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Fauna ittica
- Il tratto superiore della trota è caratterizzato
prevalentemente dalla specie dominante trota fario (Salmo
trutta var. fario) e dalle due specie associate:
vairone (Leuciscus muticellus) e ghiozzo etrusco o di
ruscello (Padogobius nigricans). Nel tratto inferiore
della trota, corrispondente all’incirca alla zona che va da
Pratovecchio fino alla Piana di Campaldino, il salmonide si
rinviene durante tutto l’arco dell’anno ma la sua
preponderanza numerica si riduce a favore di Ciprinidi reofili
come il barbo tiberino (Barbus tyberinus), il cavedano
etrusco (Leuciscus locumonis) e la lasca (Chondrostoma
genei), con la sporadica presenza della carpa (Cyprinus
carpius). Il restante tratto, fino all’abitato di Ponte a
Buriano, corrisponde alla zona del barbo. In questo ecosistema
la popolazione ittica ha subito notevoli variazioni sia per
cause di alterazione ambientale, sia per l’immissione di
numerose specie alloctone. All’iniziale popolamento costituito
da cavedano, cavedano etrusco, ghiozzo, lasca, barbo tiberino,
vairone e rovella, si sono progressivamente sovrapposti pesci
di origine padana, come barbo italico e alborella, oppure di
provenienza extra italiana come persico sole (Lepomis
gibbosus), persico trota (Micropterus salmoides),
pesce gatto (Ameiurus melas) e, recentemente, specie
come il barbo europeo (Barbus barbus) ed altri pesci
provenienti dal nord europa. Il tratto del fiume Arno a valle
di Ponte a Buriano corrisponde alla zona che ha subito le
maggiori variazioni rispetto alla consistenza, qualità e
composizione della fauna ittica presente. La presenza dei due
grandi invasi, con le loro caratteristiche di tipo lacustre,
hanno determinato l’affermarsi di una fauna, spesso supportata
da ripopolamento, tipica della zona della carpa (Cyprinus
carpius). Abbiamo quindi, per quanto riguarda i pesci
autoctoni o di antica introduzione, la presenza di anguilla,
carpa, tinca, alborella, luccio, persico sole, persico reale e
una discreta popolazione di cavedano, savetta, lasca e
rovella. Nel corso degli anni a questa popolazione si sono
sovrapposte molte specie di origine nord-europea, orientale e
nord-americana. Nel caso del carassio (Carassius auratus),
la specie si rivelò velocemente come infestante, determinando
con la sua presenza un notevole calo delle popolazioni di
tinca e di carpa che presentò anche una diminuzione di taglia
(nanismo). Anche il pesce gatto si ambientò velocemente
colonizzando quasi tutti gli ambienti di questo tratto di
fiume, risalendo spesso anche la porzione inferiore degli
affluenti. L’introduzione del persico trota e del persico
sole, anche se meno infestanti, comportarono un ulteriore
elemento di perturbazione per le specie indigene. Negli invasi
furono immessi anche esemplari di carpa erbivora o amur e di
carpa argentata, il cosi detto temolo russo. In questo caso il
danno ambientale fu contenuto poiché le due specie non sono in
grado di riprodursi nei nostri fiumi e quindi, una volta
sospese le immissioni, si sono estinti per cause naturali. La
situazione si presenta comunque in continua evoluzione per le
sempre crescenti immissioni di specie alloctone spesso
frammiste fra gli avannotti da ripopolamento. L’ostacolo
costituito dai due sbarramenti artificiali frena inoltre la
diffusione dell’anguilla che, per la sua presenza nel nostro
territorio dipende da continue e periodiche immissioni. |