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Il
Gambero Rosso della Louisiana Procambarus
clarckii
(Girard, 1852)
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Descrizione - Corpo robusto,
depresso, con carapace granuloso e recante un paio di denti post-orbitali.
Rostro piuttosto breve, triangolare, depresso, con margini laterali
divergenti sui quali è presente un paio di denti. Chele del I° paio di
pereiopodi ben sviluppate, recanti evidenti spine rosse, con margine
interno alquanto irregolare ad estremità uncinate. Queste chele presentano
la parte distale della branca inferiore affilata, in grado di combaciare
con la corrispondente sezione della branca superiore, realizzando una
superficie tagliente paragonabile ad un paio di tronchesi. Questa
caratteristica distingue nettamente il gambero rosso dal nostro gambero di
fiume (Austropotamobius pallipes) e gli fornisce un ottimo mezzo
per predare avannotti e pesci. Maschi di maggiori dimensioni rispetto alle
femmine, con le prime 2 paia di pleopodi trasformate in gonopodi; nel
periodo riproduttivo i maschi presentano chele più lunghe e più robuste e
recano piccoli denti uncinati alla base del 3' e'4' paio di pereiopodi. -
Lunghezza massima 15 cm circa, con un peso corrispondente di circa 100 g. |
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Colorazione - Rossastra,
rosso-brunastra sul dorso e sui pereiopodi nei soggetti adulti, grigiastra
nei giovani; dopo la muta alcuni individui possono presentare una
colorazione prevalentemente bluastra. |
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Area
di distribuzione - Diffusione
geografica America, Europa, Africa, Asia: la specie, originaria della
Louisiana (U.S.A.), è stata successivamente introdotta in altre regioni
del mondo, ove si è ben acclimatata (Giappone, Sud-Est Asiatico, Spagna,
Costa Rica, Portorico, S. Domingo, Venezuela, Kenya, Sudan, Uganda, ecc.).
Italia (specie alloctona): la specie era originariamente presente soltanto
in alcuni allevamenti nonché nei bacini ove, prima della vendita, vengono
stabulati i soggetti importati, provenienti per lo più dalla Spagna e da
alcune regioni dell'Africa. Attualmente si è diffusa ed acclimatata in
molte zone del bacino del fiume Po, dell’Arno e del Tevere. |
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Habitat
e abitudini - Questa
specie predilige le acque a lento corso e stagnanti di paludi, acquitrini
e stagni soggetti ad essiccazione estiva; è presente tra l'altro in
risaie, laghi e stagni costieri salmastri. Il gambero rosso sopravvive
all’essiccamento del suo habitat scavando profonde tane nel letto dei
canali, tane dove trova l’umidità necessaria a mantenerlo in vita fino
alla successiva stagione umida. Se immesso, si ambienta anche in acque più
fredde, anche se normalmente tende a localizzarsi nei tratti meno elevati
dei torrenti. E’ in grado di sopportare temperature piuttosto elevate e
concentrazioni relativamente modeste di ossigeno disciolto. Queste sue
preferenze ecologiche sono presenti del bacino del Canale Maestro della
Chiana, perciò possiamo prevedere che la specie vi diverrà infestante in
breve tempo. Il gambero rosso è solito scavare nel fondo e negli argini
dei bacini in cui vive, provocando così danni ambientali anche notevoli. |
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Alimentazione - E’
a base soprattutto di materiali vegetali; può tuttavia comprendere anche
anellidi, larve di insetti, anfibi e pesci. In condizioni si
sovraffollamento, causate da una moltiplicazione infestante, la
competizione alimentare può innescare fenomeni di cannibalismo ed
aumentare la tendenza predatoria della specie verso anfibi e pesci. |
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Riproduzione
- Ha luogo 2-3
volte in un anno nelle regioni tropicali, 1-2 volte in quelle subtropicali
e nel nostro paese. Ogni femmina può portare fino a 700 uova per ogni
ciclo riproduttivo. L'incubazione delle uova può durare, a seconda della
temperatura ambientale, da 20 giorni a 3 mesi. La maturità sessuale viene
raggiunta in natura in 3-5 mesi, in allevamento anche in soli 2 mesi. |
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Nemici naturali
- Nelle paludi del sud degli Stati Uniti, in cui la specie è indigena, il
gambero rosso viene perseguitato da numerose specie animali, procioni,
giovani alligatori, varie specie di pesci ed uccelli acquatici, nonché
serpenti d’acqua. Nel nostro paese, gli individui adulti, vengono
attivamente predati soltanto da lucci, persici trota, persici reali ed
uccelli acquatici come aironi, garzette, nitticore, cormorani ecc. La
capacità predatoria degli uccelli acquatici è stata da noi verificata
durante le operazioni di monitoraggio del Canale Maestro della Chiana,
quando abbiamo osservato numerosi resti di esoscheletro di gambero rosso
in corrispondenza dei posatoi preferiti dagli aironi. Purtroppo le
abitudini prevalentemente notturne del gambero rosso, lo rendono esposto
alla predazione degli uccelli soltanto nelle prime ore della mattina od in
quelle della tarda serata. |
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Status
della specie - Il
gambero rosso della Louisiana ha fatto recentemente la sua comparsa
nel territorio nazionale. Inizialmente introdotto a scopo alimentare
in varie astacicolture del nord e del centro Italia. La successiva fuga di
alcuni esemplari, o la loro deliberata immissione in acque libere, ha
causato già numerosi problemi ecologici in molti habitat del nostro paese.
