grasse, quasi prive di spine, simili a quelle
dell’anguilla e del pesce gatto. Nel bacino del Mar Nero e del Mar
Caspio il siluro viene attivamente pescato e commercializzato anche
salato ed essiccato. Dalla vescica natatoria del siluro si ricavava
una colla di pesce inferiore soltanto a quella dello storione. Dalle
uova del siluro viene anche ricavati il caviale, spesso venduto come
caviale di storione. |
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Distribuzione
- in Italia la specie è alloctona. Originario dell’Europa centrale,
dall'Elba al Volga, e dalla Penisola Scandinava meridionale alla
Grecia settentrionale. Il siluro è presente anche in Asia
occidentale ed è stato introdotto in Italia (1957), in Olanda, in
Belgio, in Francia, Spagna ed in Gran Bretagna. Il siluro ha fatto
la sua comparsa nel corso medio inferiore del fiume Arno, dove si è
acclimatato. Altre segnalazioni provengono da varie località del
Distretto Arno - tiberino. |
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