Uff. Pesca della Provincia di Arezzo

 

 

La trota sarda o macrostigma Salmo cettii Rafinesque & Schmaltz, 1810

Note sul nome scientifico - Nel nostro lavoro abbiamo mantenuto il nome comune di trota macrostigma alle popolazioni italiane perché di uso comune nel nostro paese, ma non ne approviamo l'uso in letteratura scientifica. Il nome latino originario delle popolazioni sicule, sarde, corse e del versante tirrenico italiano è Salmo cettii mentre Salmo macrostigma è il nome riferito alle popolazioni algerine studiate da Duméril nel 1855. Per questo solo la trota dell'Africa settentrionale sarebbe la vera macrostigma.

Descrizione - La trota macrostigma ha corpo fusiforme, con bocca in posizione mediana che presenta mascella superiore estesa fino al bordo posteriore dell'occhio. La pinna caudale è biloba. Tutto il corpo è ricoperto da piccole squame. La linea laterale è in posizione mediana. La trota macrostigma è molto simile alla trota fario, tanto che molti ricercatori la ritengono una varietà di questa. Differisce dalla trota fario per la presenza di macchie “parr” anche in età matura, con quelle anteriori talvolta sdoppiate o frammentate, presenti fino alla metà inferiore del corpo. Altri caratteri distintivi sono l’assenza di punteggiatura rossa e la vistosa macchia nera situata sull’opercolo. La livrea della trota macrostigma ha colore di fondo grigio, bruno o bruno-verdastro nella zona dorsale; i fianchi sono più chiari e la porzione ventrale è giallastra o bianca. Oltre alle tipiche macchie che la distinguono dalla trota fario, la macrostigma presenta sui fianchi numerose macchioline nere, spesso bordate di chiaro. Oltre alle macchie nere spesso presenta anche piccole macchie di colore bruno-arancio, solitamente prive di alone. Le pinne pettorali e ventrali, che spesso hanno il margine esterno grigiastro, sono giallastre o brune. Le pinne impari hanno tonalità grigie, talvolta con sfumature giallastre. La prima pinna dorsale può essere ornata da piccole macchie nere.

Habitat e abitudini - La trota macrostigma popola corsi d'acqua di collina e di pianura del versante tirrenico e delle isole. L’ambiente tipico è costituito da torrenti collinari a portata incostante, soggetti a periodi di forte magra o di piena improvvisa, caratterizzati dalla presenza di buche e piane intervallate da rapide e correntine, con acqua limpida e a corrente moderata, temperatura compresa fra 10 e 20 °C circa e relativa abbondanza di piante sommerse o semisommerse. Spesso si incontra anche in risorgive ai piedi di sistemi montuosi carsici. La trota macrostigma risulta meglio adattata della fario per vivere nei corsi appenninici, dove riesce a prosperare e riprodursi in torrenti di lunghezza e portata limitate, e resiste bene all’innalzamento della temperatura che si verifica nei mesi estivi.

Alimentazione - Questa trota ha minore propensione per una dieta ittiofaga rispetto alla trota fario. La sua dieta è composta principalmente da larve e adulti di insetti acquatici e terrestri, in modo minore preda anche molluschi, aracnidi e si nutre anche di elementi vegetali.

Riproduzione - In Italia centrale i maschi raggiungono la maturità sessuale a 17-19 cm di lunghezza (peso medio 80 g circa), le femmine a 28-30 cm (peso medio 300 g circa). La riproduzione si svolge in periodi diversi da quelli della fario, generalmente la frega va da febbraio a marzo. La deposizione avviene in acque basse e correnti, con fondo ghiaioso sgombro da vegetazione. Le modalità riproduttive riproduttivo, gli indici di fecondità e lo sviluppo embrionale non sono conosciuti. In alcuni bacini dove la trota macrostigma vive assieme alla trota fario, immessa a fini di ripopolamento, sono presenti esemplari con livree intermedie fra le due forme, queste trote sembrano essere le cosiddette “trote di ceppo mediterraneo” attualmente molto in voga tra i pescatori sportivi. In ogni caso, la frequenza di ibridazione tra le due specie è bassa: dal momento della fine d’immissioni di fario, la macrostigma torna ad essere l'unica forma presente nel torrente.

Valore economico - Fino dall’antichità la trota macrostigma è stata molto apprezzata in gastronomia. Probabilmente era la sola trota conosciuta dai romani durante la Repubblica. Le sue carni sono ottime, ancor più pregiate di quelle della trota fario. La trota macrostigma è oggetto di pesca di pesca sportiva, ma in alcuni fiumi anche di pesca professionale. La forte pressione di pesca ha portato ad una forte riduzione della diffusione della trota macrostigma, ormai si incontra solo in piccole zone dell’originaria area di distribuzione molto più vasta. Soltanto applicando serie misure di protezione, come ad esempio l'istituzione di riserve fluviali e programmi di riproduzione artificiale con ceppi selezionati, si può scongiurare il pericolo che la trota macrostigma si estingua.

Distribuzione - In Italia la specie è autoctona. Presente in Italia sin dalla fine del Quaternario, si trova attualmente solo nelle isole ed in alcuni corsi d’acqua del versante tirrenico.

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