Ad esempio la specie si è moltiplicata in modo esplosivo nel lago di
Massaciuccoli (Lu), determinando l’estinzione o la forte sofferenza della
fauna ittica autoctona e, data la sua abitudine di scavare tane lunghe
fino a 1,5 m, numerosi problemi strutturali alle sponde sia del lago che
dei canali circostanti. Nonostante la buona qualità delle sue carni, la
presenza del gambero rosso nelle acque della nostra provincia, potrebbe
ben presto rivelarsi come una vera calamità per la stabilità ecologica
dell’habitat. Inoltre, mentre la buona qualità delle acque del lago di
Massaciuccoli ha consentito di sfruttare la presenza del gambero rosso a
scopo commerciale, la presenza di elementi inquinanti negli habitat
frequentati dalla specie nel nostro territorio, rischia di trasformare il
consumo di questi crostacei in una bomba ad orologeria per la salute.
L’alimentazione detritivora del gambero rosso lo porta infatti ad ingerire
quei minerali pesanti, presenti in molti scarichi industriali, capaci di
accumularsi nei tessuti animali. Oltre ad alimentarsi di detriti, questo
crostaceo preda attivamente altri crostacei, insetti, anfibi e pesci,
inoltre si ciba anche di carogne. La sua predisposizione alla predazione
ne fa quindi una minaccia per le uova e gli avannotti delle specie ittiche
originarie del nostro territorio. Le segnalazioni di questa specie nel
territorio aretino sono numerose e quasi ubiquitarie, dal Valdarno alla
Val Tiberina, ma la sua maggior presenza numerica pare attualmente essere
attestata nel bacino del Canale Maestro della Chiana, come da noi
verificato durante le operazioni di cattura legate alla stesura della
carta ittica provinciale. Prima di esporre proposte per il contenimento
del gambero rosso, dobbiamo esaminare nel dettaglio gli aspetti della sua
ecologia ed il suo eventuale valore per la pesca sportiva ed economico. |
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Protezione - Nessuna,
come specie alloctona ed infestante si dovrebbero intraprendere azioni di
contenimento ed eradicazione. |
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Valore
economico - Specie di
notevole interesse commerciale che viene frequentemente commercializzata
anche in Italia. Carni ottime, assai apprezzate. Commercializzato vivo,
oppure precotto e successivamente congelato. Nel lago di Massaciuccoli (Lu)
rappresenta ormai la specie principale pescata dai professionisti. |
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Astacicoltura
- La resistenza alle malattie,
il rapido ritmo di accrescimento e l'elevata fecondità fanno di questa
specie il gambero di acqua dolce più allevato e più pescato del mondo.
Anche in Italia, in alcuni allevamenti privati, si praticano tecniche di
allevamento a fini alimentari. Purtroppo la sua facilità d’allevamento ne
fa anche una specie colonizzatrice ad alta potenzialità infestante. |
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Pesca -
La pesca industriale al gambero rosso della Louisiana si svolge con reti,
nasse ed altre trappole per crostacei: la pesca dilettantistica può essere
attuata con una semplice attrezzatura a canna semplice innescata con carne
o pesce salato. |
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Galleria
Fotografica
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Indirizzi
di posta elettronica
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