Carta ittica della Provincia d'Arezzo

Fiume Arno, Stazione di rilevamento ARN02

  

Condizioni generali alla data del rilevamento.

 

Data ed ora

14/07/2004 h. 09.15

Condizioni meteorologiche

Sereno

Stato idrogeologico

Morbida

 

Lunghezza della sezione

m 50

Larghezza della sezione

m 10

Larghezza dell'alveo

m 20

Superficie 

mq 500

 

Descrizione

La stazione è collocata nel corso dell’Arno, in corrispondenza dell’abitato di Pratovecchio (400 m s.l.m.), un ambiente molto antropizzato. Il corso d’acqua attraversa il paese per tutta la sua lunghezza, corre a ridosso di piccoli orti e parchi, con vegetazione riparia in grado di fornire una buona ombreggiatura estiva. Nel corso dei secoli il fiume ha subito numerosi interventi da parte dell’uomo, sono state realizzate briglie, pescaie e derivazioni d’acqua per alimentare mulini. Ne deriva che l’habitat si è notevolmente frammentato, alternando lunghe piane alle buche formatesi ai piedi delle briglie, ostacoli praticamente insormontabili per i pesci in risalita. I lati dell'alveo sono stati corretti e regolati con gabbioni e con vari tipi di interventi in muratura. Il tratto campionato comprende due tratti disgiunti: la briglia a monte del ponte sulla SP 74 ed il tratto pianeggiante ad essa superiore. Lungo tutto il percorso urbano del fiume sono presenti scarichi fognari urbani, alcuni antichi e inattivi, altri ancora funzionanti. Attualmente tutto il tratto dell’Arno interno al paese è adibito a zona di protezione.

Vegetazione acquatica - Alla data del rilevamento si sono osservate le alghe epilitiche filamentose ed incrostanti, le alghe filamentose verdi mostravano un notevole sviluppo, specialmente nelle correntine e nei pressi del basamento in cemento della briglia. Le spermatofite annuali, sommerse e semisommerse, presenti in prossimità della seconda briglia superiore ed al lati dell'alveo della piana, erano discretamente sviluppate.

Vegetazione terrestre - Trattandosi di un tratto urbano, la vegetazione riparia presente è costituita principalmente da essenze messe a dimora dall'uomo. In alto, sulla riva destra è presente un bosco d'aghifoglie, seguito da un piccolo tratto coltivato con alcuni alberi da frutto. Acacie, ontano e varie essenze arbustive circondano la sponda del fiume. In riva sinistra è presente l'antico muro di contenimento del paese, sormontato da pini ed altri alberi ornamentali, il tratto pianeggiante compreso tra il fiume e le mura, è occupato da una serie d'orticelli con alcuni salici ed alberi da frutto, alcune piccole macchie di salice rosso si spingono fino all'acqua. Durante il periodo estivo, lungo le sponde e tranne i tratti coltivati, la vegetazione arbustiva ed il roveto prendono il sopravvento, rendendo quasi impossibile raggiungere la sponda del fiume.

Granulometria del fondo - La composizione del fondale è strettamente correlata alla velocità della corrente e dall'azione di trasporto effettuata durante le piene in un tratto rettificato artificialmente. Sotto le briglie sono presenti grandi massi inamovibili dalle piene, alternati a ghiaia, ciottoli, sabbia. Al termine delle buche si rinvengono blocchi progressivamente più piccoli, a volte situati sopra l'alveo roccioso affiorante. Ciottoli e ghiaia riducono progressivamente le loro dimensioni fino a raggiungere le piane a lenta corrente dove s'incontrano depositi di limo fine di colore bluastro. Durante il periodo estivo, al diminuire della portata, i depositi di limo fine aumentano di spessore.

Componenti organici del fondo - Nel periodo primaverile ed estivo la capacità depurativa del fiume diminuisce, in area urbana aumentano le componenti organiche del fondo, con relativo peggioramento della qualità delle acque. Nell'area osservata restano predominanti i detriti di origine vegetale, con strutture vegetali grossolane sotto le briglie, e fibrose e polpolse nei tratti a corrente meno sostenuta. Sotto le briglie rimangono presenti i grandi tronchi trasportati dalle piene.

