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Descrizione
- La forma del corpo è
affusolata, con bocca terminale piccola, dotata di denti minuti. La
pinna dorsale appare molto sviluppata, alta e fornita di raggi molli
molto flessibili. Le squame sono grandi e circolari. La tinta della
livrea è grigio verde sul dorso ed argentea o dorata sui fianchi, il
ventre è bianco. Negli individui adulti, la pinna dorsale mostra
spesso strisce giallo verdi ed è punteggiata tra raggio e raggio da
macchie chiare disposte in serie regolari. Nel periodo riproduttivo
la dorsale dei maschi diventa iridescente. La pinna dorsale del
maschio si presenta iridescente, in questo periodo, bordata di
rosso. Il temolo ha una taglia di 30 cm circa a 3-4 anni (250 g),
raramente raggiunge e supera i 50 cm (1 kg) a circa 10-14 anni di
età. |
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Habitat e
abitudini
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Il temolo predilige acque fluviali molto limpide, ben ossigenate, in
leggero pendio ed a corrente non troppo rapida con fondo sassoso e
ghiaioso con buche profonde. Ha abitudini gregarie e vive in branchi
formati anche da molti individui. La specie è molto sensibile agli
inquinamenti delle acque, per questo il suo areale si è notevolmente
contratto negli ultimi 50 anni, inoltre risente dei frequenti sbalzi
di livello causati dalla presenza di dighe. |
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Alimentazione
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Si ciba principalmente di micro e macroinvertebrati: invertebrati di
fondo, larve di insetti, vermi ed insetti aerei. |
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Riproduzione
- La frega avviene in
primavera, da marzo a maggio, e la deposizione ha luogo su fondali
sabbiosi o ghiaiosi di scarsa profondità Le uova sono di grandezza
media, circa 3 mm, e vengono deposte in numero compreso tra 2000 e
8000 per femmina. Nella maggioranza dei casi sono ricoperte di
sabbia dopo la deposizione. La schiusa avviene in un periodo di 3-4
settimane. Negli avannotti il sacco vitellino è piccolo e viene
riassorbito in pochi giorni. L'accrescimento è rapido: dopo un anno
misurano 10-12 cm. Generalmente i temoli raggiungono la maturità
sessuale a circa tre anni. |
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Valore
economico - Molto elevato. Il
temolo è ricercato per il grande pregio che riveste per la pesca
sportiva, le richieste di materiale da ripopolamento superano
generalmente l’offerta, a causa della difficoltà di allevamento che
presenta la specie. Le carni del temolo hanno il caratteristico
aroma che ricorda la pianta di timo, da cui ne deriva il nome:
"thymus" (timo). Nella cucina tradizionale dell’Italia
settentrionale, il temolo era molto apprezzato sia per essere
grigliato, bollito o cucinato con erbe aromatiche. La riduzione del
numero della specie e le rigide restrizioni che ne tutelano lo
sviluppo, hanno progressivamente portato al decadimento di molte
tradizioni culinarie relative al temolo. |
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Distribuzione
- Specie tipica del distretto padano-veneto, diffusa nei corsi
d'acqua dell'Italia settentrionale. Recentemente è stato Introdotto,
con acclimatazione, in Toscana (Tevere). |
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