Ripari per i pesci - Le buche sotto le briglie sono ricche d'anfratti e nascondigli, massi ed alberi caduti aumentano i luoghi di rifugio per l'ittiofauna. Nel periodo estivo le briglie svolgono una certa azione di filtraggio per le acque. Si tratta di vecchie strutture con fessurazioni in grado di convogliare le acque provenienti da sorgenti di falda. In queste risorgive d’acqua fresca e pulita trovano probabilmente rifugio le numerose trote presenti nel tratto. Sulle piane, le sponde coperte di rovi ed arbusti, aumentano le zone riparate a disposizione dei pesci.

 

Caratteristiche Chimico Fisiche

 

Temperatura

°C 18.9

Temperatura acqua

°C 14.4

pH

  7

Ossigeno disciolto

mg/l 8.9

Ossigeno

% 92.0

Nitriti

mg/l N02 0.00 

Ammonio totale 

mg/l NH4 0.6

 

Valutazione qualità ambientale

 

Unità sistematiche EBI Classe di Qualità
     

 

Zonazione

 

Z. sup. trota

Z. inf. trota

Z. barbo

Z. carpa

       

 

Macroinvertebrati 

 

 Plecotteri  
 Tricotteri  
 Efemerotteri  
 Odonati  
 Coleotteri  
 Molluschi  
 Crostacei  
 Megalotteri  
 Emitteri  
 Ditteri  
 Planarie  
 Irudinei  
 Oligocheti  

 

Caratteristiche Chimico Fisiche - Dalle analisi effettuate al momento del campionamento, emergono dati limite per la sopravvivenza dei Salmonidi, sia per la temperatura, sia per l’ossigeno disciolto. Non è stato rilevato nessun tipo d’inquinamento da nitriti ma, probabilmente a causa della minore portata e maggiore temperatura, i nitrati sono presenti in quantità significativa. La presenza delle trote va probabilmente posta in relazione all’esistenza di risorgive di falda ed all’azione ossigenante fornita dalle cascate delle briglie.

Valutazione Qualità Ambientale - Si rimanda al completamento delle analisi in laboratorio.

Zonazione - Al momento del campionamento, le caratteristiche ed il componimento della fauna ittica catturata, collocano il tratto di fiume a cavallo tra la zona inferiore della trota e quella del barbo. La presenza di trote, anche durante il periodo estivo, dovrebbe spostare la valutazione verso la zona inferiore della trota, ma la grande diffusione del cavedano (specie dominante) limita un tale tipo di attribuzione.

POPOLAMENTO ITTICO

Nome comune Nome scientifico Numero peso (g)
 

Trota Fario

Salmo trutta fario

12 2643

Ghiozzo etrusco

Padogobius nigricans

6 19

Cavedano comune

Leuciscus cephalus cabeda

32 16302

Cavedano europeo

Leuciscus cephalus cephalus

3 1342

Rovella

Rutilus rubilio

24 248.5

Vairone

Leuciscus muticellus

31 517

Barbo tiberino

Barbus tyberinus

10 2305

Barbo europeo

Barbus barbus

2 630

Totale

  120 24006.5
 

Specie principale: Cavedano comune

Popolamento Ittico - Il campionamento effettuato ha confermato la presenza di una popolazione ittica ben strutturata e varia. Diversamente dall’esame effettuato in novembre, si è osservato un calo numerico delle specie di ciprinidi minori, in particolare sono sensibilmente diminuiti i vaironi e le rovelle. Da questo campionamento è emerso un dato molto preoccupante per il mantenimento della biodiversità dei nostri corsi d’acqua: la presenza di due esemplari di barbo europeo (Barbus barbus) e di tre cavedani europei (Leuciscus cephalus cephalus). Queste due specie sono particolarmente pericolose perché in grado d’incrociarsi con i barbi ed i cavedani indigeni, compromettendone l’integrità del pool genetico, portandoli quindi ad estinzione. La taglia di questi soggetti lascia pensare che siano stati oggetto d’una immissione non autorizzata, il fatto che ne siano stati trovati nella ristretta zona campionata, fa pensare che ne siano presenti altri. Le specie di piccola taglia (vairone, rovella, cavedano etrusco) appaiono in sofferenza, probabilmente a causa del decadimento estivo del loro ambiente. Durante il campionamento sono stati osservati numerosi avannotti. Le trote residenti comprendono esemplari adulti di taglia media, probabilmente derivati da semine effettuate nei mesi precedenti. Resta la necessità dell’azione di recupero, complicata dalla presenza delle due specie alloctone che dovrebbero essere allontanate con ogni mezzo.

 

Statistiche sulla popolazione di Ittica

 

 

Galleria Fotografica
 
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Fig. 7 Fig. 8 Fig. 9 Fig. 10 Fig. 11 Fig. 12
 
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